Parole della domenica: continua il taglio degli alberi in città, il parco è sempre meno verde
Montecatini, abbiamo un problema. Non si tratta di un problema di poco conto, perché da sempre la nostra città è caratterizzata da grandi spazi verdi con piante di grande portata e aiuole fiorite. Sta accadendo, in questi ultimi mesi, che vengono effettuati tagli di piante ormai vecchie e forse anche pericolose. Il parco cittadino sta diventando sempre meno verde… Subito si sono alzate perplessità e proteste e l’assessore Luca Bini ha pubblicamente precisato che “si sta procedendo alla rimozione di alcuni alberi che, purtroppo, sono giunti al termine del loro ciclo vitale. Ci tengo a fare una precisazione importante per evitare incomprensioni: si tratta di cedri (e non di pini).
Le piante in questione sono ormai completamente secche e non più recuperabili. Lasciarle dove sono rappresenterebbe un serio pericolo per la sicurezza di tutti i frequentatori del parco, a causa dell’alto rischio di crolli improvvisi. La sicurezza dei cittadini e la tutela della nostra incolumità vengono prima di tutto”.
Lo stesso assessore ha evidenziato che “Questo intervento non è un impoverimento del nostro patrimonio verde, ma un atto di cura e rinnovamento. Non lasceremo spazi vuoti: tutte le piante rimosse saranno opportunamente sostituite. I nuovi alberi verranno messi a dimora non appena le condizioni stagionali e climatiche saranno idonee a garantire il perfetto attecchimento e la crescita delle nuove piante”.
Dunque tutto bene? C’è chi – da esperto del settore (leggi l’articolo) – pensa che il Comune dovrebbe percorrere un’altra strada.
Come ogni settimana, ho cercato nel web e sui giornali altre storie per chi voglia leggere ma soprattutto per chi voglia riflettere.
Buona domenica a tutti quelli che ci seguono.
(Mauro Lubrani)
Gli aspetti positivi del gran caldo

Fa caldo, caldissimo. E del caldo si è parlato tanto, tantissimo in questi giorni di inizio estate. Gli esperti hanno fatto i conti, che quasi non avremmo bisogno di veder messi nero su bianco. E sempre gli esperti ci riempiono di consigli, soprattutto per la salute dei bambini e dei nonni, perché sono loro quelli a cui dobbiamo prestare più attenzione in queste giornate. Sul quotidiano francese La Croix Arnaud Alibert ha proposto invece una lettura piuttosto insolita, concentrandosi sull’esperienza spirituale del caldo e sulle “virtù della canicola”. Quando il termometro sale, osserva il giornalista, cadono anche molte delle nostre illusioni di autosufficienza: siamo costretti a rallentare, a prendere atto dei nostri enormi limiti, a riconoscere nella nostra vulnerabilità quella degli altri e a scoprire il senso profondo della cura. Ecco allora che la canicule (come la chiamano Oltralpe) può avere il grande pregio di ricordarci l’importanza delle relazioni, che poi sono anche l’unico “rifugio climatico” di cui abbiamo davvero bisogno in questi nostri tempi complicati.
Avvenire – 5 luglio 2026
Facebook e Instagram danno dipendenza

Scroll infinito, riproduzione automatica dei video, notifiche push continue e raccomandazioni altamente personalizzate: secondo la Commissione europea, alcune classiche funzionalità di Facebook e Instagram favoriscono un utilizzo compulsivo dei due social network con rischi per la salute mentale e fisica degli utenti (tutti gli utenti, non si parla solo di minori). Al termine di un’indagine durata poco più di due anni, ieri l’esecutivo europeo ha contestato in via preliminare a Meta – la società madre delle due piattaforme – la violazione del “Digital Services Act” (Dsa), la legge Ue sui servizi digitali, per via del design che genera dipendenza tra gli utenti, i quali si trovano indotti a inserire una sorta di “pilota automatico” che li porta a scorrere senza sosta i contenuti online. La Big Tech di Mark Zuckerberg può presentare le proprie osservazioni nel merito prima delle decisioni finali, ma per non incorrere in sanzioni che possono spingersi fino al 6% del fatturato mondiale annuo del gruppo dovrà modificare il funzionamento di Facebook e Instagram, ad esempio disattivando sia lo scroll infinito sia l’autoplay come impostazioni predefinite. Sarebbe una prima assoluta. Qui l’articolo completo di Gabriele Rosana da Bruxelles.
Avvenire, 11 luglio 2026
Lavoro, il crollo dei salari: il rapporto Inps

Lo smart working spinge la natalità e ritarda il pensionamento. C’è anche questo nel XXV Rapporto annuale dell’Inps, presentato oggi dal presidente Gabriele Fava alla Camera dei deputati. Ma nella fotografia dell’Istituto ricade soprattutto un Paese attraversato da fratture profonde. Chi lavora tutto l’anno a tempo pieno sfiora i 42 mila euro di retribuzione, chi lavora solo parte dell’anno e a tempo parziale si ferma a 10 mila. E le donne arrivano alla pensione di vecchiaia con oltre 300 settimane di contributi in meno degli uomini: quasi sei anni.
«Le pensioni di oggi raccontano le carriere di ieri. Le pensioni di domani racconteranno il lavoro di oggi», dice Fava alla Camera. «Se il lavoro è debole, la previdenza sarà fragile. Se i salari sono bassi, i contributi saranno insufficienti»
Nel Rapporto il lavoro da remoto diventa una leva demografica. I lavoratori italiani che utilizzano lo smart working nel settore privato sono il 9-11%. Per le madri occupate riduce la child penalty, cioè la penalizzazione in termini di lavoro e reddito dopo l’arrivo di un figlio, e produce effetti positivi anche sulla probabilità di avere un primo o un secondo bambino. Tra i dipendenti privati tra 50 e 74 anni, invece, si associa a una minore probabilità di pensionamento: 1,3 punti in meno in media, quasi due per gli uomini.
Valentina Conte – Anteprima Repubblica, 9 luglio 2026
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