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Parole della domenica, sono tornati i grandi eventi di spettacolo e cultura, ma non si parla più di termalismo

Parole della domenica, sono tornati i grandi eventi di spettacolo e cultura, ma non si parla più di termalismo

In questi giorni Montecatini è al centro di una serie di eventi di qualità, che vogliono celebrare il riconoscimento Unesco. Si tratta di manifestazioni che colmano una lacuna di cui in passato si è tanto discusso e molto criticato. Si diceva che la città aveva bisogno di iniziative che potessero richiamare un pubblico adeguato per sostituire l’attuale turismo “povero” legato soprattutto ai gruppi. Gli investimenti a riguardo da parte del Comune e di altri soggetti sono stati notevoli.
Il Presidente della Regione Giani ha delineato il futuro di Montecatini: “Nei due immobili che riprenderemo all’asta, il Tettuccio da un lato e l’Excelsior dall’altro, diventeranno centri di cultura. Il Tettuccio nel modo in cui questa rassegna ce lo sta proponendo. L’Excelsior invece con il patrimonio Alinari della fotografia, un centro di esposizione artistica permanente, mostre che possano ripercorrere questa storia. In questa nuova visione, vogliamo puntare a ricostruire il mito di Montecatini».
Non mancano naturalmente obiezioni a riguardo, soprattutto sul fatto che nei piani di rilancio manca sempre la parola “termalismo”. Non bisogna dimenticare che le cure termali (non solo quelle delle acque) sorreggevano un turismo di qualità, che apprezzava molto anche il contorno di eventi di spettacoli, cultura ed altro. Come dire, di sola cultura ed eventi non si vive…

Come ogni settimana, ho cercato nel web e sui giornali altre storie per chi voglia leggere ma soprattutto per chi voglia riflettere.
Buona domenica a tutti quelli che ci seguono

(Mauro Lubrani)

Un 4 luglio da Leone

Papa Leone XIV attraversa la porta d’Europa a Lampedusa (AP Photo/Alessandra Tarantino)

Sulle orme di Francesco, che qui nel 2013 aveva fatto il suo primo viaggio, ma con il suo stile. Papa Leone XIV è andato a Lampedusa dove, in una visita densa di gesti e di parole, ha fatto appello per i tanti migranti che qui entrano in Europa in fuga dall’Africa. “I morti in questo mare sono vittime sia di decisioni prese, sia di decisioni mancate”, ha detto il Papa nella messa che ha celebrato vicino al porto: tra le cause  che ha individuato, “il lento e difficile passaggio da una mera gestione delle emergenze all’elaborazione di politiche organiche e condivise”.  Il Papa nato a Chicago ha scelto la data del 4 luglio, festa dell’indipendenza di quegli Stati Uniti dove Trump ha adottato politiche migratorie molto restrittive. Durante la mattinata a Lampedusa ha visitato il cimitero, deponendo una corona di fiori sulla tomba di un bambino morto durante un naufragio, ha attraversato la “Porta d’Europa” tenendo per mano due bambini africani, ed ha incontrato 19 ospiti dell’hotspot locale al molo Favolaro, ribattezzato ora molo Francesco.
Iacopo Scaramuzzi – Anteprima Repubblica, 4 luglio 2026

La Ferrari nascosta a Siracusa, salvata a Montecatini

La Ferrari esposta oggi al Museo Ferrari

Oggi si torna in Sicilia. La storia ha inizio nel 1981, quando il sig. Spinetti,titolare di Auto Spinetti a Montecatini Terme, riceve una telefonata. Era un signore di Siracusa, il quale diceva di avere una vecchia Ferrari in garage, per altro usata pochissimo. “Se la vuole, se la venga a prendere”. Spinetti,mosso dalla curiosità creata dalla chiamata,decise di recarsi sul posto. Conobbe così il barone Giovanni Boccadifuoco,all’epoca già novantenne,il quale lo condusse presso il garage dove veniva tenuta la Ferrari. Era una 166 Inter, telaio 0077S, colore blu scuro (parzialmente camuffato dalla spessa coltre di polvere) e interno in stoffa beige con inserti in pelle. Il barone l’aveva acquistata nuova a Roma,giusto per togliersi lo sfizio (non per passione dei motori), percorrendo in tutto soli 32mila chilometri fino al 1966, anno in cui viene riposta dentro quel garage, dove ci sarebbe rimasta fino al 1981. Bastò solo una batteria nuova e l’auto si accese quasi immediatamente.
Dopo l’acquisto, una lavata e un veloce cambio d’olio effettuato sul posto, Spinetti compie il viaggio di ritorno di oltre 1000 km verso Montecatini al volante della 166. Viene fatta partecipare a diversi eventi quali il Ferrari Days del 1983 e il 40esimo anniversario Ferrari il 4 ottobre 1987 presso il Circuito Dino Ferrari di Imola,al quale è apparsa trainata su un carrello da una 275 GTB, sempre di proprietà di Spinetti (non perché non funzionasse,solo per fare scena).
Poco tempo dopo viene notata dalla Ferrari stessa, che propone uno scambio: la 166 per una F40 nuova di fabbrica (più uno sconto per una successiva). Lo scambio viene accettato e la 166 viene acquisita dalla Ferrari, che la espone presso il Museo. Nel 2000 viene esposta all’Expo di Hannover nel padiglione italiano, nel 2017 partecipa al Cavalca de Classiche e più di recente appare esposta al museo Enzo Ferrari a Modena. L’auto ad oggi è in stato di straordinaria conservazione, mai restaurata dall’uscita di fabbrica, con la targa nera SR di prima immatricolazione e ancora meno di 40mila chilometri percorsi.
Post su Facebook del 3 luglio 2026

L’America compie 250 anni

Il Monumento a George Washington illuminato con una proiezione dell’iniziativa “Freedom 250”, voluta del presidente Donald Trump (Getty)

Il 4 luglio si celebra il 250esimo anniversario della Dichiarazione d’indipendenza degli Stati Uniti d’America, la cui firma da parte delle tredici colonie originarie stabilì nel 1776 l’indipendenza dalla Gran Bretagna e la fondazione della federazione. Ma nonostante l’importanza di questo traguardo storico, oggi quasi quattro statunitensi su dieci (il 38%) hanno una visione estremamente pessimista sul futuro del Paese e pensano che tra altri due secoli e mezzo gli Stati Uniti non saranno più un unica entità.
Il dato emerge da un recente sondaggio di Reuters/Ipsos, che mostra come solo il 62% degli americani crede invece che l’Unione continuerà a esistere per i prossimi 250 anni.
Colpisce il fatto che questo scetticismo non sia limitato a una sola parte politica, ma riguardi il 40% degli elettori democratici e persino il 26% dei repubblicani, la fazione tradizionalmente più patriottica. Un parte molto rilevante della popolazione statunitense prevede quindi uno scenario in cui le attuali divisioni interne potrebbero diventare talmente profonde da mettere in discussione la stessa tenuta della federazione.
Questo pessimismo è dovuto all’estrema polarizzazione della società americana, alimentata soprattutto dalla deriva autoritaria di Donald Trump e dal clima di violenza che si respira negli ultimi anni. Le stesse celebrazioni del 250° anniversario, che in teoria dovrebbero rappresentare un momento di unità nazionale, sono state trasformati in occasioni per celebrare la figura dell’attuale presidente. Tra le altre cose, Trump ha infatti organizzato un incontro di MMA davanti alla Casa Bianca dal titolo “UFC Freedom 250” in occasione del suo compleanno e ha proposto di stampare una banconota celebrativa per il 250esimo anniversario raffigurante la sua effige. La maggioranza degli americani, compresa la metà degli elettori repubblicani, ritiene che gli eventi organizzati per il 250° anniversario siano stati troppo politicizzati.
Gianluca De Feo – SkyTG24 del 24 giugno 2026

Gli orrori dell’esame di maturità

Se «l’Italia è una Monarchia» e «don Rodrigo è un prete che vuole molestare Lucia», se Samantha Cristoforetti è stata «la prima donna capitano dell’Isis» e il «Pantheon è ad Atene», abbiamo un problema. Perché questi strafalcioni non sono stati pronunciati durante uno spettacolo comico, ma di fronte alle commissioni della Maturità 2026 che, proprio in questi giorni, stanno concludendo le prove orali. Come ormai avviene da un decennio, anche quest’anno l’Osservatorio Strafalcioni Maturità di Skuola.net non ha fatto fatica a raccogliere le “perle” dei candidati. Alcune soffiate sono arrivate da veri e propri “delatori” mentre tanti studenti si sono autodenunciati sui social. Insomma, anche quest’anno Gabriele D’Annunzio è diventato un “estetista” anziché un “esteta”; restando in ambito letterario, si scopre che il protagonista del romanzo “Uno, nessuno e centomila” di Luigi Pirandello non è Vitangelo Moscarda, ma tale Vitangelo Mostarda, mentre “Il Fu Mattia Pascal” è diventato “Il Fu Mattia Bazar”, con un chiaro omaggio al gruppo musicale. Un candidato calciofilo è riuscito a dire che “La Lupa” di Giovanni Verga è un «brano legato alla Roma» (intesa come squadra di calcio), mentre Italo Svevo è chiaramente «di origini svedesi». Altre perle riguardano Scienze, arte e geografia, per non parlare degli orrori storici. Come direbbe Neil Armstrong: «What a wonderful world». O era Louis? Ah, saperlo… 
L’articolo completo di Paolo Ferrario.

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