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Parole della domenica, cresce l’emergenza dei rifiuti selvaggi abbandonati vicino ai cassonetti (e non solo)

Parole della domenica, cresce l’emergenza dei rifiuti selvaggi abbandonati vicino ai cassonetti (e non solo)

Per una città come Montecatini ci sono problemi che appaiono difficili da risolvere. Uno di questi è sicuramente l’abbandono selvaggio dei rifiuti in strada, che provoca un danno molto importante al decoro urbano. Quello dell’abbandono selvaggio dei rifiuti è tornato a essere un problema in diverse zone della città tanto che il sindaco Claudio Del Rosso e l’assessore all’ambiente Luca Bini hanno convocato i responsabili di Alia per sottolineare che il servizio non funziona.
Con l’arrivo dei primi caldi, e nel bel mezzo di queste prime giornate della stagione turistica, la situazione rischia di diventare insostenibile. Sui social appaiono ogni giorno foto con montagne di rifiuti lasciati davanti ai cassonetti, ai quali si aggiungono anche ingombranti come divani, vecchi armadi smontati, materassi logori, elettrodomestici obsoleti e altri oggetti.
La situazione rifiuti non è facile in nessuno dei Comuni della Valdinievole. Dove la raccolta porta a porta sembra funzionare abbastanza bene, ci si mette l’inciviltà dei cittadini che riempiono i cestini delle strade con sacchetti di rifiuti di ogni tipo. Dovrebbe essere un dovere civico di tutti fare in modo che la raccolta funzioni, invece…

Come ogni settimana, ho cercato nel web e sui giornali altre storie per chi voglia leggere ma soprattutto per chi voglia riflettere.
Buona domenica a tutti quelli che ci seguono

(Mauro Lubrani)

Tutti corrono senza motivo
Più ci si guarda attorno, più ci si rende conto che il nostro modo di vivere si fa sempre più insensato. Tutti corrono, ma verso dove? Perché? Molti sentono che questo correre non ci si addice e che ci fa perdere tanti vecchi piaceri. Ma chi ha ormai il coraggio di dire: “Fermi! Cambiamo strada?”
Tiziano Terzani

A Rondine ragazzi in marcia per la pace di tutti 

Con la marcia per la pace da Arezzo a Rondine di 4mila ragazzi da tutta Italia, ha preso il via ieri la “YouTopic Fest” che vede animarsi per quattro giorni il piccolo borgo toscano dove ha sede la Cittadella della Pace con dialoghi, testimonianze e musica (domenica è atteso anche Jovanotti). Rondine propone quest’anno come tema della kermesse l’«inquietudine», lo stato d’animo che apre all’ascolto della realtà e degli altri per un futuro differente. Lo rendono visibile i giovani da Paesi in guerra tra loro che vivono gli anni degli studi universitari nella World House della Cittadella imparando a conoscersi e a riconciliarsi.
«Sicuramente qualcuno pensa che sia irrealistico credere che sia possibile disinnescare i conflitti, che sia solo utopia, ma proprio per questo ciò che facciamo qui ha ancora più valore». Ha la voce decisa, Laura Giorgi. Ha 18 anni e sta vivendo il suo quarto anno di scuola a Rondine Cittadella della Pace, borgo a una decina di chilometri da Arezzo diventato modello di educazione alla pace riconosciuto a livello internazionale. È un luogo dove si sperimenta che, addirittura, i conflitti possono diventare generativi: qui decine di persone che arrivano da contesti di guerra si ritrovano fianco a fianco, vicine di banco. L’israeliana e la palestinese. L’ar-meno e l’azero. Il serbo e il bosniaco. E tanti italiani, che decidono di passare nella Cittadella parte del loro tempo, o che portano il “metodo Rondine” nelle loro scuole, nei territori di tutta Italia. Un lavorìo dal basso, silenzioso e quotidiano, che ieri si è però mostrato in tutta la sua concretezza: 4mila ragazzi hanno marciato da Arezzo a Rondine, nell’evento di avvio di un Festival (“YouTopic Fest”) che fino a domenica mette al centro i temi dell’inquietudine, del conflitto, della pace. Parole che potrebbero essere vuote e che invece qui si riempiono di significato, raccontano i giovani che hanno partecipato alla marcia. I primi sono arrivati a mezzogiorno, correndo, saltando, con in mano alcuni striscioni. «L’Italia ripudia la guerra», è scritto su uno. Alcuni sono giovanissimi – 11-12 anni –, altri sono appena maggiorenni. Prevalgono le partecipazioni dalle scuole, anche se le situazioni sono diverse.
Chiara Vitali – Avvenire, 6 giugno 2026

Libri e mappe antiche: il collezionismo cartaceo

Incunaboli e cinquecentine uscite dai torchi di stampatori famosi come Aldo Manuzio, libri rari o fuori catalogo, prime edizioni, testi autografi, mappe, atlanti, planisferi, carte celesti e nautiche, portolani. Stampe antiche, dalla botanica alla mitologia, e moderne firmate dai grandi maestri dell’incisione, grafiche dei protagonisti della storia dell’arte del ‘900 europeo. E ancora manoscritti, disegni, cartoline, santini sacri, manifesti, ephemera che sono sopravvissuti all’usura del tempo. Il 16 e 17 maggio si concentreranno a Mantova questi e altri tesori custoditi da librai provenienti da tutta Italia e dall’estero. Si riuniranno sotto i portici del chiostro dell’ex monastero agostiniano di Sant’Agnese, oggi sede del Museo Diocesano Francesco Gonzaga, per un’occasione speciale attesa con trepidazione, due volte l’anno, da bibliofili, collezionisti e curiosi: la mostra mercato Mantova Libri Mappe Stampe.
Questa manifestazione nata negli anni Settanta in un momento florido per l’antiquariato librario oggi vive una rinascita, dopo aver attraversato fasi alterne. “È la fiera più longeva d’Italia sul fronte del libro antico. Alla fine di una stagione molto fortunata, non solo per il settore ma per questo tipo di eventi in generale, è arrivata la crisi e negli anni Novanta è stata praticamente abbandonata, poi è stata ripresa in mano da un altro organizzatore e ha avuto varie vicissitudini. Nel 2019, io che faccio questo lavoro, cioè organizzo eventi di antiquariato librario e di collezionismo cartaceo, ho deciso di prendere le redini. È stata una grande scommessa, nel senso che poteva andare bene o male. Dalla prima edizione abbiamo registrato un successo”, racconta la curatrice Elisabetta Casanova. 
Ludovica Passeri – Sky TG24, 9 maggio 2026

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