Pages Navigation Menu

Le notizie della tua città

Parole della domenica, in dieci anni sono spariti in Toscana diecimila negozi tradizionali. La situazione a Montecatini e in provincia

Parole della domenica, in dieci anni sono spariti in Toscana diecimila negozi tradizionali. La situazione a Montecatini e in provincia

Settemila negozi hanno chiuso i battenti in Toscana negli ultimi dieci anni. Pistoia ne ha persi 643 (meno 10,3%), ma risultati peggiori li hanno fatti Pisa con 1367 chiusure, Firenze 956, Massa Carrara 942, Lucca 923, Arezzo 820 e Siena 707.
Sicuramente anche Montecatini ha contribuito al risultato negativo della provincia, perché andando in giro per le strade della città si vedono tante saracinesche abbassate anche nelle zone centrali e più attrattive dal punto di vista commerciale e turistico.
La progressiva sparizione degli esercizi di prossimità è confermata da Nomisma, uno dei maggiori istituti di ricerca economica, per tramite del suo osservatorio di prossimità e commercio locale: negli ultimi 10 anni, dal 2015 al 2025, in Toscana hanno chiuso i battenti 7.149 botteghe, più o meno il 10% degli 80 mila scomparsi in tutta Italia.
I prezzi sociali di questa “diversificazione” possono essere pesanti: la chiusura dei tradizionali negozi di prossimità porta a una rarefazione delle reti di quartiere e dei centri storici, con meno relazioni e controllo sociale. Le grandi catene, i supermercati e i centri commerciali, in franchising o a controllo diretto, prendono il posto degli esercizi familiari.
“Ormai le città toscane – ha scritto ieri Salvatore Mannino sul Corriere Fiorentino – pullulano tutte degli stessi marchi. In più, si affaccia un altro fenomeno che è evidente soprattutto a Firenze ma si fa strada in tutte le città d’arte di cui la regione è ricchissima, quello dei «mangifici». Non è un caso che Nomisma segnali come il settore che cresce di più sia quello della ristorazione: bar, ristoranti, trattorie, pizzerie, fast food prendono il posto, anche fisico — «espulsione», la chiama Nomisma — dei negozi di prossimità, strangolati dall’aumento dei costi e dalla doppia forbice degli affitti che aumentano e del valore di compravendita che invece cala”.

Come ogni settimana, ho cercato nel web e sui giornali altre storie per chi voglia leggere ma soprattutto per chi voglia riflettere.
Buona domenica a tutti quelli che ci seguono

(Mauro Lubrani)

Hantavirus, gli errori da non ripetere

Completato lo sbarco dei quasi 150 tra passeggeri e membri dell’equipaggio della Hondius, resterà da capire – e ci vorranno settimane – se il clamoroso focolaio di hantavirus si spegnerà per sempre o se continuerà a tenere in apprensione il mondo. Il precedente del Covid induce a tenere la guardia alta: è ancora forte la memoria della sottovalutazione iniziale della pandemia (“Il virus cinese non si trasmette da uomo a uomo”) e del panico scatenato poche settimane dopo da un contagio letteralmente fuori controllo.  
L’esperienza del 2020 fa in modo che al nuovo appuntamento con un virus di origine animale si arrivi preparati. Nonostante qualche incertezza di troppo all’inizio dell’odissea della nave da crociera, il dispositivo di sicurezza sembra scattato con efficienza. Dopo lo sbarco è cominciato il trasporto dei passeggeri nei paesi di provenienza dove inizierà la loro quarantena. Con modalità simili ma non identiche. I 14 spagnoli saranno tenuti in osservazione in ospedale. Ricovero anche per americani e britannici mentre i francesi – uno dei quali è risultato positivo – trascorreranno in una struttura sanitaria solo i primi cinque giorni delle sei settimane di isolamento. Per il resto mascherine e contatti sociali ridotti a zero come ha insegnato la pandemia.
Massima prudenza anche per i contatti secondari, come dimostra il livello di allarme scattato per le quattro persone messe in quarantena in Italia dopo essere state nei posti vicini a una donna contagiata durante la crociera, evacuata e successivamente morta. La preoccupazione è proprio che qualcosa possa essere sfuggito nelle prime fasi dell’infezione, quando il focolaio non era stato sufficientemente identificato e qualche comportamento negligente può essere stato messo in atto. In un mondo che è tornato a viaggiare con grandissima intensità la propagazione di un virus che si trasmette tra umani può degenerare in epidemia e poi pandemia in tempi rapidissimi. E non deve rassicurare il fatto che l’hantavirus – spiegano gli esperti – si diffonda con contatti molto ravvicinati: una mutazione è sempre possibile.  Le autorità in ogni caso puntano a non alimentare il panico. Lo ha ribadito anche il ministero della Salute italiano: “Non c’è il rischio di una nuova pandemia, non ci troviamo nella stessa situazione del Covid, attualmente non c’è nessun allarme, è un virus diverso dal Covid seppure più letale, a basso contagio; la principale trasmissione è attraverso saliva, urina, feci di roditori e solo in piccola parte per via aerea e inter-umana. Il periodo di incubazione è lungo, quindi è giusto consigliare l’isolamento. La contagiosità sembra non essere in fase pre clinica ma al momento dei sintomi”.
Calma e gesso dunque, ma massima attenzione a non commettere errori. Un’altra volta.
Giancarlo Mola – Anteprima Repubblica, 10 maggio 2026

Cresce il mercato dei libri, saggistica in difficoltà

Un mercato in crescita grazie al bonus biblioteche che ha spinto il Sud, le librerie indipendenti e i piccoli editori. Il ritorno dei fumetti, il trend positivo di narrativa e libri per ragazzi, la sofferenza della saggistica. È un ritratto in chiaroscuro quello tracciato ieri a Torino dall’Associazione italiana editori (Aie) nell’ambito del Salone del Libro.
Già giovedì il ministro della Cultura Alessandro Giuli aveva anticipato che nei primi quattro mesi del 2026 l’editoria italiana è cresciuta rispetto allo stesso periodo del 2025. Più 2,5% per copie vendute, più 3,8% per giro d’affari (aumentato di 16,4 milioni). Dati che riguardano i canali trade — librerie di catena, indipendenti, online e grande distribuzione —, escluse l’editoria scolastica e professionale, di cui comunque si è discusso. «Si vede l’effetto del bonus biblioteche, da gennaio ad aprile sono stati spesi circa 35 milioni dei 60 stanziati dal Decreto Cultura — ha commentato il presidente dell’Aie Innocenzo Cipolletta —, ci auguriamo la misura sia confermata e stabilizzata a partire dal 2027».
Quanto ai generi, se l’acquisto dei libri da parte delle biblioteche ha giovato a fumetti (+14%), narrativa straniera (+9,4%), bambini e ragazzi (+9%), narrativa italiana (+7,2%), non ha favorito la non-fiction: la manualistica pratica perde il 6,2%, la saggistica generale l’1%, la saggistica specialistica lo 0,4%. Tra italiani e stranieri, indiscutibile il boom del romance: +20,3%. Cuori magnetici di Stefania S. (Sperling & Kupfer) è ad esempio tra i 5 titoli più venduti nei primi quattro mesi del 2026, con L’alba dei leoni di Stefania Auci (Nord), Il custode di Niccolò Ammaniti (Einaudi Stile libero), La sonnambula di Bianca Pitzorno (Bompiani) e Francesco. Il primo italiano di Aldo Cazzullo (HarperCollins).
Alessia Rastelli – Corriere della Sera, 16 maggio 2026

Leggi “Le parole della domenica” 313

Leggi “Le parole della domenica” 312

Leggi “Le parole della domenica” 311

Leggi “Le parole della domenica” 310

Leggi “Le parole della domenica” 309

Leggi “Le parole della domenica” 308

Leggi “Le parole della domenica” 307

Leggi “Le parole della domenica” 306

Leggi “Le parole della domenica” 305

Leave a Comment

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *