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Parole della domenica, l’allarme di Italia Nostra: “Montecatini sta perdendo i suoi alberi e una parte della sua identità”

Parole della domenica, l’allarme di Italia Nostra: “Montecatini sta perdendo i suoi alberi e una parte della sua identità”

La proposta-critica giunge al Comune da Italia Nostra. Nell’ultima pubblicazione dell’associazione Tiberio Ghilardi rileva che “a Montecatini Terme si sta consumando, sotto gli occhi di tutti, un progressivo impoverimento del patrimonio arboreo della città. Tagli dopo tagli, viali e spazi pubblici stanno perdendo alberi adulti che hanno impiegato decenni per crescere e diventare parte integrante del paesaggio urbano.
Da viale Marconi a viale Adua, fino ai recenti tagli dei tassi di fronte al Palazzo Comunale, passando per la pineta, il quadro desta forte preoccupazione. Non contestiamo la necessità di intervenire quando un albero rappresenta realmente un pericolo: contestiamo una gestione del verde che troppo spesso sembra arrivare all’abbattimento senza una visione complessiva della città e del suo patrimonio storico e paesaggistico.
Anche il violento temporale dello scorso agosto ha messo a dura prova le alberature cittadine, provocando cadute e danneggiamenti”.
E si aggiunge: “C’è poi una questione che non può essere ignorata: l’identità di Montecatini. Ci sono viali che sono la memoria vivente della città. Viale Verdi, con i suoi lecci, non è soltanto una strada alberata: è un’immagine storica di Montecatini, riconoscibile e irripetibile. Eliminare progressivamente le alberature significa cancellare pezzi di quella memoria e “compromettere” la città che è stata riconosciuta Bene dell’Umanità dall’Unesco.
E c’è un’immagine che più di altre rappresenta questa deriva: i “mozzoni” di tronco lasciati per mesi, talvolta per anni, dopo il taglio, in attesa di una sistemazione e di una nuova piantumazione. Non è decoro. Non è cura del paesaggio. È una ferita lasciata aperta nel cuore della città. 
Per queste ragioni Italia Nostra Valdinievole chiede all’Amministrazione comunale “di dotare Montecatini Terme di un vero Piano del Verde, inteso non come un semplice documento tecnico, ma come uno strumento di programmazione capace di guidare nel tempo le scelte sulla gestione del patrimonio arboreo”.

Come ogni settimana, ho cercato nel web e sui giornali altre storie per chi voglia leggere ma soprattutto per chi voglia riflettere.
Buona domenica a tutti quelli che ci seguono
. 
(Mauro Lubrani)

Ad Assisi il clou dell’Anno dedicato a San Francesco

Oggi ricorrono gli 800 anni dalla morte del Poverello di Assisi, a cui papa Leone XIV ha dedicato uno speciale Anno Giubilare che terminerà il 10 gennaio 2027. Ad Assisi la giornata è ricca di avvenimenti, dalla Messa celebrata da monsignor Zuppi, presente anche Mattarella, all’accesione della Lampada votiva dei Comuni d’Italia. Il presidente del Comitato nazionale,

Davide Rondoni, racconta chi è il Santo che ha imparato a conoscere: «Imitabile», cioè riconoscibile in ogni povertà e in ogni sofferenza. Uno dei massimi esperti del Poverello, monsignor Felice Accrocca, gli ha dedicato una serie di riflessioni, anche in video. E infine, ecco i nostri podcast dedicati al Francesco che non ti aspetti.
Avvenire, 3 ottobre 2026

Il cerchio senza pioggia

Arriveranno anche le piogge autunnali e torneranno i prati, ma quest’estate il sito di Stonehenge si presentava così. Neanche i druidi del 3100 avanti Cristo avrebbero potuto prevedere il nostro menefreghismo climatico.
Anteprima Repubblica, 2 ottobre 2026
Foto Toby Melville / Reuters

In Ogliastra per scoprire il segreto della longevità

C’è un lembo di terra in Sardegna che non ha fretta di invecchiare. Un luogo dove il tempo sembra rispondere a una legge diversa da quella che domina il resto del mondo. Si trova tra le pieghe del Gennargentu e la costa che precipita ripida verso il Tirreno, in provincia di Nuoro: è l’Ogliastra, una delle cinque Blue Zone ufficialmente riconosciute sul pianeta, insieme a Okinawa in Giappone, Loma Linda in California, la penisola di Nicoya in Costa Rica e l’isola greca di Icaria.
Il termine “Blue Zone” indica le aree del mondo dove la percentuale di persone che superano i cent’anni è statisticamente anomala, molto più alta della media globale. A tracciarne per la prima volta i confini – cerchiandoli su una mappa con un pennarello blu, da cui il nome – furono nel 1999 il demografo belga Michel Poulain e il ricercatore italiano Gianni Pes, che studiando i registri anagrafici dei comuni sardi si accorsero di un’incidenza di centenari fuori scala, concentrata soprattutto tra i paesi arroccati dell’entroterra, sospesi tra rocce di granito e boschi di lecci secolari. Secondo gli studi condotti negli ultimi vent’anni dai due ricercatori, l’isolamento geografico ha reso nel tempo il pool genetico della popolazione più omogeneo rispetto al resto dell’isola. Tra i pastori dell’altopiano ogliastrino, ad esempio, è stata confermata la presenza di una rara variante del cromosoma Y, quasi introvabile nel resto del mondo: un’ulteriore traccia dei millenni di isolamento vissuti da queste comunità. Una componente cromosomica che, tuttavia, non risponde in modo definitivo al grande interrogativo sulla longevità – o comunque non mette d’accordo tutti gli studiosi. Il fattore su cui la comunità scientifica converge con più sicurezza è un altro: la cosiddetta epigenetica, ovvero il modo in cui il contesto in cui viviamo accende o spegne l’espressione dei nostri geni. A sottolinearlo la dottoressa Marisella Lara, presidente dell’Osservatorio Scientifico Sardinia Blue Zone: “Il fattore genetico conta solo per il 20 per cento, il resto è epigenetica: un’alimentazione a base di prodotti a chilometro zero che seguono la stagionalità, abitudini di vita sane, proprie di chi vive e lavora in campagna, e poi un contesto famigliare molto unito”.  
La famiglia allargata, infatti, resta il perno della vita quotidiana in Ogliastra. Gli anziani non vengono allontanati dal nucleo familiare, continuano a vivere sotto lo stesso tetto dei figli e dei nipoti, e a ricoprire un ruolo attivo: nella cura dei più piccoli, nelle mansioni, nella trasmissione di saperi pratici tramandati di generazione in generazione, nelle decisioni che riguardano la famiglia. “Gli anziani non lasciano mai i loro cari, vivono la vecchiaia in casa: non ci sono case di riposo nella nostra zona, ed è questo uno dei segreti”, racconta ancora la dottoressa Lara. “Sono medico di base nei comuni di Baunei e Santa Maria Navarrese, quindi purtroppo mi capita di osservarli anche nei momenti più complessi, in occasione di malattie o lutti. E la cosa che più mi ha colpito in questi anni è che, di fronte al dolore, loro sono sempre saldi. Non si lasciano trascinare dalla sofferenza. Sono resilienti, consapevoli. Accettano che la morte faccia parte della vita, con una naturalezza disarmante”.
Sharon Di Carlo – SkyTg24 1 settembre 2026

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