Parole della domenica, il tesoro delle acque termali quasi dimenticate nello “spezzatino” dei nostri stabilimenti
Un mondo sotto la superficie. E’ il nostro tesoro, è quello delle acque termali. Quasi ce le eravamo dimenticate nello “spezzatino” dei nostri tesori ancora in cerca di un proprietario. Tanto che si è parlato di costituire una struttura che ne detenga i diritti e che poi le possa distribuire ai vari stabilimenti privatizzati.
C’è – giustamente – chi il proprio tesoro non lo dimentica, anzi lo promuove. Ed è Grotta Giusti.
Grotta Giusti custodisce una grotta millenaria, plasmata dal tempo, dall’acqua termale e dalla roccia. Da Paradiso a Inferno, i vapori caldi avvolgono le sue ampie volte naturali, fino alle acque cristalline del Limbo, un lago termale a 36°C.
La natura, nella sua forma più straordinaria.
Pensare che anni fa Montecatini rinunciò ad acquistare quelle Terme dalla famiglia Giusti per un pugno di milioni di lire. Forse meglio per Monsummano che ha da anni una struttura termale efficiente e con un’ottima clientela.
Come ogni settimana, ho cercato nel web e sui giornali altre storie per chi voglia leggere ma soprattutto per chi voglia riflettere.
Buona domenica a tutti quelli che ci seguono.
(Mauro Lubrani)
Se non ridi (ti) perdi

Qualche giorno fa un’anziana signora che ha da poco perso il marito usciva triste dal parrucchiere, e un ragazzo sconosciuto, incrociandola, in modo gratuito e inatteso, le ha detto: «Come sta bene, signora!». Non poteva sapere che proprio quella frase gliela ripeteva il marito quando si faceva bella. L’episodio mi ha ricordato Passing Humanity (Umani di passaggio), un gioco inventato da Bernard De Koven, teorico della «giocosità» come stile di vita e ribellione al controllo, che ho ripreso a fare: per strada sorrido a chi incontro, magari con un saluto o un commento; se risponde, sorridendo o altro, assegno un punteggio da 1 a 10 agli Umani, se resta indifferente o si infastidisce i punti vanno a Coloro che Trascurano l’Umanità.
Il gioco dura un tragitto: in città perdo quasi sempre, in montagna stravinco. È più facile far punti con chi ha bambini, sorridendo prima a loro. A volte non c’è partita: gli occhi sono solo per il cellulare. Le reazioni negative mi ricordano la commedia latina in cui un tale, preoccupato per le fatiche del vicino, viene invitato a farsi gli affari propri. Lui allora risponde con la frase che ha scolpito il concetto di humanitas e che traduco così: «Sono umano, tutto ciò che accade agli altri lo sento mio».
Le neuroscienze lo confermano: se vediamo un’emozione, la proviamo anche noi, come avviene con gli sbadigli. A chi vede un sorriso il cervello sorride, anche se non ricambia.
E confesso che io vinco anche quando ai punti perdo: torno a casa col sorriso. Ricreato.
Alessandro D’Avenia – Corriere della Sera, 12 ottobre 2026
Transizione, l’Italia non centra 34 obiettivi su 56

I traguardi non raggiunti sono 34, sette progressi non definiti e 15 conseguiti su 56 valutazioni che misurano l’avanzamento dell’Italia verso gli obiettivi 2030 dell’Energy Union. Sono alcuni dei risultati del contributo Enea, Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l’energia e lo sviluppo economico sostenibile, che verranno presentati domani al Parlamento europeo a Bruxelles durante il Tavolo Energy del Connact Autumn Workshop Rilanciare la competitività europea, dedicato alla transizione energetica italiana e ai suoi legami con sicurezza energetica e autonomia strategica. L’analisi si è concentrata su 56 indicatori articolati nelle 5 dimensioni dell’Energy Union, la strategia geopolitica ed economica lanciata nel 2015 dall’Unione europea per trasformare 27 mercati energetici nazionali frammentati in un unico mercato integrato, sicuro, sostenibile e competitivo.
Decarbonizzazione, efficienza energetica, sicurezza energetica, mercato dell’energia e povertà energetica, ricerca, innovazione e competitività, i capitoli per i quali l’analisi riprende dimensioni, target e indicatori della governance europea, provenienti dai rapporti della Commissione sullo Stato dell’Energy Union, dai Piani nazionali energia e clima e dai relativi progress report, affiancando alcuni strumenti propri della valutazione delle politiche pubbliche, con l’obiettivo di riflettere non solo sul raggiungimento dei target ma anche sui fattori che hanno inciso sui risultati. Al Tavolo Energy, in confronto anche alcuni aspetti su cui la governance europea potrebbe essere rafforzata. Tra questi, il numero elevato di obiettivi e la loro gerarchia, la misurabilità di alcuni target, la distinzione tra strumenti di intervento e risultati attesi, e la prevalenza di indicatori che misurano l’attuazione delle politiche più che i loro effetti.
Patrizia Varone – Corriere della Sera / Clima e ambiente, 14 ottobre 2026
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Vecchio amico Sassolungo

Da amici mi arriva sul cellulare una foto su Whatsapp: lui e lei sorridenti in Val Gardena, nell’ultimo sole d’autunno. Ma dietro le loro facce riconosco un profilo noto: è il Sassolungo quella mole slanciata, rosso di pietra di dolomia, ardito nelle vette e vertiginoso nei dirupi.
In quella valle mi portarono già appena nata, e poi più grande. Come tutti i bambini ero certa che anche le cose fossero vive, e tanto più quella montagna imponente, che mi pareva mi guardasse. “Sei così piccola, e io sono vecchia di milioni di anni”, mi diceva, benevola ma severa. E come fiammeggiava nel sole del tramonto, quasi un fuoco interiore bruciasse le sue rocce fredde.
Oggi direi al Sassolungo: sono vecchia anche io. Ma che sussulto mi dà rivederlo all’improvviso in quel Whatsapp: come un amico che, una vita dopo, ritrovi assolutamente uguale.
Non credo che io salirò più i suoi sentieri. Eppure voglio tornare semplicemente a guardarlo, nel suo profilo ardito e caro.
Lui, almeno, uguale. Segno evidente di un Altro, che pure non cambia mai, e sempre ci guarda, e, paziente, mai smette di aspettare.
Marina Corradi – Avvenire / Spiragli, 14 ottobre 2026
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