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Parole della domenica, accese le luci natalizie, ma il nuovo virus preoccupa. Mascherine obbligatorie anche in città

Parole della domenica, accese le luci natalizie, ma il nuovo virus preoccupa. Mascherine obbligatorie anche in città

Accese le luci di Natale, la città spera in un mese di dicembre che permetta un soddisfacente risultato per gli alberghi, i negozi e tutti gli esercizi.
Il tempo di attaccare l’interruttore delle illuminazioni e già arriva l’ultima minaccia di un virus di più veloce diffusione. Un allarme che riguarda tutto il mondo e si chiama Omicron, una variante del virus Covid nata nell’Africa senza vaccini e, come ha titolato Avvenire, nata tra i poveri. Il nuovo virus è arrivato anche in Italia ed ha il suo contagiato definito “paziente zero”.
Giusto essere preoccupati insieme nel resto del mondo come ha testimoniato il crollo delle borse di due giorni fa.
Secondo gli scienziati, questa variante è più contagiosa della Delta e potrebbe intaccare l’efficacia dei vaccini. Rischiamo di ricominciare da capo e di tornare al febbraio 2020?  Le raccomandazioni dell’Organizzazione mondiale della sanità invitano a rafforzare le misure con più mascherine, distanziamento e lavaggio delle mani. In Italia alcune regioni sono già corse ai ripari: a Milano, Como e Monza da oggi mascherine obbligatorie all’aperto nei centri storici, così come a Roma nelle vie dello shopping. Naturalmente all’aggiunta dei vaccini con un’accelerazione per le terze dosi.
Anche il sindaco di Montecatini Luca Baroncini ha detto di voler adottare un’ordinanza per l’uso obbligatorio delle mascherine nelle zone più affollate dello shopping per evitare la diffusione del contagio.

Come ogni settimana, ho cercato nel web e sui giornali altre storie per chi voglia leggere ma soprattutto per chi voglia riflettere.
Buona domenica 
(a cura di Mauro Lubrani)

Quegli occhi indimenticabili…

A sinistra la foto di Sharbat Gula scattata nel 1984 dal celebre fotografo americano Steve McCurry  e la donna oggi a 49 anni al sicuro in Italia

I suoi occhi hanno colpito tutti. E ora Sharbat Gula è al sicuro a Roma. Il suo nome, probabilmente, lo ricordano in pochi, ma è di certo nota in tutto il mondo l’immagine del suo volto di dodicenne ritratto nel 1984 dal celebre fotografo americano Steve McCurry e pubblicata un anno dopo sulla copertina del National Geographic Magazine, con il titolo “Ragazza Afghana”.
Uno scatto diventato iconico, una sorta di simbolo di tutti i conflitti afghani. Gula era una bimba di appena sette anni quando nel 1979 il suo Paese venne invaso dall’Unione Sovietica ed è rimasta suo malgrado per tutta la vita alla mercé di una guerra senza fine. Fino ad oggi, quando è sbarcata a Roma, come ha fatto sapere Palazzo Chigi, aggiungendo che la presidenza del Consiglio “ne ha propiziato e organizzato il trasferimento in Italia, nel più ampio contesto del programma di evacuazione dei cittadini afghani e del piano del Governo per la loro accoglienza e integrazione”.
Oggi Sharbat Gula ha 49 anni. E’ molto diversa da quando McCurry la ritrasse in un campo profughi della città pachistana di Peshawar. I suoi magnetici “occhi di ghiaccio” di un incredibile intensità e colore verde sono ancora gli stessi, come ha documentato lo stesso McCurry, che con il National Geographic organizzò nel 2002 una spedizione per andare a cercarla. Dopo alcuni mesi di ricerche fu ritrovata e il fotografo poté così immortalarla nuovamente, mostrandole anche quella celebre foto che lei ancora non aveva visto e che le è valso il soprannome di ‘Monna Lisa della guerra afghana’.
La Repubblica – 26 novembre 2021

Totò e l’amore per i suoi 220 cani

“Signorina se vogliono farmi morire, mi tolgano quel divertimento che si chiama lavoro e son morto. Poi sa: la vita costa, io mantengo 25 persone, 220 cani… I cani costano.”
-“Duecentoventi cani? E perché? Che se ne fa di 220 cani?”
“Me ne faccio, signorina mia, che un cane vale più di un cristiano. Lei lo picchia e lui le è affezionato lo stesso, non gli dà da mangiare e lui le vuole bene lo stesso, lo abbandona e lui le è fedele lo stesso. Il cane è nu signore, tutto il contrario dell’uomo. Io mangio più volentieri con un cane che con un uomo.”
Totò
LoveBau – post su Facebook del 21 novembre 2021

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Naturalmente sul sito si trovano archiviate tutte le “Parole della domenica” a partire dalla numero uno ad oggi

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