Pages Navigation Menu

Le notizie della tua città

Raddoppio della ferrovia entro il 2024: la Regione conferma lo stanziamento di 200 milioni; presto la ripresa dei lavori alla galleria

Raddoppio della ferrovia entro il 2024: la Regione conferma lo stanziamento di 200 milioni; presto la ripresa dei lavori alla galleria

La Regione ha confermato lo stanziamento di circa 200 milioni alla rete ferroviaria di Rfi per realizzare il secondo binario da Pistoia a Montecatini, i cui lavori sono iniziati da alcuni anni ma sono molto in ritardo sui tempi previsti. 
L’assessore regionale alle infrastrutture ha chiarito i tempi dell’opera di raddoppio tra Pistoia e Lucca, in risposta ad una interrogazione presentata dal capogruppo di Italia Viva in consiglio regionale Stefano Scaramelli. “Nel cronoprogramma – si legge nella risposta data dall’assessore regionale alle infrastrutture Stefano Baccelli – la fine lavori riportata per la tratta Pistoia – Montecatini è prevista entro settembre 2023 e la funzionalità dell’opera è prevista entro settembre 2024″. Baccelli ha anche ricordato che secondo il contratto di programma per il raddoppio della tratta Pescia – Lucca, la previsione di inizio lavori è entro giugno prossimo.
Scaramelli ha anche chiesto “se i finanziamenti previsti per l’opera siano sufficienti per il suo completamento, anche alla luce del recente aumento dei costi delle materie prime”. “Ad oggi – ha risposto l’assessore – non risultano pervenute richieste aggiuntive di risorse da parte di Rfi spa né comunicazioni circa la necessità di incrementare il finanziamento”.
Poi il chiarimento ulteriore sui tempi del raddoppio complessivo Montecatini Lucca: “Per opere di upgrading infrastrutturale per la tratta Montecatini – Pescia: inizio lavori entro gennaio 2024, fine lavori entro il 2025 e funzionalità entro febbraio 2026; Per il raddoppio della tratta Pescia – Lucca: inizio lavori entro giugno 2023, fine lavori entro aprile 2024 e funzionalità entro il 2027″.
I lavori sul primo fronte, effettivamente, stanno andando avanti di buona lena nei cantieri in superficie dislocati nei comuni di Montecatini, Pieve a Nievole, Serravalle Pistoiese e Pistoia. Operai e mezzi da lavoro si vedono all’opera ogni giorno. Stesso vale per le opere alla viabilità stradale, come ad esempio l’imponente cavalcavia nell’area ex Minnetti a Pieve a Nievole. L’unico segmento di nuova linea ferroviaria rimasto sostanzialmente fermo dal 2019 è quello relativo al traforo del Serravalle che – cronoprogramma originale alla mano – avrebbe già dovuto essere pronto nel 2021. Nel giro di qualche giorno, però, i lavori anche nella galleria dovrebbero ripartire. 

Trenitalia e Rfi in Commissione Trasporti

Intanto, in Commissione Trasporti Trenitalia ha confermato il rispetto dei tempi per il raddoppio ferroviario Pistoa-Lucca: raddoppio Pistoia-Montecatini entro il 2024 e il raddoppio Pescia-Lucca nel 2026. E’ quanto ha dichiarato il consigliere regionale di Fratelli d’Italia Alessandro Capecchi, vicepresidente della Commissione Trasporti, dopo l’audizione in Commissione di Trenitalia e Rfi.
“Per l’attraversamento di Montecatini – afferma Capecchi – ho chiesto di affrontare la questione con grande delicatezza perché la linea attraversa la città e di rimettere in primo piano la sistemazione della stazione che dovrebbe rientrare tra le 38 su cui Rfi ha promesso di intervenire al più presto, così da garantire un punto di riferimento per i turisti essendo Montecatini un hub da 12mila posti letto -sottolinea Capecchi- Sembra sia stata trovata la soluzione per ripartire con i lavori sul Serravalle, abbiamo chiesto attenzione sugli espropri e sulle opere compensative idrauliche molto impattanti sul territorio. Abbiamo anche chiesto che Rfi confermi e dia il via al più presto alle opere compensative nel comune di Pistoia, rappresentate dal parcheggio scambiatore e dagli interventi per la viabilità”.

Problemi per la nuova galleria di Serravalle

Finalmente sembra risolto il problema che riguarda il completamento della galleria di Serravalle. I lavori sono fermi da mesi dopo un’ordinanza emessa dal Comune di Serravalle a causa di rischi provocati da una frana definita “quiescente” che ha creato problemi alla stabilità ad alcune case della collina sul versante verso il Lago Verde con crepe sui muri e nei piazzali e vibrazioni anomale.
Rfi, grazie anche alla mediazione del Comune di Serravalle, ha acquistato le undici case che avevano subito lesioni durante le prime fasi di scavo. Le abitazioni verranno abbattute e le famiglie hanno trovato sistemazioni alternative qualcuna anche fuori dal Comune di Serravalle. Il trasferimento dovrà avvenire entro la fine dell’anno, in modo da permettere l’inizio dei lavori entro gennaio 2023.
Ora l’obiettivo è di terminare i lavori nel 2024 e, nella prossima estate durante lo stop tra Pescia e Pistoia, potrebbero essere congiunti i binari della doppia linea con quelli che saranno sistemati nella galleria.
“Restano da scavare 30 metri di cunicolo esplorativo e 90 di galleria vera e propria – spiega l’assessore del comune di Serravalle Maurizio Bruschi – un minuscolo tratto sui 14 chilometri totali di raddoppio tra Pistoia e Montecatini, la galleria rappresenta in totale circa 2 km».

Lavori a rilento

Il raddoppio della linea doveva essere pronto nel 2020 e la Regione ha investito 450 milioni di euro con i lavori che sono partiti nel 2016 e vanno avanti a stralci. Tra fine luglio e agosto, per raggiungere Viareggio, da Firenze, i vacanzieri impiegheranno di meno prendendo la linea Empoli-Pisa. I lavori per il raddoppio della linea ferroviaria Pistoia-Montecatini, che inizialmente dovevano essere completati nel 2019 (sono iniziati nel 2016), sono in fase di stallo da tempo. Il costo dell’opera è di circa 260 milioni per 14 chilometri di doppio binario), ma si stanno riscontrando ritardi ed imprevisti.

Trenitalia, sul proprio sito web, ha già inserito i nuovi orari. E, negli orari di maggior flusso, ha previsto anche dei bus Lucca-Firenze e Firenze-Viareggio per chi, continuando a percorrere quella linea, non voglia fare cambi.

Sulla vicenda, intanto, il consigliere regionale del Pd Marco Niccolai ha presentato un’interogazione “per capire quali saranno gli standard in termini quantitativi e qualitativi previsti per il servizio bus alternativo che verrà istituito nel periodo di chiusura della linea e quali misure si intendano attivare per garantire la piena efficienza del servizio sostitutivo, per un costante monitoraggio dei tempi di percorrenza e del soddisfacimento delle esigenze dell’utenza, anche alla luce di quanto avvenuto in passato in situazioni analoghe”.”Certamente – prosegue il consigliere regionale del Pd – i lavori di potenziamento infrastrutturale tra le stazioni di Pescia e Pistoia sono importanti, soprattutto in ottica di miglioramento del servizio ferroviario. E’ la prima volta che l’interruzione è fino a Pescia e se questo da una parte testimonia che gli interventi vanno oltre il tratto Pistoia-Montecatini dall’altro comporta che ci si debba occupare di un tratto più grande per i servizi sostitutivi. L’obiettivo che dobbiamo perseguire, quindi, è quello di limitare al massimo i disagi all’utenza, cioè alle centinaia di pendolari che ogni giorno scelgono il treno per i loro spostamenti”.

Franco Fratini, segretario generale Fit-Cisl Toscana, esamina la situazione che si creerà dal 17 luglio al 28 agosto, con l’interruzione della tratta tra Pistoia e Pescia. “La linea Firenze-Pistoia-Lucca-Viareggio – dice il segretario della Cisl – sarà così divisa in due tronconi per 43 giorni, con un servizio autobus sostitutivo a fare da collegamento; del resto questa dinamica si è verificata anche negli anni precedenti, seppur con modalità diverse, ma creando sempre notevole disagio ai viaggiatori e soprattutto ai pendolari che si devono recare al lavoro, senza garanzia di sapere con certezza l’ora di arrivo a destinazione. Immaginatevi un viaggiatore che parte da Firenze e deve andare a Lucca: il primo pezzo lo fa in treno fino a Pistoia, poi scende e prende l’autobus sostitutivo che lo porta fino alla stazione di Pescia, dopodiché risale in treno fino a destinazione, dove arriva con tempi di viaggio raddoppiati; e nel periodo estivo, oltretutto, facendo i conti con temperature torride. Ecco questa è la situazione ad oltre 5 anni da inizio dei lavori e a due e mezzo da quella che avrebbe dovuto essere la fine dei lavori. Si torna allora alla domanda iniziale: cosa si intende fare con la galleria ormai ferma da mesi dove appena si comincia a scavare si aprono crepe nelle case sovrastanti?”.

A Montecatini passaggio a raso o sopraelevata?

Mentre i lavori per il raddoppio della ferrovia procedono con tempi superiori alle previsioni, a Montecatini si riapre il confronto sul possibile raddoppio nel centro della città. Un argomento rimasto sopito per molto tempo, ma che ora torna di attualità in previsione che i lavori possano proseguire verso Pescia e Lucca.
Il tema riguarda il rischio della costruzione di un muro in via del Salsero per eliminare il passaggio a livello con conseguente divisione in due della città e ulteriore penalizzazione della zona Sud. Questo in caso di passaggio a raso della linea con uno o due binari.
L’altra possibilità è un passaggio della linea in sopraelevata dalla stazione Mazzoni fino all’ippodromo, ma anche questa soluzione fa dividere l’opinione pubblica. Saranno i prossimi mesi a dare risposte su un argomento spinoso, in base anche ai contatti del Comune con le Ferrovie.

IL RADDOPPIO PESCIA-LUCCA

Intanto, sembrano emergere problemi sulla progettazione del raddoppio della linea tra Pescia e Lucca. Ferrovie italiane ha inviato ai comuni interessati il progetto, le cui opere dovrebbero iniziare a metà di questo anno. Solo nel comune pesciatino sono previsti 37 espropri immobiliari.
Il sindaco di Pescia Oreste Giurlani ha indetto una pubblica assemblea in Comune alla presenza anche dei comitati dei cittadini della piana lucchese.
“Da parte nostra – ha affermato Giurlani a La Nazione – siamo favorevoli al raddoppio della ferrovia, ma sono necessarie modifiche al progetto per evitare che la nostra comunità debba pagare il costo più alto per un’opera necessaria, ma che non dovrà creare ulteriori problemi oltre a quelli che ci sono”.
Uno dei problemi più grossi la chiusura prevista del Ponte di Castellare per due anni senza viabilità alternativa. Si prevedono disagi notevoli.
Inoltre, tra Altopascio e Capannori è prevista l’eliminazione di una decina di passaggi a livello, ma ancora non si parla di inizio dei lavori per la costruzione dei relativi sottopassi.
Per quanto riguarda il successivo lotto di 25 km da Pescia a Lucca, in questi giorni a Roma ha avuto luogo il Consiglio dei Lavori Pubblici per quanto riguarda il raddoppio.
Come risultava da fonti istituzionali, della stampa e di R.F.I., in questi mesi i lavori avrebbero dovuto iniziare, invece tutto è rimandato di un anno almeno. Il motivo è che lo stesso Consiglio avrebbe chiesto di rivedere il progetto in quanto non soddisfatto da quanto presentato da R.F.I. . Nei prossimi giorni si riuniranno i Comitati di Capannori ed Altopascio.
Si parlerà soprattutto dei seguenti argomenti:
1) Ad Altopascio avevano discusso sull’eliminazione del passaggio a livello in direzione Lucca (con sottopasso stradale o sopraelevazione binari?) e di “raddrizzare” la curva subito dopo, parallela all’A11;
2) Nel Comune di Capannori la ferrovia passa in mezzo a stradine strette e tortuose, ma abitate, al contrario dell’aperta campagna della zona di Spazzavento.

«Credo – ha detto Ceccarelli – che opere come questa dimostrino chiaramente quanto la Regione sia vicina ai territori e quanto davvero stia investendo per rendere possibile una mobilità più sostenibile, che mette al centro il treno integrando la programmazione ferroviaria con quella dei servizi su gomma».

«Un imprevisto geologico – ha spiegato l’assessore – emerso durante i lavori per la galleria sta comportando un ritardo di alcuni mesi rispetto a quanto inizialmente previsto, ma si tratta di un ritardo lieve considerando la mole complessiva dell’opera, che comporta un investimento da quasi 500 milioni. Siamo soddisfatti di vedere oggi che, nonostante questo intoppo, i lavori vanno avanti in maniera visibile ed il raddoppio sta finalmente prendendo forma, in tempo per entrare in esercizio nel 2020».

LE PERCORRENZE FUTURE DEI TRENI

La linea Firenze-Lucca, una volta conclusi i lavori, sarà percorsa da 94 treni durante il giorno e 3 di notte. Saranno solo 4 i convogli merci durante il giorno e nessuno di notte. Sono previste anche barriere antirumore nei centri abitati e prolungamento dei marciapiedi nelle stazioni di Buggiano e di Pescia.

Appena sarà concluso il raddoppio tra Pistoia e Montecatini diventerà attivo il servizio metropolitano tra la città termale e Firenze con due treni all’ora, quelli che al momento sono in servizio tra Pistoia e Firenze.

Il consiglio comunale di Pescia, intanto, si è detto contrario che venga lasciato un binario unico tra la città dei fiori e Montecatini nel quadro del complessivo raddoppio della linea. Rfi, comunque, ha assicurato che il raddoppio in quel tratto è solo rinviato temporaneamente.

IL PROGETTO NEI PROGRAMMI INIZIALI

Ci vorranno almeno tre anni per vedere entrare in funzione il doppio binario tra Pistoia e Montecatini Terme. I lavori, iniziati nel maggio 2016 con la posa della prima pietra al cantiere a Masotti di Serravalle sono entrati nel vivo e dal marzo scorso sono iniziati gli scavi della nuova doppia galleria, che sostituirà quella “storica” attualmente in funzione.

Le novità nel tratto Pistoia-Montecatini sono molte. Il tunnel della nuova galleria sarà lungo 1700 metri, di cui un chilometro naturale e il resto artificiale ma che verrà coperto con terra. La galleria sarà completata a inizio 2019 e poi ci saranno diversi mesi di lavoro per l’allestimento degli impianti elettrici e dei binari, che potranno essere utilizzati dai treni dal 2020.

Resta il “nodo” dell’attraversamento di Montecatini. Infatti, per la tratta Montecatini-Lucca non esistono ancora progetti definitivi, in considerazione dei problemi di attraversamento di Pieve a Nievole, della città termale, ma anche di Altopascio e Porcari (ma anche tra Borgo a Buggiano e Pescia). Il cantiere su questo importante e delicato tratto dovrebbe essere avviato il prossimo anno.

Questo presuppone che nei prossimi mesi ci saranno incontri tra Rai, Regione e i sindaci dei Comuni interessati per trovare una adeguata soluzione a tutti i problemi aperti.

Nel settembre scorso, ci fu un vertice a Roma, organizzato dall’onorevole Edoardo Fanucci, tra il sindaco Giuseppe Bellandi e l’amministratore delegato di Rfi, Maurizio Gentile per approfondire tutte le ipotesi progettuali possibili per Montecatini. L’amministratore delegato ha confermato impegno delle ferrovie, nei confronti del Comune, a valutare anche l’opportunità di realizzare un progetto di sopraelevata compatibile con le risorse a disposizione e con i tempi di attuazione previsti dall’opera nel suo complesso.
Il Sindaco Bellandi, sostenuto dall’on. Fanucci, ha chiesto impegno nel sostenere ogni misura possibile a rendere l’intervento compatibile con la storia, la rilevanza e l’importanza del centro termale e turistico di Montecatini. L’ing. Gentile in questo senso ha convenuto anche sull’importanza della riqualificazione della stazione, come porta d’ingresso della città.
E’ certo che le scelte che verranno attuate per il raddoppio incideranno profondamente sul futuro di Montecatini, ma anche del vicino Comune di Pieve a Nievole. Tutti vogliono evitare il rischio di barriere che dividerebbero in due parti – e definitivamente – i territori disposti a nord e a sud della ferrovia.
Qualche mese fa, in Comune a Montecatini, si è svolta una conferenza stampa per fare il punto sulla delicata situazione. «A raso non si passa, l’abbiamo detto e qui lo ribadiamo – ha sottolineato Massimo Morini, capogruppo “MontecatineSi” – anche se il lavoro più difficile inizia ora: rendere la sopraelevata realtà».

Nel caso fosse scelto il progetto di raddoppio in sopraelevata, l’andamento della ferrovia si snoderebbe così: a ovest della stazione di Montecatini-Monsummano (quella di piazza Italia) inizierebbe la rampa in salita verso l’attuale stazione di Montecatini Centro, con i binari che si alzerebbero fino a 3/3.5 metri all’altezza di via Tripoli. L’ascesa continuerebbe fino a 4.5 metri all’altezza di via del Salsero per rimanere fino a poco prima dell’ippodromo, dove la linea scenderebbe di circa un metro per raccordarsi all’attuale terrapieno. Ancora non è chiaro come e quanto lunga sarà la parte in sopraelevata e come sarà costruito il viadotto.
Il 13 Luglio 2016 il consiglio comunale di Montecatini Terme ha votato all’unanimità il no al raddoppio a raso.

Leave a Comment

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

Utilizzando il sito, accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra. maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

Chiudi