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Le parole della domenica ai tempi del virus: progetti e idee per recuperare l’ex-albergo Paradiso

Le parole della domenica ai tempi del virus: progetti e idee per recuperare l’ex-albergo Paradiso

Due gli argomenti che in questa settimana hanno fatto parlare la città: i due consiglieri dei “Bagnaioli” che hanno lasciato la maggioranza con l’aggiunta delle prossime dimissioni dell’assessore, creando non poche difficoltà alla maggioranza del sindaco Baroncini; e la possibilità di recupero dell’ex-albergo Paradiso a Montecatini Alto.
Oggi, in attesa delle evoluzioni della situazione comunale, ci vogliamo interessare del secondo argomento, che da un’infinità di anni è al centro dell’attenzione. Infatti, l’Hotel Paradiso, bene confiscato da oltre 25 anni quando era sul punto di aprire come casa di riposo di lusso, è stato inserito in un bando pubblico che l’Agenzia nazionale dei Beni Confiscati alle Mafie ha pubblicato qualche mese fa. Il bando era riservato alle aziende/cooperative del Terzo settore e prevedeva la possibilità di presentare progetti per il riutilizzo di un migliaio di beni ancora in carico all’Agenzia stessa.

Una iniziativa della Carovana internazionale antimafia davanti ai ruderi dell’immobile di Montecatini Alto


E’ quanto dichiara la Cgil-Spi di Pistoia, interessata a un eventuale progetto di recupero insieme a Libera, ma spaventata dai possibili costi per ristrutturare l’immobile. Si parla di 15/20 milioni di euro. “Nessuna cooperativa del Terzo settore – dice la Cgil – può avere abbastanza soldi per un tale investimento”.
Quali prospettive allora per la Cgil: “Noi crediamo – dice – che sia possibile recuperarne solo una parte, nello specifico la piscina e poco altro.
Il resto di quell’immobile va demolito, raso al suolo (prima che crolli da solo) e, nello spazio finalmente liberato, potrebbe essere realizzato un giardino pubblico dedicato alle vittime della mafie, consapevoli che anche la demolizione non sarà cosa semplice: si parla di un costo che va da 1 a 2 milioni di euro”.
Esiste però un’altra idea portata avanti da Forza Italia. “La nostra proposta è quella di costruire con edilizia green e paesaggisticamente sostenibile, non di demolire per lasciarci un prato, realizzando un complesso multifunzionale e multidisciplinare per dar vita al Centro Italiano del Ciclismo, complesso unico in Italia ed Europa al cui interno farebbero capo diverse discipline e settori. La nostra “Coverciano” del Ciclismo, punto di aggregazione e fulcro di sviluppo per tutto il movimento ciclistico italiano.Il Centro dovrebbe costituire un faro sempre acceso sulla città e sulla sua propensione turistico-ricettiva ad accogliere le varie nazionali di settore e favorire lo sviluppo della mobilità sostenibile in un territorio da rivitalizzare con una nuova offerta turistica. Un centro che abbinerebbe in modo virtuoso le sue potenzialità con le cure naturali termali a cui gli atleti potrebbero sottoporsi per rilanciare attraverso questi importanti testimonial la nostra città e le potenzialità del suo territorio”.
Le parole della domenica – raccolte come sempre nel web e nei giornali – oggi ci parlano del costumista del film di Pinocchio di Garrone candidato agli Oscar e del “dramma” personale di Cesare Prandelli che ha detto addio alla Fiorentina e con grande probabilità al mondo del calcio. Infine, riproponiamo, a distanza di un anno, una riflessione di Papa Francesco sulla pandemia che da poco ci aveva investito. 
(a cura di Mauro Lubrani)

Nessuno si salva da solo

“Siamo stati presi alla sprovvista da una tempesta inaspettata e furiosa. Ci siamo trovati su una stessa barca fragili e disorientati, ma allo stesso tempo importanti e necessari, chiamati a remare insieme e a confortarci a vicenda. Su questa barca ci siamo tutti. E ci siamo accorti che non possiamo andare avanti ciascuno per conto suo. Ma solo insieme. Nessuno si salva da solo”
Papa Francesco (da “Parole della domenica” di marzo 2020)

Il costumista che porta Pinocchio agli Oscar

Il costumista Massimo Cantini Parrini

L’eccellenza italiana nel mondo ha l’umiltà, il talento e lo sguardo profondo di Massimo Cantini Parrini, 50 anni, fiorentino, candidato all’Oscar per i costumi del Pinocchio di Matteo Garrone.
Dal luglio 2020 Cantini Parrini è tra i membri italiani dell’Academy Award, che ogni anno assegna la statuetta più ambita del mondo del cinema. Per “Pinocchio” ha già vinto il quarto David di Donatello in cinque anni (aveva già trionfato nel 2016 per Il racconto dei racconti di Garrone, nel 2017 per Indivisibili di De Angelis e nel 2018 per Riccardo va all’inferno di Roberta Torre, l’anno scorso fu candidato per Dogman), il Nastro d’argento e il Ciak d’oro e quei costumi sono stati al centro di una mostra che gli ha dedicato il Museo del Tessuto di Prato. 
Già allievo dei premi Oscar Gabriella Pescucci e Piero Tosi, Cantini Parrini fu studente all’Istituto d’arte di Porta Romana di Firenze, al Polimoda e poi laureato in Cultura e Stilismo della moda all’Università di Firenze. Nel suo palmarès ha anche uno European Film Award per Dogman, quattro Nastri d’argento e tre Ciak d’oro. E la nomination all’Academy Award mette perfino in secondo piano un’altra importante nomination, sempre per Pinocchio: quella ai Costume Designer Guild Award.

Prandelli, dimissioni che vanno oltre il tifo

Cesare Prandelli ha detto addio alla Fiorentina e forse al calcio

Le dimissioni di Prandelli da allenatore della Fiorentina sono un evento che travalica il tifo e l’appartenenza che – grazie a Dio – animano il calcio e lo sport. E non possono essere rubricate solo come costante della carriera di un mister che già aveva tolto il disturbo e lasciato parti di stipendio agli (opulenti) datori di lavoro. Lo fece anche Pioli, ventitre mesi fa, sempre a Firenze, dove i padroni del pallone pur cambiando nome, hanno evidentemente il fiuto di affidare la panchina a gentiluomini.  Dimettersi con una lettera in cui si attribuisce la causa al proprio disagio e si ammette che il mondo (cioè il calcio) è corso troppo velocemente e non si è riusciti a tenerne il passo è una dichiarazione di disarmante onestà e semmai da additare ad apprendisti del mestiere, che incolpano la squadra per recenti e imbarazzanti sconfitte. C’è un brano della lettera che chiama tutti a riflettere: “Sono venuto qui per dare il 100%  ma appena ho avuto la sensazione che questo non fosse più possibile, per il bene di tutti ho deciso questo mio passo indietro”. Nei rispettivi campi, centomila lo penseranno, nessuno lo fa. Anzi, uno: Prandelli-Pirandelli. 
La Nazione – 24 marzo 2021  

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Naturalmente sul sito si trovano archiviate tutte le “Parole della domenica” a partire dalla numero uno ad oggi

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