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Parole della domenica: Terme in vendita, la politica certifica il suo fallimento

Parole della domenica: Terme in vendita, la politica certifica il suo fallimento

Ancora una volta l’argomento principale di questa rubrica settimanale riguarda le Terme. Ci stiamo avvicinando all’atto finale, cioè al bando di gara che dovrebbe privatizzare non la gestione delle nostre Terme, ormai vicine ad una situazione economica senza ritorno, ma la proprietà.
Pensate tutto questo avviene a poche settimane dal possibile ingresso nell’Unesco insieme alle altre Terme storiche europee.
Questo tracollo è avvenuto in poco più di venti anni: il sindaco Corrado Messeri ricevette la metà della proprietà termale dallo Stato (l’altra metà fu affidata alla Regione) vicino alla scadenza del suo mandato e la decisione fu accolta con entusiasmo. Lo Stato passò questo immenso tesoro nelle mani degli Enti locali e oggi dobbiamo pensare che fu un errore enorme.
In poco più di venti anni (due legislature a testa per Severi e Bellandi, due anni di amministrazione Baroncini e di pari passo quelle della Regione, che – secondo noi – ha avuto un ruolo preminente in questa disfatta) siamo arrivati al tracollo certificato nell’ultimo consiglio comunale. Ripetiamo: non c’è in gioco la privatizzazione della gestione, come avvenne con la società di Ascoli, ma la privatizzazione della proprietà.
Possiamo dire che tutto questo è la certificazione del fallimento della politica: sono stati i partiti a scegliere i vari amministratori, sono stati gli enti proprietari (soprattutto la Regione) a sbagliare tanto a partire dall’incarico di affidare il progetto della piscina delle Leopoldine ad un archistar. Questo è stato l’errore da cui tutto è degenerato a livello economico, in aggiunta alle ingenti perdite annuali delle gestioni della società.

Il sindaco Luca Baroncini e il presidente della Regione Eugenio Giani: i due enti sono i proprietari delle Terme


Il sindaco Barontini ha detto che ha ereditato una situazione debitoria di ben 30 milioni, nonostante che in questi anni siano stati venduti tutti i beni più appetibili (teatro Verdi, Cascina, negozi ed edifici vari) senza rimettere in rotta la nave alla deriva. E per fortuna negli ultimi anni c’è chi ha investito o fatto investire per salvare alcuni beni preziosi che erano nelle mani delle Terme come la pineta (Bellandi) e la Palazzina Regia (l’ex-onorevole Fanucci). Almeno quelli resteranno in mano pubblica.
Così, si è giunti alla decisione adottata dal Consiglio comunale, ritenuta inevitabile. Non tutte le forze politiche hanno votato a favore del provvedimento (leggi l’articolo con quasi tutte le posizioni).

Come ogni settimana, ho cercato nel web e sui giornali altre storie per chi voglia leggere ma soprattutto per chi voglia riflettere.
Buona domenica 
(a cura di Mauro Lubrani)

Comune, commissione d’inchiesta sulle Terme

L’architetto Massimiliano Fuksas alle Terme Tettuccio: aveva progettato la grande piscina delle Leopoldine

La minoranza in consiglio comunale a Montecatini ottiene l’istituzione di una commissione consiliare di indagine sulla crisi della società Terme. Il presidente dell’organismo e gli altri membri dovrebbero essere nominati entro la fine del mese. La proposta di istituire la commissione di indagine è stata presentata durante l’ultima seduta del consiglio da Simone Magnani del Movimento Cinque Stelle. La richiesta ha ricevuto il sostegno unanime anche da parte degli altri sette esponenti dei gruppi di opposizione.
Interrante anche la lettura del “fondo” di Marco A. Innocenti, che dice: “E’ bene non farsi illusioni sugli esiti delle “indagini”. L’Italia è sempre stata la terra delle colpe che morirono fanciulle e difficilmente Montecatini potrà smentirlo”.
La Nazione – 18 luglio 2021

Contagi in aumento: la Toscana rischia il giallo

La Toscana, come in tutta Italia, chiude la settimana con una drastica impennata dei contagi: +59% rispetto a sette giorni fa e +151% di nuovi positivi sulla costa, nelle località turistiche. È il doppio effetto della variante Delta e della fine delle restrizioni oltre che delle piazze in festa durante gli Europei. Avanti così e la Toscana rischia la Zona Gialla da agosto. Non va bene nemmeno sul fronte vaccini per quanto riguarda le secondi dosi: la nostra regione è la peggiore dopo la Calabria.

Bandiere arancioni del Touring a Collodi e a Cutigliano

Villa Garzoni a Collodi di recente acquistata dalla Fondazione

Il Touring club Italiano ha assegnato le 262 Bandiere Arancioni del triennio 2021-2023, confermandone 251 già in essere e premiando 11 nuove località, fra le quali Nocera Umbra in provincia di Perugia. Tra le conferme pistoiesi ci sono Collodi e Cutigliano.
Le altre new entry sono Canelli  e Castagnole delle Lanze (Asti), Revello (Cuneo), Rosignano Monferrato e Trisobbio (Alessandria), Susa (Torino) in Piemonte, Badalucco e Vallebona (Imperia ) in Liguria, Ponti sul Mincio (Mantova) in Lombardia, e Subiaco (Roma) nel Lazio.
“Il punto di vista del viaggiatore”  La Bandiera Arancione, spiega il Touring Club Italiano, “è pensata dal punto di vista del viaggiatore e della sua esperienza di visita: viene assegnata alle località che non solo godono di un patrimonio storico, culturale e ambientale di pregio, ma sanno offrire al turista un’accoglienza di qualità. Il marchio ha una validità temporanea, ogni tre anni i Comuni devono ripresentare la candidatura ed essere sottoposti all’analisi del Tci che verifica la sussistenza degli standard previsti e garantisce così ai viaggiatori un costante monitoraggio della qualità dell’offerta turistica e alle amministrazioni uno stimolo al miglioramento continuo”. Il riconoscimento della bandiera arancione è riservato a Comuni con meno di 15mila abitanti ed ha l’obiettivo di valorizzare l’entroterra nel suo complesso, il paesaggio, la storia e le tipicità.

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Naturalmente sul sito si trovano archiviate tutte le “Parole della domenica” a partire dalla numero uno ad oggi

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