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Parole della domenica: Montecatini cerca una nuova vocazione turistica

Parole della domenica: Montecatini cerca una nuova vocazione turistica

Montecatini sorprende nel cercare le idee più fantasiose per imboccare la strada di un nuovo turismo. Si è parlato in questa settimana della possibile soluzione di un parco divertimenti, ma forse si dimentica che la nostra vocazione naturale era un’altra e che poteva essere sublimata dalla creazione di quello che era stato definito “un villaggio termale e di benessere”. Le acque termali restano la nostra unicità, alla quale possiamo poi aggiungere altri filoni di turismo (congressuale, verde e relax, sportivo, mondano, scolastico e così via). Volevamo la più bella e grande piscina termale del mondo e siamo precipitati nel vuoto più assoluto di un cantiere ormai abbandonato da anni.
Le parole di questa domenica dedicano spazio anche a Camilleri, alla scoperta che i raggi del sole possono uccidere il coronavirus, ai compleanno di Bartali e Mandela e alla bella storia della donna che custodiva le rose.
Sono parole cercate e trovate nel web e nei giornali per consentirci qualche minuto di riflessione come ogni settimana.
Buona domenica.
(a cura di Mauro Lubrani)

Tiziano Terzani – giornalista/scrittore (1938-2004)

CAMILLERI SENZA TEMPO

Quando finalmente riuscii a farmelo presentare da un comune amico, Andrea Camilleri era già il consacrato padre di Montalbano, il rivoluzionario inventore del pastiche linguistico di una Sicilia arcaica, eterna e immanente, il più amato scrittore italiano. Ricordo un salotto accogliente, caffè e whisky, la densa nebbia del fumo di sigaretta, il vocione con il quale Camilleri si dilungava, senza risparmiarsi, in aneddoti sulla Rai e il mondo dello spettacolo, la gentilezza spagnolesca, tipica del modo unico di interpretare i rapporti fra gli esseri umani che solo certi siciliani di gran classe conoscono: qualcosa di assai simile a un’apertura di credito condizionata e guardinga, pronta a trasformarsi nella massima complicità così come nell’implacabile sanzione del più piccolo, insignificante errore.

Giancarlo De Cataldo – da Repubblica del 17 luglio 2020

IL CORONAVIRUS SI COMBATTE CON LA LUCE DEL SOLE

La lotta al coronavirus si fa alla luce del sole. Sembra ormai un dato acquisito: i raggi solari uccidono il virus Sars Cov-2 che fa ammalare di Covid. Lo rivela ora uno studio condotto da medici e astrofisici italiani. Gli autori fanno parte dell’Università degli Studi di Milano (dipartimento “Luigi Sacco”), dell’Istituto nazionale di astrofisica (Inaf) e dell’Istituto nazionale dei tumori. E altre ricerche di diversa origine e in varie parti del mondo (da Oxford agli Stati Uniti) convergono nel confermare la diagnosi: i raggi ultravioletti spengono il virus.
In questa intervista di Paolo Toccafondi, il primo firmatario dello studio, Mario Clerici, professore ordinario di Immunologia all’Università di Milano e dirett-re scientifico della Fondazione Don Gnocchi, spiega che «il virus non è cambiato, sono cambiate le condizioni esterne in cui si muove. Secondo noi e secondo altri, per la presenza dei raggi solari. È sempre lo stesso virus cattivo, ma non è in grado di provocare disastri perché è ucciso dai raggi solari».

Paolo Toccafondi – da Il Tirreno 17 luglio 2020

I COMPLEANNI DI BARTALI E MANDELA

Gino Bartali (1914-2000)

Oggi, è il compleanno di Gino Bartali (Ponte a Ema, 18 luglio 1914) e di Nelson Mandela (Mvezo, Sudafrica 18 luglio 1918) due icone e due giganti dell’umanità. 
Coloro che nei nostri tempi scelgono ancora la guerra e l’odio come strumento per risolvere i problemi dovrebbero studiarsi la storia di questi due indimenticabili personaggi. 
E prendere appunti, mettendo umilmente in pratica i loro straordinari insegnamenti. 
“Il bene si fa ma non si dice. E certe medaglie si appendono all’anima, non alla giacca” Gino Bartali
“L’educazione è l’arma più potente che si possa usare per cambiare il mondo”. Nelson Mandela

da un post di Andrea Luchi del 18 luglio 2020

L’ULTIMA CUSTODE DEI SEGRETI DELLE ROSE

L’ultima custode dei segreti delle roseLa signora delle rose ha le mani rovinate dal lavoro, infatti si definisce «una contadina», invece della signora che è. Fosse tutto normale, adesso sarebbe nel campo a innestare, perché questo è un lavoro che si fa nella settimana più calda dell’estate. Adesso, ad esempio. Ma il campo è vuoto, Anna Maria Sgarabottolo ha rinunciato alla sua missione, un po’ anche alla sua vita. Per trenta anni ha coltivato, solo rose, e solo rose antiche, è diventata il riferimento dei collezionisti di tutta Europa, poi ha detto basta. 

Brunella Giovara – da Repubblica del 17 luglio 2020

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