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Lettera aperta del sindaco ai suoi concittadini: rispettiamo le regole e usiamo buonsenso nella “fase 2”

Lettera aperta del sindaco ai suoi concittadini: rispettiamo le regole e usiamo buonsenso nella “fase 2”

Il sindaco Luca Baroncini ha scritto una lettera aperta ai suoi concittadini sui comportamenti corretti da tenersi in questi giorni di “fase 2”, seguendo le regole imposte dal legislatore sui comportamenti da tenere in luogo pubblico, sia all’aperto sia quando accedono ad attività commerciali o uffici pubblici e privati.
Ecco cosa scrive il sindaco:

“Gentili concittadini, 
da qualche giorno ormai è finalmente possibile rimpossessarci della nostra vita e di tante libertà che, in seguito ai precedenti divieti, abbiamo tutti imparato ad apprezzare maggiormente rispetto a quando le davamo per scontate. Adesso che tutto gradualmente sta ripartendo, vorrei che i montecatinesi facessero mente locale sui comportamenti da tenere in luogo pubblico, sia all’aperto sia quando accedono ad attività commerciali o uffici pubblici e privati. 

Ci sono regole imposte dal legislatore che dovrebbero essere chiare a tutti, visto che non si è parlato di altro per mesi, e c’è un buonsenso che dovrebbe innervare il convivere civile, talora non espresso ad un livello sufficiente.

Siamo una città turistica, una città ospitale ed anche per questo dobbiamo dare l’esempio in tutta la Toscana. 

Siamo anche una città con tanti locali, bar, pub, ristoranti, birrerie, ecc, che rappresentano una vera eccellenza e che nascono per esser prima di tutto luoghi di ritrovo oltre che di consumazione.
“Ritrovi” che adesso dobbiamo abituarci a gestire un po’ diversamente, imparando a convivere con le norme e i protocolli di sicurezza. Fondamentale, anche al di fuori dei locali stessi, stare ben distanziati gli uni dagli altri.

Aiutiamo i gestori che, con tanta professionalità e impegno, hanno creato quelle attività che ci consentono di socializzare e goderci la vita, e che hanno stretto i denti per due mesi e mezzo senza poter lavorare.
Anzitutto aiutiamoli tornandoli a frequentare, e poi aiutiamoli rispettando le regole e mostrandoci maturi. Non mettiamoci nelle condizioni di dover tornare indietro, perché abbiamo capito cosa significhi, sia per l’economia, che per il bisogno primario di libertà che ciascuno di noi ha. 

Come Sindaco ho deciso di non imporre alcuna restrizione negli orari di apertura o di asporto. Proprio per agevolare il lavoro degli esercizi e per non togliere agli utenti la possibilità di iniziare finalmente un percorso verso la normalità, certo della collaborazione e responsabilità degli imprenditori cittadini per quel che accadrà dentro i locali.

Altrettanta collaborazione e maturità però devono esserci anche da parte di tutti noi clienti, sia dentro al locale che negli spazi esterni (ricordo che ci sono multe salate in caso di violazione delle regole)… 

L’obbligo della mascherina, il mantenimento della distanza sociale, il divieto di assembramenti sono concetti facilmente rispettabili con un minimo di impegno ed è davvero spiacevole vedere che tante persone facciano grossa fatica a tenerli a memoria.

Montecatini Terme ha pagato e sta pagando un prezzo caro sotto vari profili a questa pandemia, ora faccia vedere le sue qualità profonde e si dimostri consapevole e orgogliosamente rispettosa delle regole per la tutela e la serenità di tutti: nonni, genitori, ragazzi, operatori economici, lavoratori di varia qualifica e impiego.

Se non ci mettiamo in gioco, se non diamo fiducia alle persone, queste non sbaglieranno è vero, ma non impareranno nemmeno mai a convivere con la fase 2.
Perciò partiamo. Partiamo adesso e dimostriamo al mondo cosa significhi essere montecatinesi. 

Noi siamo quelli degli stabilimenti termali mozzafiato, quelli della Pineta più bella del circondario, quelli delle Panteraie, quelli che hanno prestato Sirio Maccioni agli americani, quelli della scuola alberghiera, quelli che hanno insegnato qualità, professionalità, accoglienza e stile.

Ecco perché ce la faremo. Perché la nostra identità è profonda e ci fa sentire comunità. Perché, come l’airone del Tettuccio, noi ci risolleviamo dalla palude per spiccare il volo, sempre più in alto”.

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