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Le parole della domenica ai tempi del virus: torna una vita “normale”, la seduzione speciale di Montecatini

Le parole della domenica ai tempi del virus: torna una vita “normale”, la seduzione speciale di Montecatini

C’è un continuo richiamo alla responsabilità nelle nostre comunità 
costrette da tempo a vivere limitazioni dovute al rischio di contagio dal virus che ha condizionato le nostre esistenze da alcuni mesi a questa parte. 
L’Italia è ormai prossima al ritorno ad una vita pre-pandemia, anche se distanziata, protetta e senza assembramenti. Passata la festa della Repubblica, da mercoledì 3 giugno cadrà il divieto di spostamenti interni fra regioni (e non sono certo mancate le polemiche su una mancata differenziazione secondo i contagi ancora in corso) ed esterni con i paesi dell’Unione europea.
Sarà un’occasione per ridare ossigeno anche al turismo, uno dei settori più penalizzati dalla pandemia, ma sempre all’insegna della responsabilità per evitare che la situazione possa tornare a carattere emergenziale.
Intanto, continua il nostro viaggio nelle “parole della domenica”, parole cercate e trovate nel web e nei giornali.
Buona domenica.
(a cura di Mauro Lubrani)

NON DIVENTEREMO MIGLIORI

L’uomo non diventerà migliore perché pensa troppo poco, pensa solo a distrarsi da se stesso… Non siamo più abituati a fare una riflessione, questo poteva essere il periodo adatto per farlo, in cui recuperare i rapporti umani e invece continuiamo solo a litigare, in nove settimane addirittura abbiamo già contato undici femminicidi!

Umberto Galimberti – filosofo

LA VOCE LIBERA DI TOBAGI

Walter Tobagi – giornalista (1947-1980)

Walter Tobagi fu ucciso barbaramente perché rappresentava ciò che i brigatisti negavano e volevano cancellare. Era un giornalista libero, che indagava la realtà oltre stereotipi e pregiudizi, e i terroristi non tolleravano narrazioni diverse da quelle del loro schematismo ideologico. 
Era un democratico, un riformatore, e questo risultava insopportabile al fanatismo estremista. Era un uomo coraggioso che sentiva il dovere di difendere i valori costituzionali: proprio questa sua coerenza lo ha portato a esporsi e a divenire bersaglio di una violenza la cui disumanità non si attenua con il passare degli anni. 
In uno dei suoi ultimi articoli Tobagi scrisse dei brigatisti, descrivendo le loro fragilità e contraddizioni, pure in una stagione in cui continuavano a far scorrere tanto sangue. Non sono «samurai invincibili», sottolineò. Forse anche questo mosse la crudeltà della mano assassina. 
Tobagi è morto giovanissimo. A trentatré anni aveva già dimostrato straordinarie capacità, era leader sindacale dei giornalisti lombardi, aveva al suo attivo studi, saggi storici, indagini di carattere sociale e culturale. È stato ucciso in quei mesi, in cui altri uomini dello Stato, altri eroi civili, cadevano a Milano e in tutta Italia per fedeltà a quei principi di convivenza che la mitologia rivoluzionaria, le trame eversive, le organizzazioni criminali di diversa natura volevano colpire.

Sergio Mattarella – Presidente della Repubblica (da “Il Corriere della Sera” del 28 Maggio 2020)

LA SEDUZIONE DI MONTECATINI

Il Duca di Windsor e Wallis Simpson a passeggio sul viale Verdi

La seduzione alberga anche in quella definizione dalle mille promesse: «Montecatini, città delle donne». Le arriva da lontano, un’aura magica che si alimenta nella storia. Montecatini popolazione ad alta percentuale femminile. Montecatini tornata residenza elettiva di Miss Italia. Montecatini terra di bellezza per le sue terme, le saune naturali, le grotte alimentate dai fiumi lavici, le fonti di vapore dalle alte proprietà terapeutiche. Acqua, femminile singolare, come la vita che restituisce. Cultura e territorio, nel cuore della Toscana, buon mangiare e soggiorni rilassanti, grandi alberghi e ville d’epoca dove oggi stanno le reginette di bellezza e un giorno le vere regine.
Settembre 1949, una coppia passa tra due ali di folla e entra alle Terme Tettuccio; lei ha il foulard al collo, camicia bianca e orecchini di perle, lui pantaloni avana e un pull sportivo. Passano le acque saline, salutano e ripartono per la Torretta dove alloggiano. Sono il Duca di Windsor e Wallis Simpson come appaiono in un film ufficiale dell’archivio britannico. Torneranno spesso in vacanza lì perché, dicono, il posto non è convenzionale.
Infatti non lo è, per questo piace tanto alle donne e in questo non essere convenzionali risiede il reciproco fascino. Il gioco è facile: immaginando una tipica città toscana la si vede immersa in campagne dolci, al centro, il borgo medioevale. Montecatini no. Il suo medioevo sta su un colle, Montecatini Alto, con una piazzetta che sembra Capri mentre la città sta a valle, dove un tempo c’era la palude che, bonificata dal Granduca, rivelò le acque magiche.
Qui gli edifici guardano alla grandeur europea più che al borgo locale: padiglioni, grandi vasche, stucchi, mosaici, sculture, bronzi e tempietti non rimandano alla Toscana oleografica. I luoghi e i locali storici richiamano la Belle Époque come la Sala del Caffè alle Terme Tettuccio; affreschi di Giulio Bargellini e arredi d’epoca o il Gran Caffè Gambrinus, inaugurato nel 1931 negli spazi della Locanda Maggiore, uno dei ritrovi mondani più apprezzati. Il Circolo dei Forestieri, nella cornice del gioiello Liberty delle Terme Tamerici ha mantenuto il suo carattere di luogo della cultura, grazie alle mostre e ai concerti che ospita. Piace e piaceva questo stile; a Farah Diba, a Audrey Hepburn, a Grace Kelly che qui passò in luna di miele con Ranieri di Monaco.

da “La Stampa” del 22 Marzo 2012

UNA MOSTRA CON LE FOTO DI SALGADO

Una delle immagini della mostra di Sebastião Salgado a Pistoia

La Fondazione Pistoia Musei annuncia la riapertura dei suoi spazi  e la proroga della mostra di Sebastião Salgado Exodus. In cammino sulle strade delle migrazioni fino al 26 luglio 2020.
Dopo due mesi di chiusura a causa dell’emergenza sanitaria, la Fondazione riapre al pubblico garantendo ai visitatori totale sicurezza e nel pieno rispetto delle norme di legge indicate delle autorità: l’accesso sarà infatti consentito esclusivamente previa prenotazione telefonica.
La mostra personale di Sebastião Salgado. Composta da un corpus di 180 fotografie, l’esposizione racconta la storia del nostro tempo attraverso momenti drammatici ed eroici vissuti da singoli individui, e ponendo un’importante domanda che resta ancora senza risposta: nel nostro cammino verso il futuro non stiamo forse lasciando indietro gran parte del genere umano?

MONDO DELLO SPETTACOLO IN GINOCCHIO PER IL VIRUS

La platea vuota del Teatro della Pergola di Firenze

Una crisi difficile da contrastare, che necessita di fondi, interventi dal Governo e una voce che venga ascoltata. Per questa ragione, a quasi tre mesi dall’esplosione della grande pandemia Covid-19, il settore Privato dello Spettacolo dal vivo denuncia lo stato di crisi e lo fa fondando l’ATIP – Associazione Teatri Italiani Privati.
I grandi Teatri Privati italiani hanno sentito dunque l’esigenza di costituirsi in un’Associazione che vede come nucleo fondatore 14 grandi Teatri Privati di tutta la Penisola, che da soli sviluppano in una stagione circa 2500 giornate di spettacolo dal vivo per un totale di oltre 2 milioni di biglietti venduti, per un volume di circa 50 milioni di euro in appena 14 sale.
Nel pieno di un’emergenza che prosegue, a cui si è unita la altrettanto grave emergenza economica – si legge in una nota congiunta dei Teatri privati – nonostante il grande sforzo compiuto dal Governo e dalle Istituzioni scientifiche e sanitarie per mettere a punto un piano che ottemperasse alle concrete esigenze e ai bisogni delle Imprese di Cultura e Spettacolo dal vivo, il protocollo di cosiddetta “riapertura” risulta a dir poco inconsistente e totalmente scollato dalla realtà operativa del settore.
“Occorre che le Istituzioni prendano atto che il comparto dello Spettacolo dal vivo dovrà restare forzatamente inattivo almeno fino al pieno ritorno alla normalità.” prosegue la missiva, “fino a quel momento sarà impossibile per i Teatri Privati sopravvivere con le proprie risorse senza l’apporto di proventi derivanti dalla vendita di biglietti o da contributi statali a fondo perduto”.
La neonata associazione “chiede di conoscere nel dettaglio i criteri di suddivisione del Fondo Emergenze Spettacolo e Cinema, istituito dal decreto Cura Italia ed incrementato dal Decreto Rilancio, tra Istituzioni Pubbliche e Imprese Private”.
ATIP sottolinea come “l’eventuale chiusura delle Imprese di spettacolo private avrà come conseguenza immediata il licenziamento di migliaia e migliaia di lavoratori del comparto e dell’indotto” e che “occorre prolungare alcuni strumenti già messi in atto per assorbire l’impatto della fase 1, come la Cassa Integrazione in deroga/Fondo incremento salariale fino a ottobre 2020, e il credito d’imposta sugli affitti fino a dicembre 2020”.
“Inoltre è giunto il momento di sanare una grave lacuna del settore teatrale rispetto a settori affini dello Spettacolo e della Cultura”, conclude la nota, “ora più che mai serve l’estensione del Tax credit esterno ed interno anche allo Spettacolo dal Vivo e ai Teatri Privati, come già fatto per Cinema e Audiovisivo”.

Redazione www.giornaledelladanza.com

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