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Addio a Novaro “Piè Veloce” Michelozzi, pioniere delle radio libere

Addio a Novaro “Piè Veloce” Michelozzi, pioniere delle radio libere

Tempo di lutti e di personaggi che ci lasciano. In punta di piedi, a 89 anni, se n’è andato Novaro Michelozzi, pioniere delle radio libere conosciuto come “Piè Veloce”.
Quel soprannome lo aveva ideato nientemeno che Raffaele Pisu, che per molti anni ha vissuto a Montecatini, per l’abilità e la velocità che Michelozzi aveva nel trovare la pubblicità.
Novaro iniziò a collaborare con RMCT (Radio modulare Centro Toscana), poi insieme a Cosseria (Mamma Radio e sua adorata moglie) ha guidato Radio Monsummano dal 1976 fino al 2001, quando le frequenze furono cedute a Radio Dj.
Le radici della famiglia Michelozzi sono a Serravalle, ma le loro attività si sono sviluppate in Valdinievole con la radio a Monsummano e con un negozio che la figlia possiede a Montecatini.
“Novaro è stato un ‘ragazzo’ sempre entusiasta, allegro, con la voglia di far stare bene gli altri, perché sapeva – dice il figlio Andrea, giornalista professionista – che lo stare insieme è un moltiplicatore di energia positiva. Si è sempre adoperato per creare connessioni ed empatia, che fosse la gara di solidarietà per il terremoto del Friuli nel 1977 o un bel fine settimana in Romagna dal caro amico Raoul Casadei, anche lui – casi del destino – ci ha lasciato in questi giorni.
Raul Casadei spesso è venuto in radio a Monsummano per fare trasmissioni e salutare il babbo, così come fummo i primi a mandare in onda la trasmissione degli scherzi telefonici di Piero Chiambretti, quando ancora non lo conosceva nessuno fino poi a organizzare allo Strulli un concerto di Zucchero, prima che diventasse famoso. Vedere il sorriso sul volto degli amici e delle persone è stato il più grande premio per mio babbo, ossessionato dal vedere felici gli altri”.
“Diventava triste solo quando non era con le persone – aggiunge la figlia Alessandra – e non ascoltava la sua amata musica. Rimane forte questa speciale ossessione di rendere speciale ogni occasione, perché la vita va celebrata sempre con entusiasmo. E’ stato un babbo meraviglioso!”.

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