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Parole della domenica, una legge assurda vieta di trasformare gli argini dei fiumi in piste ciclabili

Parole della domenica, una legge assurda vieta di trasformare gli argini dei fiumi in piste ciclabili

Quante volte si è parlato di idee e di progetti di piste ciclabili da usare a scopo sportivo e turistico con la massima valorizzazione delle nostre ricchezze ambientali. Da anni si pensa ad un collegamento dal minigolf fino al padule oppure ad un’altra pista ciclabile da Collodi-Pescia fino a Castelmartini (ancora nell’area umida del Padule). Ci sono stati in passato anche progetti esposti in municipio a Montecatini. Tante idee, tantissime parole, ma fatti niente. Eppure ci sono esempi, anche di realizzazioni molto spettacolari, in Toscana ed in altre parti d’Italia che richiamano turisti in gran numero.
Nei giorni scorsi, c’è stato un intervento degli “Amici per la bicicletta” contro i divieti messi dal Genio civile sugli argini dei corsi d’acqua della Valdinievole per vietare il transito con le biciclette. Così si è tornati a parlare dei vecchi progetti di ciclabili sugli argini (della Borra in primis ma anche del Cessana e della Nievole).
La doccia fredda è arrivata dalla sindaca di Pieve a Nievole, Gilda Diolaiuti: “A chi non piacerebbe a Pieve a Nievole – ha detto – ma probabilmente anche in altri comuni attraversati dal fiume Nievole, poter valorizzare le zone limitrofe al fiume o addirittura gli argini per renderli a tutti gli effetti luoghi deputati al turismo dolce fatto di piacevoli passeggiate, di bei panorami e incontri con erbe e fiori particolari che caratterizzano il nostro fiume e che forse hanno contribuito anche a dargli il nome? Capita però qualche volta che le idee, i progetti, contrastino con leggi vigenti magari da oltre un secolo e allora… Addio sogni, perlomeno fin quando la legge non sarà modificata, ammesso che sia possibile modificarla. Per natura mi piace lavorare su progetti concretamente realizzabili senza “vendere” false illusioni ai cittadini né tantomeno far perdere tempo inutilmente agli uffici. Non a caso, a seguito di un bando del PNRR mirato al recupero e valorizzazione di parchi e giardini di interesse culturale (artistico, storico, botanico, paesaggistico), ipotizzando un progetto per un percorso turistico lungo il fiume Nievole, prima di far impegnare gli uffici in avventure da Don Chisciotte e pur avendo grossi dubbi sul successo della nostra richiesta e consapevoli comunque che per legge gli argini dei fiumi hanno scopi diversi da quello turistico, abbiamo chiesto un parere al Ministero che ci ha manifestato per scritto l’inammissibilita dell’idea progettuale non essendo sufficiente l’interesse paesaggistico”.
Insomma, i sogni sono destinare a rimanere tali. Quel tipo di turismo sarebbe stato sicuramente molto utili ad un rilancio del comprensorio dopo i gravi effetti provocati dalla pandemia.

Come ogni settimana, ho cercato nel web e sui giornali altre storie per chi voglia leggere ma soprattutto per chi voglia riflettere.
Buona domenica a chi ci segue 

(a cura di Mauro Lubrani)

Hussein, un altro ragazzo salvato da una fotografia

La foto di Hussein che ha fatto il giro del mondo: ora il piccolo sarà aiutato a studiare e a realizzare il sogno di una vita migliore

Hussein è un ragazzo di 10 anni, uno dei tanti che ha lasciato la Siria con la famiglia per andare a Beirut. Per vivere deve chiedere l’elemosina e frugare nei cassonetti in cerca di qualche oggetto da poter rivendere per pochi spiccioli. Ad un certo punto in mezzo ai rifiuti trova un libro e comincia a leggerlo. Per qualche attimo, quelle pagine gli fanno dimenticare tutto, il cattivo odore dell’immondizia, i suoi vestiti laceri, la fame, il fatto che quel libro avrebbe dovuto leggerlo nella sua cameretta che non ha, perchè costretto a vivere in una tenda. A fermare quella scena è un ingegnere che è appena uscito dal suo ufficio, Rodrigues Mghames. Quell’immagine finisce sui social e fa il giro del mondo. Per qualcuno è solo retorica, per altri, peggio, morbosità del dolore. Non credo ci siano torti o ragioni, ognuno giustamente ragiona in base alla sua sensibilità. A me lasciate l’emozione di quella foto: prima un pugno allo stomaco ma anche il cuore che si apre alla speranza. Intanto una Fondazione ha rintracciato il bambino e gli ha assicurato l’istruzione fino al raggiungimento del diploma. Così adesso finalmente com’è giusto che sia quel ragazzo il libro potrà sfogliarlo su un banco di scuola. Una goccia nel mare. Perchè chissà quanti Hussein ci saranno in questo momento dimenticati da tutti.
Gabriele Galligani (giornalista)- post su Facebook del 12 febbraio 2022

Montevettolini, il rilancio con 20 milioni del Pnrr

Una veduta dall’alto di Montevettolini

Presentati i luoghi e i Monumenti che potrebbero essere finanziati dal Pnrr a Montevettolini. A farlo è lo stesso sindaco De Caro che in un video spiega come verrebbero spesi i 20 milioni di euro del Pnrr richiesti per Montevettolini, in caso di approvazione. “Si tratta di un luogo a soli 10 minuti dal casello di Montecatini e a 5 da Monsummano – spiega il sindaco facendo riferimento al borgo medievale – e tra le opere proposte vorremmo realizzare un nuovo parcheggio. Inoltre deve essere assolutamente recuperata la porta Barbacci, che da troppo tempo è in stato di completo abbandono”. Il percorso comincia alle porte del borgo, nel punto di cui si guarda all’oratorio della Madonna della Neve, dove si conclude il percorso del “Leonardino”, la passeggiata tra le colline di Leonardo che inizia a Vinci e si ferma a Montevettolini. “Nel nostro progetto – Prosegue De Caro – c’è l’illuminazione non solo del nostro colle ma anche della via che collega noi con Vinci. Entrando nel borgo si inizia con la via del portone che ha necessità di essere restaurata e poi il giardino della rimembranza necessita di un recupero a livello strutturale”. Una volta nella piazza principale il sindaco espone come nel progetto in cui si richiedono 20 milioni di euro al Pnrr ci debba essere spazio per l’ex palazzo del Podestà, del XIII secolo dove ha sede anche la proloco Il Rondò, che ha sempre bisogno di aiuti e che speriamo giungano dal progetto per far rinascere questo borgo dal un punto di vista economico e produttivo, dove siamo passati da 360 abitanti negli anni ‘70 ai circa 160 di oggi”. Poi il primo cittadino entra nel vivo della questione sociale, parlando di rigenerazione urbana e partendo dai molti appartamenti ormai in vendita o sfitti.
da “La Nazione” del 20 febbraio 2022

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Naturalmente sul sito si trovano archiviate tutte le “Parole della domenica” a partire dalla numero uno ad oggi

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