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Parole della domenica: l’assegno non c’era, vendita saltata. Terme, futuro sempre più incerto

Parole della domenica: l’assegno non c’era, vendita saltata. Terme, futuro sempre più incerto

Allora il famoso assegno di cauzione da centomila euro, primo requisito del bando per la ricerca di un socio privato che prendesse, attraverso un aumento di capitale sociale, la maggioranza del pacchetto azionario delle Terme, non c’era. E’ risultata incompleta la documentazione dell’offerta presentata dalla International Tax Advisors Limited, società con sede a Londra guidata dal commercialista pistoiese Stefano Fabbri, presidente e amministratore delegato, l’unica cha aveva risposto al bando.
A questo punto il futuro delle Terme, che hanno accumulato negli anni un debito di 34 milioni (25 milioni di euro di mutui e altri 9 milioni verso vari creditori), diventa ancora di più ricco di incognite e con scadenze ravvicinate. Le decisioni sono in mano alla società pubblica che guida la gestione delle terme — Regione Toscana al 66% e Comune di Montecatini al 33%.
L’obiettivo appare quello di scongiurare l’ipotesi di portare in libri in Tribunale. Il Comune è alla ricerca di una ciambella di salvataggio che possa essere lanciata dal Governo. Gli esempi sono quelli di Salsomaggiore e di Chianciano.
Il recente salvataggio delle Terme di Salsomaggiore è arrivato dalla Cassa Depositi e Prestiti con un investimento di 10,25 milioni e poi date in gestione alla Qc Terme (della famiglia Quadrio Curzio) leader nel settore con altri nove centri termali e centri benessere in Italia, uno in Francia e uno a New York.
Oppure come è successo a Chianciano con l’accordo raggiunto con il ministero dello Sviluppo economico per poter attingere al fondo gestito da Invitalia.
Da parte della Regione, maggior azionista, si afferma: «Stiamo seguendo gli indirizzi che il Consiglio regionale ha definito nel Piano delle razionalizzazioni delle società partecipate e tenuto conto della grave situazione economico-finanziaria della società, chiederemo la convocazione dell’assemblea straordinaria per assumere gli atti necessari ad affrontare lo stato di crisi. Si apre una nuova fase che dovrà essere affrontata con la massima concretezza e lucidità, individuando priorità condivise nel più generale interesse della città di Montecatini».
Tra altre ipotesi anche quella della cessione di alcuni beni: la Fondazione Cassa di Risparmio di Pistoia e Pescia, ad esempio, era interessata all’acquisto dello stabilimento Excelsior per farne una sede degli Uffizi diffusi. L’opzione sembra praticabile grazie anche ai buoni auspici di Regione e Comune, ovvero i due proprietari della moribonda società delle Terme.
Intanto, un po’ di ossigeno giunge dal “bonus Terme”: Montecatini ne ha avuti 5.000 e in questo periodo alle Redi c’è una grande affluenza, tanto che l’azienda sta assumendo delle estetiste a tempo determinato per soddisfare le migliaia di richieste di trattamenti di benessere termali.

Come ogni settimana, ho cercato nel web e sui giornali altre storie per chi voglia leggere ma soprattutto per chi voglia riflettere.
Buona domenica 

(a cura di Mauro Lubrani)

Il regalo di Sabin a tutti i bambini del mondo

Albert Bruce Sabin, nato Abram Saperstein (Białystok, 26 agosto 1906 – Washington, 3 marzo 1993), è stato un medico e virologo polacco naturalizzato statunitense, famoso per aver sviluppato il più diffuso vaccino contro la poliomielite

Non brevettò il suo vaccino ma lo regalò a tutti i bambini del mondo Il vaccino, con una zolletta di zucchero, cambiò la storia. A chi gli chiese se desiderasse vendetta perché le SS gli avevano ucciso due nipotine, rispose: “Ma io ho salvato i bambini di tutta l’Europa. Non la trova una splendida vendetta?” Albert Bruce Sabin nacque nel 1906 a Białystok, in Polonia. È morto nel 1993 a Washington. Medico e virologo, scoprì il vaccino contro la poliomielite e rinunciò a soldi e brevetto per diffonderlo anche fra i poveri. La poliomelite falcidiava intere generazioni. Il suo vaccino, somministrato in una zolletta di zucchero, cambiò la storia dell’umanità. Dichiarò: «Tanti insistevano che brevettassi il vaccino, ma non ho voluto. È il mio regalo a tutti i bambini del mondo».
Giacomo Paciolla – post su LinkedIn

Da Anteprima Repubblica del 7 dicembre 2021

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