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Parole della domenica, la città si divide sull’acqua termale concessa ai privati

Parole della domenica, la città si divide sull’acqua termale concessa ai privati

Ora Montecatini, alle prese con mille problemi, discute sulla possibilità di concedere l’acqua termale alle Panteraie. Il locale, gestito da due imprenditori di Lamporecchio, dovrebbe essere prossimo ad una riapertura dopo una lunga fase di ristrutturazione.
La proposta ripropone il progetto, su cui tante volte si è parlato “sottovoce”, di estendere l’utilizzo delle acque termali agli alberghi cittadini che ne volessero fare richiesta. Naturalmente questo aprirebbe tutta un’altra serie di considerazioni: gli alberghi con acqua termale all’interno assumerebbero un valore superiore agli altri; a livello progettuale dovrebbe essere realizzata una rete tipo acquedotto per raggiungere gli hotel interessati; di riflesso gli stabilimenti termali con cura idroponica vedrebbero diminuire il loro già ridotto interesse. Infine, cosa non trascurabile: esiste acqua termale sufficiente per rispondere alle poche o molte richieste di privati? Non va dimenticato che già c’erano dubbi sul rifornimento alla grande piscina termale prevista alle Leopoldine, che, se un giorno verrà costruita, ne avrà a sua volta bisogno. Intanto, la Regione ha preso tempo, dichiarando che sono necessarie alcune valutazioni prima di decidere.
Sulla proposta dell’acqua termale alle Panteraie, che potrebbe arrivare in discussione in un prossimo consiglio comunale, si è inserito Carlo Maltagliati, ex consigliere regionale. Maltagliati esprime forte perplessità in merito alla richiesta fatta dal Comune. “Dare l’acqua termale alle Panteraie? Ma si sono resi conto che per le stesse ragioni potrebbero essere date a un privato? Perché non darle agli alberghi? Il contratto fatto in precedenza con i gestori delle Panteraie, di sicuro, ha un costo. Se venisse concessa l’cqua termale, senza dubbio il suo valore aumenterebbe a dismisura. Chissà quanti imprenditori avrebbero partecipato a una gara per la gestione delle Panteraie?”
Come ogni settimana, ho cercato nel web e sui giornali storie per chi voglia leggere ma soprattutto per chi voglia riflettere: in particolare due interventi riguardano le api, specie a rischio estinzione ma di cui è stata celebrata di recente la giornata mondiale. Poi, in questi giorni si è parlato anche di pandemie con cui dovremo abituarci – dicono gli esperti ma l’auspicio è che si sbaglino – a convivere.
Buona domenica 
(a cura di Mauro Lubrani)

Franco Battiato (Ionia, 23 marzo 1945 – Milo, 18 maggio 2021)

Il silenzio delle api

Se Rachel Carson pubblicasse oggi il suo libro Primavera silenziosa (1962), con cui inizia l’ecologia moderna, non citerebbe solo l’assenza del cinguettio degli uccellini nelle campagne, uccisi dagli insetticidi, ma parlerebbe di sicuro della moria delle api, che colpisce questo fondamentale insetto, di certo il più popolare e amato. Non produce infatti solo cera e miele, ma vola sui prati e sugge i fiori, e così l’impollina, come sanno oggi tutti gli scolari.
Marco Belpoliti – da Anteprima Repubblica del 21 maggio 2021

Api ridotte alla fame a causa del clima pazzo

Il clima pazzo ha sconvolto le fioriture e ridotto alla fame le api. In Toscana vari casi – come a Pistoia di apicoltori costretti a nutrirle con sciroppi e panetti di candito a base zuccherina. Le api non hanno avuto la possibilità di raccogliere il nettare, a causa delle basse temperature che hanno danneggiato i fiori. Un disastro per circa 470 produttori nell’area, tra operatori professionali e chi lo fa per hobby. La situazione è evidenziata da Coldiretti. Nel Pistoiese (ma il dato è ricorrente in altre zone della regione), le avverse condizioni climatiche hanno duramente compromesso la filiera del miele «con i produttori costretti a spendere per evitare di ritrovarsi nelle arnie mucchi di api morte» e con la «produzione compromessa nel periodo di massima attività per le api, impegnate altre a produrre miele anche nella preziosa opera di impollinazione di tante colture». Le elaborazioni Coldiretti Pistoia, su dati Usl Centro Toscana, dicono che gli alveari censiti in provincia sono circa 8.500, numero che negli ultimi anni non ha subito variazioni di rilievo. La crisi delle api, secondo Coldiretti, «rappresenta un danno ambientale ed economico in una situazione in cui la svolta salutista degli italiani per effetto della pandemia Covid ha spinto all’aumento del 13% degli acquisti familiari di miele nel 2020», «ma sugli scaffali dei supermercati italiani – evidenzia ancora Coldiretti – più di 1 vasetto di miele su 2 viene dall’estero».
La Nazione – 20 maggio 2020

L’era delle pandemie

Mentre iniziamo a vedere la fine del tunnel, con in fondo la luce della ripartenza economica e della vita sociale e la speranza di una vacanza imminente, l’era delle pandemie è l’ultima cosa di cui vorremmo sentir parlare. Invece è stata prevista non dai catastrofisti della domenica ma nel rapporto pubblicato dalla Commissione Europea in occasione del Global Health Summit. Si deve investire oggi nella prevenzione, dicono i migliori scienziati del mondo, perché stiamo entrando nella “age of pandemics”: un’era in cui il Covid sarà endemico e saranno possibili nuove ondate soprattutto nelle regioni con una bassa copertura vaccinale. Da qui l’obiettivo di immunizzare tutti e di destinare miliardi di dosi  (3,5 quelle promesse da Big Pharma nel 2021-2022) ai Paesi più poveri. “L’Italia è favorevole a sospendere i brevetti sui vaccini – ha rilanciato il premier Draghi aprendo il vertice di Roma – la priorità è vincere la pandemia in vista delle future”.
Cristiana Salvagni – da Anteprima Repubblica del 21 maggio 2021

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Naturalmente sul sito si trovano archiviate tutte le “Parole della domenica” a partire dalla numero uno ad oggi

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