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Le parole della domenica, alla ricerca di un “progetto di città”

Le parole della domenica, alla ricerca di un “progetto di città”

Ogni settimana gli addetti ai lavori montecatinesi hanno un tema da svolgere. In questi ultimi sette giorni, a margine dell’approvazione del bilancio del Comune, si è parlato molto di “progetto di città”. La maggioranza guidata dal sindaco Luca Baroncini dice di averlo ma ancora non è decisa a svelarlo, la minoranza afferma che il bilancio è una riprova che questa visione della Montecatini del futuro non esiste.
E’ certo che la crisi del termalismo prima e quella inaspettata del Covid impongono di fare scelte e cercare soprattutto di imboccare la strada giusta, perché non ci sarebbero né la possibilità né il tempo per rimediare a possibili errori di valutazione.
Le parole di questa domenica – come al solito cercate e trovate nel web e nei giornali – vogliono consentirci qualche minuto di riflessione come ogni settimana.
Buona domenica.
(a cura di Mauro Lubrani)

Nella vita non bisogna mai rassegnarsi, arrendersi alla mediocrità; bisogna, invece, uscire da quella zona grigia in cui tutto è abitudine e coltivare il coraggio di ribellarsi

Rita Levi Montalcini

CONSUMO DEL SUOLO: BRUTTE NOTIZIE

Fabrizio Brancoli, direttore
de “Il Tirreno”

Guardiamo il mare, quando scattiamo le foto, quando nuotiamo o navighiamo. Guardiamolo bene. A che cosa siamo disposti perché resti sano, presidiando i nostri sogni e i nostri affari?
Il mare, ma anche la terra. L’Ispra ha pubblicato il rapporto annuale su consumo del suolo: brutte notizie. Sono stati divorati dalle costruzioni altri 57,5 kmq in Italia. Non avete la sensazione di addormentarvi su un prato e di risvegliarvi tra le ruspe? Io sì. Succede al protagonista di Guida Galattica per Autostoppisti, di Douglas Adams, pietra miliare della letteratura visionaria. Lì c’è il piano di costruire un’autostrada al posto del nostro pianeta. Si sorride, ma l’allegoria è inquietante.

Fabrizio Brancoli – Direttore de “Il Tirreno” – editoriale del 26 luglio 2020

A LEZIONE DA GIORGIO CAPRONI

Giorgio Caproni – poeta, critico letterario e traduttore
(Livorno, 7 gennaio 1912 – Roma, 22 gennaio 1990)

Giorgio Caproni, il poeta, faceva il maestro alle elementari. La mattina gli alunni lo trovavano in classe davanti alla lavagna con sguardo teso e preoccupato. “Bambini, sono disperato. Il direttore vuole sapere qual è la superficie della nostra lavagna e non mi ricordo come si fa a calcolarla. Ho paura che mi licenzi”. I bambini in coro: “No! Ti aiutiamo noi!”. Dopo averci pensato un po’, qualcuno gridava: “Base per altezza!”. E il maestro: “Giusto, bravo, adesso ricordo. Ma perché l’area del rettangolo si misura base per altezza?”. Quei “perché” creavano lo scompiglio tra i bambini. Ne venivano fuori belle discussioni, ogni giorno con un argomento diverso e, al termine delle lezioni, il maestro non dimenticava di ringraziare i suoi scolari per avergli risparmiato l’ennesimo possibile licenziamento. Il ricordo di questo geniale metodo di insegnamento socratico era uno dei racconti preferiti di Vincenzo Cerami, caro amico di Caproni, il più grande lirico del Novecento italiano.

Curzio Maltese – da Repubblica del 27 luglio 2020

LA SECONDA EVASIONE DELL’ORSO PAPILLON

Barriere elettrificate e reti metalliche non sono bastate a evitare la fuga di M49, l’orso che per la seconda volta è «evaso» in direzione dei boschi nei dintorni di Trento. Lo scorso luglio aveva già provato ad andar via: lo hanno catturato 9 mesi dopo. È stato ribattezzato Papillon, il ministro Costa chiede di «non rinchiuderlo né abbatterlo». Lo scorso anno — era luglio anche allora — si era aggrappato alla rete elettrificata e l’aveva scavalcata, facendo perdere le proprie tracce nel buio della vegetazione attorno a Trento. Era stato catturato solo nove mesi dopo (il 28 aprile) ed era stato rinchiuso all’interno dello stesso recinto. E ieri è scappato di nuovo: M49, l’orso che il ministro dell’Ambiente Sergio Costa ha ribattezzato «Papillon» (come il protagonista del film con Steve McQueen), è evaso per la seconda volta dal centro faunistico del Casteller. Scegliendo lo stesso punto del recinto (non coperto dalle telecamere), ma cambiando tecnica: ha superato la barriera elettrificata, ha divelto la rete elettrosaldata piegando l’inferriata ed è «scivolato» fuori. Anche questa volta fuggendo nella direzione dei boschi.

Marika Giovannini – da “Il Corriere della Sera” del 27 luglio 2020

ESSERE UNA BUONA NOTIZIA O AVERE BUONE NOTIZIE?…

Il titolo di oggi è un po’ filosofico: essere una buona notizia o avere buone notizie? Questo è il dilemma! In realtà non ti sto invitando a scegliere tra le due, anzi, mi piacerebbe proprio invitarti a praticare entrambe le cose, e per farlo lascia che ti spieghi come. Partiamo da cosa significa avere delle buone notizie. E’ facile: se ti trovi su questo sito, hai scelto di cercare qualche buona notizia perché sai che ti fanno stare meglio. Ma cosa significa invece essere una buona notizia? Questo è meno ovvio, ma in fondo è semplice: vuol dire cercare di far accadere ogni giorno qualcosa che gli altri racconterebbero come una buona notizia! Se ognuno di noi, ogni giorno, si impegnasse a far capitare qualcosa di lieto, utile, allegro, piacevole, le persone attorno a noi avrebbero sempre una buona notizia! Essere una buona notizia significa essere portatori di positività, ma non basta: bisogna che qualcuno racconti di noi, e vada in giro a dire ciò che noi abbiamo detto! Come possiamo fare? Non c’è un meccanismo automatico, ma posso dirti che la regola del buon esempio funziona sempre: da oggi in poi sii tu la buona notizia! Racconta buone notizie partendo dalle cose che fanno i tuoi colleghi o i tuoi familiari in casa.

Sebastiano Todero – Good News Agency 28 luglio 2020

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