Parole della domenica, le future piscine dentro gli stabilimenti Leopoldine e Salute dovranno essere aperte a tutti
La Commissione regionale per il patrimonio culturale (Corepacu) ha fatto chiarezza su un aspetto importante per il prossimo bando di vendita dei beni delle Terme. Infatti, ha puntualizzato che le strutture ricettive realizzabili alle Leopoldine, con l’annesso Istituto Grocco, e alla Salute dovranno consentire l’entrata di soggetti esterni nelle piscine termali e ludiche che saranno costruite all’interno dei due complessi.
In città si temeva che i nuovi impianti sarebbero stati destinati solo a chi avrebbe soggiornato nei nuovi alberghi dentro gli stabilimenti. La Corepacu ha messo nero su bianco che, pagando il biglietto di accesso, chiunque potrà usufruire della piscina.
Infine, è stato ulteriormente puntualizzato che gli interventi di recupero di tutti gli edifici che andranno in vendita nei prossimi bandi dovranno passare tassativamente dalla Soprintendenza delle Belle Arti di Lucca, Massa e Pistoia e dovranno prevedere delle specifiche garanzie per i vincoli storici e architettonici. Una difesa in più assolutamente necessaria per il mantenimento dell’identità storica e termale.
Come ogni settimana, ho cercato nel web e sui giornali altre storie per chi voglia leggere ma soprattutto per chi voglia riflettere.
Buona domenica a tutti quelli che ci seguono.
(Mauro Lubrani)
Appello per salvare migliaia di opere danneggiate dall’alluvione del ’66

Tra rastrelliere e binari, a volte coperte da carta velina a tamponare i danni dell’acqua, al buio dei nostri depositi, ci sono ancora migliaia di opere a Firenze, piccole e grandi, preziose comunque anche nei casi di manufatti meno noti che, dal 4 novembre del 1966, quando l’alluvione le ha colpite, aspettano di essere restaurate.
Per questo sessantesimo anniversario un sentimento comune ha unito Corriere Fiorentino e i Friends of Florence di Simonetta Brandolini d’Adda. Insieme desideriamo fare uscire dai depositi alcune di quelle opere, quelle per cui abbiamo ritenuto più impellente, per la comunità fiorentina, che tornassero al loro posto, proprio lì dove l’esondazione dell’Arno le ha colpite.
Sono otto: i professionisti che le hanno studiate e che hanno competenze altissime per risanarle ci sono già, ora servono le risorse. Per questo abbiamo bisogno dello sforzo di tutti. Con una premessa: due di queste opere saranno finanziate da noi, Corriere Fiorentino e Friends of Florence.
Per le altre lanciamo una chiamata alle arti. Vi chiediamo aiuto, con una piccola o grande donazione.
Per partecipare al restauro di una delle opere clicca qui
Corriere Fiorentino – 7 novembre 2026
Le vetrate di Chini perdute a Tianjin

Uno dei più begli esempi del liberty italiano del grande artista toscano Galileo Chini, bozzettista della Turandot di Puccini, fu distrutto negli anni 70 per far spazio al nuovo che avanza a Tianjin, nel nord della Cina. Sullo sfondo l’incredibile e poco conosciuta storia dell’unica colonia italiana in Asia.
Sulla facciata del palazzo della Municipalità del Quartiere italiano i raggi del sole riflettono i colori delle vetrate che luccicano all’imbrunire. Sono vetri colorati e dipinti realizzati dalla Manifattura Chini, quella delle fornaci di Borgo San Lorenzo, in Toscana, creati dal più grande maestro del liberty italiano, Galileo Chini, che fu anche bozzettista della Turandot di Puccini. Vetrate che purtroppo sono andate perdute negli anni ’70, quando la Cina e anche Tianjin hanno deciso di cambiare faccia, rivolgendola al futuro e distruggendo – in parte – il proprio recente passato. Anche se, per fortuna, in questo caso, a parte le vetrate, l’ormai ex Concessione italiana ha resistito intatta alla furia delle contrastate e drammatiche stagioni che il XX secolo ha avuto in Oriente.
John Pedeferri – SkyTG24, 7 novembre 2026