“Acqua in bocca” presenta il ciclo “A tu per tu con la violenza”: sabato 7 novembre si parla del femminicidio di Eleonora ancora senza giustizia
La mattina dell’8 febbraio 2025, Lorenzo Innocenti, architetto, 37 anni, si alza nella sua casa di Rufina, in provincia di Firenze. Il figlio di un anno e mezzo è sul divano che sta guardando i cartoni animati, la compagna, Eleonora Guidi, 34 anni, è in cucina a preparare il caffè. Innocenti si avvicina a Eleonora e inizia a pugnalarla: 24 coltellate alla schiena, al collo. Le ultime mentre sta raggiungendo la porta di casa per chiedere aiuto. La maggior parte davanti al loro bambino.
A quasi due anni dal femminicidio, il processo a Lorenzo Innocenti non è ancora iniziato. La legge – e soprattutto la perizia del giudice – dice che attualmente non è processabile, per una sopravvenuta condizione dell’imputato di partecipare coscientemente al processo, condizione che si è verificata dopo il femminicidio di Eleonora. Innocenti, infatti, si è buttato dal secondo piano della palazzina dove la coppia abitava e ha riportato danni cerebrali che non gliconsentono, al momento di affrontare il processo in modo consapevole. Ma gli consentono di leggere libri in inglese e francese, giocare a scacchi, svolgere molte altre attività intellettive, per le quali – secondo il suo legale – sono interessate altre aree del cervello che non avrebbero subito danni e che sono diverse da quelle che oggi gli impediscono di ricordare quanto avvenuto il giorno del delitto e di poter affrontare un processo.
Di questo caso, di grande attualità, si occupa il secondo appuntamento di “A tu per tu con la violenza”, terzo ciclo di incontri inserito all’interno della rassegna “Acqua in bocca ma non troppo” nato per dare voce alle persone e ai familiari delle persone che hanno sperimentato maltrattamenti fisici, psicologici, economici, emotivi non solo da parte di ex e conoscenti. Interverranno le legali dei familiari della vittima, Solange Marchignoli (Milano) ed Esther Lettieri (Napoli).
Perché il caso di Innocenti e del femminicidio di Eleonora Guidi sono di particolare importanza? Intanto per la dinamica: i fatti si svolgono con una modalità tipica della violenza di genere – l’assassinio fra le mura di casa, l’uso del coltello, l’uccisione davanti al figlio, vittima di violenza assistita, il tentativo di suicidio del presunto assassino. Solo che in questa dinamica “ordinaria” della violenza contro le donne, emerge un elemento nuovo: il presunto femminicida sopravvive al delitto e riporta un trauma cranico che lo rende non processabile per sopravvenuta impossibilità di sostenere scientemente il processo. Secondo i periti nominati dal tribunale, Innocenti oggi non sarebbe in grado di comprendere del tutto i suoi diritti di imputato, di esercitare una piena difesa. E neppure potrebbe esercitarlaperché affetto da un’amnesia “selettiva”: non si ricorda che cosa è accaduto nelle ore in cui ha ucciso la compagna. Per questo il giudice gli ha ordinato di continuare la “riabilitazione” in una struttura di sua scelta, dopo le dimissioni dall’ospedale fiorentino di Ponte a Niccheri. E oggi Innocenti risulta in cura al centro don Gnocchi di La Spezia.
I familiari di Eleonora – in particolare la sorella Elisabetta – però spingono perché il processo si celebri. Non sono i soli. Nella comunità di Rufina è nato un comitato spontaneo che organizza manifestazioni, eventi per non far cadere nell’oblio questo caso giudiziario. E anche per proteggere la famiglia di Eleonora alla quale è stato affidato il bambino. Innocenti, infatti, è stato dichiarato un soggetto socialmente pericoloso nella prima perizia del tribunale e, nella seconda, il giudice ha confermato una “pericolosità solo attenuata”.
La situazione attuale, quindi, è la seguente: l’uomo accusato di aver ucciso la compagna è in cura a La Spezia; è ritenuto ancora socialmente pericoloso (in modo attenuato) e quindi sottoposto alla misura della libertà vigilata, affidato alla custodia del padre. Ma non ci sono altre misure cautelari o di sicurezza a protezione dei familiari di Eleonora. Neppure dei cittadini di Rufina che si sono rivolti al sindaco Daniele Venturi per chiedere aiuto. Venturi proprio nei giorni scorsi ha inviato una lettera alla procura di Firenze per segnalare la necessità di protezione avvertita dai residenti del suo comune.
In realtà, già si sono attivate le legali Marchignoli e Lettieri in questa direzione. E hanno richiesto al giudice una nuova perizia sulle capacità mentali – che prenderà avvio conl’incidente probatorio fissato per il 16 novembre 2026 – con conseguente valutazione della capacità di Innocenti di partecipare in modo consapevole a un eventuale processo. Inoltre le legali chiedono al giudice di valutare “la sussistenza di esigenze cautelari, così come i presupposti per il mantenimento o la modifica di una misura di sicurezza personale, costituiscono questioni distinte, soggette a differenti presupposti e accertamenti”. Non solo. Visto che lo svolgimento della nuova perizia potrebbe durare anche due mesi, le legali della famiglia di Eleonora Guidi chiedono al giudice la possibilità di “adottare, con carattere di urgenza e nelle more degli ulteriori accertamenti, ogni provvedimento di competenza ritenuto necessario e proporzionato a garantire l’effettività della tutela delle persone offese, con particolare riguardo alla protezione del minore”.
Una vicenda, come si vede, ricca di molti risvolti che verrà affrontata nell’incontro di sabato 7 novembre alle Terme del Tettuccio, condotto dalla giornalista Simona Peselli, direttore editoriale della rassegna “Acqua in bocca ma non troppo” e dalla collega Ilaria Bonuccelli, ideatrice del ciclo di dibattiti sulla violenza di genere.
La rassegna è patrocinata da Regione Toscana e Comune di Montecatini Terme ed è sostenuta dalla Fondazione Caripit.
L’ingresso all’incontro è gratuito.