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Parole della domenica, la riscoperta di Bernardini e Baragiola che trasformarono Montecatini nella più bella città termale d’Europa

Parole della domenica, la riscoperta di Bernardini e Baragiola che trasformarono Montecatini nella più bella città termale d’Europa

Nelle ultime settimane, c’è stata una vera e propria riscoperta dei personaggi che hanno contribuito al “miracolo economico della città termale”. Su iniziativa dell’Associazione culturale Ama presieduta da Sandra Magnani, nella sede dell’ex-Palazzo del turismo di viale Verdi, l’architetto Claudia Massi ha tenuto un’interessante conferenza sul tema “La visione di Bernardini e Baragiola”. In precedenza, c’era stata la presentazione del libro di Alfredo Camilletti su Giulio Bernardini, ripubblicato grazie ad Inner Wheel e Data Medica su interessamento della famiglia Petrocchi.
La storica dell’architettura, fresca di nomina ad assessore alla cultura al comune di Pescia, ha fatto un excursus storico , corredato da bellissime foto dell’epoca del primo Novecento, sull’opera del grande architetto Giulio Bernardini incentrata sulla progettazione urbanistica della città termale seguendo il modello delle famose Ville d’eaux dell’Europa. L’architetto Massi si è poi soffermata sulla figura di Pietro Baragiola, questo lungimirante industriale lombardo che acquistò la concessione delle Terme di Montecatini valorizzando gli stabilimenti a un livello prestigioso.
L’architetto Massi si è detta amareggiata per lo stato in cui versano molti edifici termali e ha auspicato una visione , un progetto generale che preservi l’identità della città, insomma una visione d’insieme dell’architettura termale che potrebbe consentire di ottenere finanziamenti anche dall’Unesco. Proprio sulla continuatà architettonica ha poi concluso il suo intervento ricordando la grande opera data da Angiolo Mazzoni, Pietro Porcinai , Raffaello Brizzi, Paolo Vietti Violi e dall’ingegner Ugo Giovannozzi.

Come ogni settimana, ho cercato nel web e sui giornali altre storie per chi voglia leggere ma soprattutto per chi voglia riflettere.
Buona lettura a tutti quelli che ci seguono

(a cura di Mauro Lubrani)

Festa della Toscana, in ricordo del Granduca visionario

E in tema di personaggi visionari. Il 30 novembre del 1786 la Toscana adottò un nuovo codice penale in cui, per la prima volta al mondo, si decretava l’abolizione della pena di morte. La Festa della Toscana, che si celebra oggi con vari appuntamenti in tutta la regione, vuole ricordare quell’evento straordinario e affermare l’impegno per la promozione dei diritti umani, della pace e della giustizia, come elemento costitutivo dell’identità della Toscana.
Ogni anno la Toscana ricorda i valori che hanno reso la nostra regione un simbolo di civiltà e di diritti. L’edizione 2025 si ispira al tema “Toscana, un ponte per la pace”.
E celebra la sua storia in una ricorrenza che racconta al mondo il suo spirito più autentico, dove le idee riformatrici sono germogliate prima che altrove, diventando prima leggi e poi valori che ispirano ancora il presente. Protagonista di questo capitolo della storia toscana è Pietro Leopoldo d’Asburgo Lorena, che nel 1765 assunse il governo del Granducato con una visione sorprendentemente moderna. Figlio dell’imperatrice Maria Teresa d’Asburgo e di Francesco Stefano di Lorena, governò per venticinque anni riorganizzando l’amministrazione, favorendo il commercio, promuovendo l’agricoltura e rendendo più efficiente il sistema giudiziario, aprendo la strada a una lunga stagione di sviluppo e innovazione. Il momento più significativo del suo governo arrivò nel 1786, con l’abolizione della pena di morte e della tortura. Una scelta rivoluzionaria che rese la Toscana il primo Stato al mondo ad adottare una posizione tanto avanzata in tema di diritti umani.
Maurizio Costanzo – La Nazione, 30 novembre 2025

Il Black Friday è il nuovo culto globale

Il Black Friday si è trasformato della Black Week, se non nel Black Month. Un giorno, una settimana, un mese intere di consumi spinti dall’abbassamento dei prezzi. E ritorna in mente la “profezia” di Pasolini che già oltre mezzo secolo fa argomentava che il capitalismo sarebbe diventato presto una vera e propria religione, che avrebbe sostituito il cristianesimo. Il primo spirito del capitalismo dell’Ottocento, associato al lavoro, alla fabbrica e agli imprenditori, si sarebbe trasformato nello spirito del consumo totale, un nuovo culto globale che stava generando una nuova cultura globale. Uno dei pilastri è il concetto di meritocrazia che alla povertà come vergogna ha aggiunto la povertà come colpa. Simmetricamente, la ricchezza è tale solo se ostentata e ammirata dagli altri. Ecco il ragionamento che Luigino Bruni ha sviluppato in un bel commento per Avvenire: “Si comprende così che il capitalismo centrato sui consumi esercita nelle culture della vergogna una seduzione invincibile: anche se siamo poveri di reddito e di lavoro, nel consumo possiamo sembrare ricchi ˗ le stesse auto, gli stessi divani, le stesse vacanze. Un consumo alimentato e drogato dai prestiti facili e dall’illusione del gioco d’azzardo (…). È in questo contesto religioso che va compreso e valutato anche il fenomeno Black Friday, una delle nuove feste comandate della religione capitalistica. Ogni anno la festa diventa più imponente, le adesioni agli sconti più ampie, le code per gli acquisti più lunghe. Fino a quando il cristianesimo era la religione prevalente in Occidente, erano le feste religiose a dettare i tempi per gli sconti (Natale). Ora la nuova religione consumista crea le proprie feste, e quindi decide quando i venditori devono fare gli sconti e i consumatori acquistare – ogni nuova religione deve creare nuove feste”.
Avvenire, 29 novembre 2025

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Naturalmente sul sito si trovano archiviate tutte le “Parole della domenica” a partire dalla numero uno ad oggi

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