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Monsignor Augusto Mascagna, nuovo vescovo delle diocesi pistoiesi, il 28 giugno farà il suo ingresso a Pescia

Monsignor Augusto Mascagna, nuovo vescovo delle diocesi pistoiesi,  il 28 giugno farà il suo ingresso a Pescia

Dopo l’annuncio della nomina da parte della Santa Sede lo scorso 20 aprile, le Chiese di Pistoia e di Pescia entrano nel vivo dei preparativi per accogliere il loro nuovo Pastore.
Il primo solenne appuntamento sarà a 𝗣𝗶𝘀𝘁𝗼𝗶𝗮 𝗮𝗹𝗹𝗲 𝗼𝗿𝗲 𝟭𝟲.𝟬𝟬 𝗱𝗶 𝗱𝗼𝗺𝗲𝗻𝗶𝗰𝗮 𝟮𝟭 𝗚𝗶𝘂𝗴𝗻𝗼 𝟮𝟬𝟮𝟲, memoria liturgica del vescovo Sant’Atto.
Sarà la 𝗖𝗵𝗶𝗲𝘀𝗮 𝗱𝗶 𝗦𝗮𝗻 𝗙𝗿𝗮𝗻𝗰𝗲𝘀𝗰𝗼, proprio nell’Anno che ricorda gli otto secoli dal transito del Santo di Assisi, ad ospitare la suggestiva e antica Liturgia di Ordinazione Episcopale. La celebrazione, cui seguirà la presa di possesso della Diocesi in Cattedrale, vedrà la partecipazione di numerosi rappresentanti dell’episcopato italiano, del clero locale e delle autorità civili e militari del territorio, ma anche di molti fedeli provenienti dalla diocesi di Civita Castellana da cui proviene Mons. Mascagna.
𝗗𝗼𝗺𝗲𝗻𝗶𝗰𝗮 𝟮𝟴 𝗚𝗶𝘂𝗴𝗻𝗼 𝟮𝟬𝟮𝟲, 𝗮𝗹𝗹𝗲 𝗼𝗿𝗲 𝟭𝟳:𝟬𝟬, il Vescovo Mascagna sarà nella 𝗖𝗮𝘁𝘁𝗲𝗱𝗿𝗮𝗹𝗲 𝗱𝗶 𝗦𝗮𝗻𝘁𝗮 𝗠𝗮𝗿𝗶𝗮 𝗔𝘀𝘀𝘂𝗻𝘁𝗮 𝗮 𝗣𝗲𝘀𝗰𝗶𝗮 per l’ingresso nella Diocesi pesciatina e la celebrazione di inizio mandato episcopale.
Entrambi gli eventi rivestono un’importanza storica per la vita delle due Diocesi e vedranno anche una numerosa presenza di fedeli. Al fine di permettere una partecipazione ordinata e sicura, saranno resi noti nei prossimi giorni i dettagli relativi al programma delle due giornate.

La nomina il 20 aprile

Il Santo Padre ha nominato Vescovo delle Diocesi di Pistoia e di Pescia mons. Augusto Mascagna, presbitero della diocesi di Civita Castellana (regione ecclesiastica del Lazio). Nato nel 1964 a Caprarola (VT), mons. Mascagna è stato ordinato sacerdote nel 1989. Attualmente ricopre nella sua diocesi l’incarico di Vicario episcopale per la pastorale ed è parroco della concattedrale di Orte Santa Maria Assunta.
L’annuncio è stato dato da S.E. Mons. Fausto Tardelli che, nella giornata di oggi, lunedì 20 aprile, ha convocato le comunità diocesane di Pistoia e Pescia presso il Palazzo Vescovile di Pistoia.
La data dell’ordinazione episcopale e dell’ingresso nelle rispettive diocesi di mons. Mascagna è ancora in fase di definizione e sarà comunicata prossimamente non appena stabilita.
Nel frattempo, mons. Fausto Tardelli è stato nominato Amministratore Apostolico delle Chiese di Pescia e Pistoia e continuerà quindi normalmente il suo servizio fino all’ingresso del nuovo vescovo. A partire dal 20 aprile decadono dall’incarico i vicari generali, i vicari episcopali, i consigli presbiterali e pastorali. Restano invece in carica il Cancelliere vescovile, il Collegio dei Consultori, l’Economo e il Consiglio diocesano per gli affari economici, al fine di garantire un ordinato e lineare passaggio di consegne tra i due vescovi. I due vicari generali, mons. Cristiano D’Angelo e mons. Alberto Tampellini, pur decadendo dal loro ufficio, per le facoltà attribuite all’Amministratore Apostolico, sono stati nominati delegati ad omnia.
Fino al giorno dell’ingresso del nuovo vescovo, mons. Tardelli continuerà a essere ricordato nella Preghiera eucaristica durante la celebrazione della Messa, mentre nelle preghiere dei fedeli si aggiungerà una intenzione dedicata al successore perché sia «rivestito di sapienza e carità degli apostoli».

NOTE BIOGRAFICHE DEL VESCOVO ELETTO

Monsignor Augusto Mascagna è nato a Caprarola (VT) IL 12 marzo 1964. Dopo una formazione iniziale presso il Seminario minore, nel 1983 è entrato a far parte del Pontificio Seminario Romano. È stato ordinato sacerdote nel 1989. Ha conseguito la Licenza in Teologia presso la Pontificia Università Lateranense. Rientrato in Diocesi è stato nominato viceparroco della Cattedrale di Santa Maria Maggiore e parroco di San Benedetto a Civita Castellana, per 11 anni è stato parroco della Parrocchia Regina Pacis di Anguillara, ha poi svolto il suo servizio pastorale come parroco nella Parrocchia dei Santi Vincenzo e Anastasio di Rignano Flaminio. Dal 2023 ha assunto l’incarico di parroco della concattedrale di Orte Santa Maria Assunta.
In diocesi Mons. Mascagna ha svolto anche altri servizi pastorali, lavorando, fino ad oggi, nella Pastorale Giovanile, Vocazionale e Familiare diocesana. Tra gli incarichi diocesani ha svolto il servizio di segretario del Consiglio Presbiterale, referente diocesano del Cammino Sinodale delle Chiese in Italia, delegato episcopale per la causa di beatificazione del servo di Dio don Pier Luigi Quatrini. 
Mons. Mascagna ha anche lavorato come Direttore spirituale dei seminaristi ospiti del Centro Vocazionale; è stato Professore di Teologia Fondamentale presso I’Istituto Faleritano di Scienze Religiose (1992-2007) e Professore di Teologia Dogmatica presso l’Istituto Superiore di Scienze Religiose “A. Trocchi” di Civita Castellana (2007-2015).

IL SALUTO DI MONS. AUGUSTO MASCAGNA

«Carissime comunità cristiane della diocesi di Pistoia e della diocesi di Pescia, Surrexit Christus, spes mea: è risorto Cristo, speranza mia. È l’augurio più bello che desidero rivolgervi nel salutarvi per la prima volta come vostro Vescovo. 
Potete immaginare come ho vissuto questi ultimi giorni: «con tremore e gioia grande», come le donne che corsero al sepolcro, lo trovarono vuoto e sperimentarono insieme la paura di una tragedia e la gioia per qualcosa di inatteso che apriva strade nuove. Sono stati giorni in cui ho sentito davvero «il vento dello Spirito abbattersi impetuoso», la vita prendere fuoco e il terremoto di un cambiamento profondo, di una novità mai entrata nei miei progetti. 
Ho avvertito la mia indegnità, le mie incapacità, le mie debolezze. E anche la tentazione di dire: «Signore, allontanati da me, che sono un peccatore» …ma un peccatore perdonato! Poi ho guardato alla mia vita e mi sono reso conto di aver sempre detto di sì alle proposte che il Signore mi ha fatto attraverso i miei superiori e le persone che ho cercato di servire. 
«Signore, sulla tua parola getterò le mie reti», perché da quando ho conosciuto Te la mia vita è cresciuta nella profondità delle relazioni, nell’intensità delle emozioni e in quella “vita in abbondanza” che solo Tu sai donare. 
Eccomi dunque a voi, carissime diocesi di Pistoia e di Pescia, comunità ricche di storia, di arte e di persone che amano il Signore; comunità che testimoniano la carità di Dio in mezzo ai più poveri e ai più deboli; comunità ricche di cultura e aperte ad accogliere l’uomo di oggi. Egli mi manda in mezzo a voi e io desidero camminare con voi: per le strade delle città e dei piccoli centri, nelle pianure assolate, tra i vivai e i fiori, dove nascono creature della natura capaci di rendere più bella la vita. 
Voglio camminare con voi sulle colline e sui centri delle zone di montagna che abbracciano le nostre diocesi, per lodare il Signore con san Francesco: «Laudato si’, mi’ Signore, per sora nostra madre Terra, che produce diversi frutti, con coloriti fiori et l’erba». 
Dai 60 metri di Pistoia e di Pescia fino ai 2300 metri delle cime dell’Abetone, sull’Appennino, dalla valle dei fiori e dei vivai all’Arno che lambisce la nostra diocesi, tutto parla di bellezza e della bontà del Creatore. 
Desidero camminare con le donne e gli uomini di buona volontà, con i giovani, i ragazzi e le famiglie, con un ricordo speciale per gli ammalati, i poveri, gli immigrati e i fragili delle nostre diocesi. Desidero camminare con i miei fratelli preti… già mi sento uno di voi, con i religiosi e le religiose presenti in diocesi e, con un affetto speciale, con i seminaristi, nostro futuro. 
Camminiamo insieme, carissime diocesi di Pistoia e di Pescia, con il Signore. Con il mio ministero e con la vostra vicinanza di fratelli e sorelle, cercheremo di riconoscerlo per seguirlo. 
Due diocesi, come i due di Emmaus, incontrati proprio nella domenica appena trascorsa: anche loro erano in due e il Signore fece ardere il loro cuore. Due diocesi come i due apostoli, Giovanni e Pietro, che corrono al sepolcro il mattino di Pasqua e «videro e credettero». Gli stessi due che, sul lago di Tiberiade, dopo la pesca miracolosa — gettate le reti dalla parte destra — lo riconoscono: «È il Signore!», e Pietro si getta in acqua per raggiungerlo subito. 
E ancora, gli stessi due alla fine del Vangelo di Giovanni: uno chiamato a «confermare la fede dei fratelli e pascere il gregge» fino al martirio; l’altro a continuare a seguire, testimoniare e scrivere ciò che riguarda Cristo. 
Questo è il ministero del vescovo: confermare la fede di un popolo e testimoniarla con la vita. Ma mai da solo, perché «ci si salva insieme, si giunge insieme a Dio; non si arriva a Dio l’uno senza l’altro» (C. Péguy). Questo è il desiderio del cuore di Dio, il vostro e anche il mio, indegno suo servo, chiamato al ministero episcopale. 
Christus spes mea: Cristo è la mia e la nostra speranza. Dal cielo il Signore ci benedica attraverso Maria, venerata a Pistoia come Madonna di Valdibrana e Madonna dell’Umiltà, e a Pescia come Madonna della Fontenuova, insieme ai santi protettori: san Giacomo il Maggiore, sant’Allucio e i santi vescovi Atto e Franchi. Nell’attesa di incontrarci, vi benedico. 
Civita Castellana, 20 aprile 2026
+ don Augusto, Vescovo 

LE PAROLE DEL VESCOVO MONS. FAUSTO TARDELLI

In una nota a margine della comunicazione il vescovo Tardelli ha illustrato il cammino di unità e anche il cambiamento di mentalità che sarà chiesto alle due chiese sorelle di Pistoia e Pescia «da oggi – afferma il vescovo- inizia una seconda fase della unione “in persona episcopi”. Molto è da fare e anche da inventare. Questa seconda fase, dovrà necessariamente coinvolgere pienamente anche la diocesi di Pistoia perché il nuovo vescovo, il vescovo Augusto, verrà come vescovo ugualmente di Pistoia e di Pescia. Nella lettera che ha voluto inviare alle due diocesi, questo è già molto chiaro: si tratta di fare un cammino a due. Non sarà più dunque il vescovo di Pistoia che si occupa anche di Pescia. No, lui sarà ugualmente vescovo di Pistoia e Pescia. E questo è un cambiamento anche psicologico e di mentalità da acquisire che ha poi dei risvolti pratici importanti. Richiederà una progettazione pastorale comune con impegni e – magari anche qualche sacrificio – da una parte e dall’altra. Sarà soprattutto uno scambio di doni, di carismi e anche di preoccupazioni. Sarà un sostenersi a vicenda sulla strada del Signore».
Un invito alla comunione ecclesiale e alla collaborazione che diventa segna in un contesto lacerato da contese e discordie: «E’ la testimonianza – conclude mons. Tardelli, rivolgendosi in particolare ai presbiteri e ai diaconi –  che il Signore ci sta chiedendo di dare, proprio nel preciso contesto storico in cui siamo. Il Santo Padre lo ha capito e sta marciando avanti a noi esattamente in questa direzione».

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