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Monsignor Augusto Mascagna, nuovo vescovo delle diocesi pistoiesi, domenica 28 giugno farà il suo ingresso a Pescia: ecco il programma

Monsignor Augusto Mascagna, nuovo vescovo delle diocesi pistoiesi,  domenica 28 giugno farà il suo ingresso a Pescia: ecco il programma

Dopo l’annuncio della nomina da parte della Santa Sede lo scorso 20 aprile, le Chiese di Pistoia e di Pescia entrano nel vivo dei preparativi per accogliere il loro nuovo Pastore.
Il primo solenne appuntamento è stato a 𝗣𝗶𝘀𝘁𝗼𝗶𝗮 𝗱𝗼𝗺𝗲𝗻𝗶𝗰𝗮 𝟮𝟭 𝗚𝗶𝘂𝗴𝗻𝗼 𝟮𝟬𝟮𝟲, memoria liturgica del vescovo Sant’Atto.
E’ stata la 𝗖𝗵𝗶𝗲𝘀𝗮 𝗱𝗶 𝗦𝗮𝗻 𝗙𝗿𝗮𝗻𝗰𝗲𝘀𝗰𝗼, proprio nell’Anno che ricorda gli otto secoli dal transito del Santo di Assisi, ad ospitare la suggestiva e antica Liturgia di Ordinazione Episcopale. La celebrazione, cui seguirà la presa di possesso della Diocesi in Cattedrale, vedrà la partecipazione di numerosi rappresentanti dell’episcopato italiano, del clero locale e delle autorità civili e militari del territorio, ma anche di molti fedeli provenienti dalla diocesi di Civita Castellana da cui proviene Mons. Mascagna.

Domenica 28 giugno sarà invece la giornata in cui Monsignor Mascagna prenderà possesso della Diocesi di Pescia, diventandone il diciottesimo Vescovo dal 1727, dopo il periodo della Prelatura Nullius iniziato nel 1519. L’arrivo di un nuovo Pastore rappresenta sempre una tappa significativa nel cammino della comunità cristiana della Valdinievole: una ripartenza nella continuità. Sarà così anche questa volta. Dopo oltre due anni e mezzo di episcopato di Monsignor Fausto Tardelli, la continuità è garantita sia dalla successione apostolica sia dal percorso di unità che le Diocesi di Pescia e Pistoia continuano a vivere nella guida di un unico Pastore.
Come già per i suoi predecessori, l’ingresso di Monsignor Mascagna nella Diocesi di Pescia sarà scandito da alcune tappe significative sul territorio.
Prima tappa: il Santuario della Madonna della Fontenova
La prima sosta sarà a Monsummano Terme, presso il Santuario di Maria Santissima della Fontenova, Patrona della Diocesi di Pescia. Alle ore 10.00 il Vescovo sarà accolto dal Vicario Generale Monsignor Alberto Tampellini, dal parroco canonico Stefano Salucci, dal Sindaco di Monsummano Terme e da una rappresentanza dei bambini del catechismo.
Monsignor Mascagna entrerà quindi nel Santuario per rendere omaggio alla Vergine Maria. La tradizione ricorda che il 9 giugno 1573 la Madonna apparve alla pastorella Jacopina indicandole il luogo in cui ritrovare il gregge smarrito. Successivamente, il 7 luglio 1602, durante un lungo periodo di siccità, sulla piazza davanti l’immagine della Vergine sgorgò prodigiosamente una fonte d’acqua, evento da cui deriva il titolo di «Madonna della Fontenova».
Seconda tappa: l’Ospedale SS. Cosma e Damiano di Pescia
L’arrivo del Vescovo Augusto all’ospedale cittadino è previsto per le ore 11.00. Si tratta di una tappa dal forte valore simbolico: il nuovo Pastore incontra quella parte del suo gregge che, a causa della malattia, non potrà essere presente in Cattedrale. È anche un segno della collaborazione tra la Chiesa locale e il sistema sanitario nella cura e nell’accompagnamento delle persone più fragili. Monsignor Mascagna sarà accolto nell’atrio dai parroci dell’Unità Pastorale di Pescia e dai frati cappellani. Dopo un breve saluto ai vertici aziendali e sanitari, visiterà alcuni reparti per portare una parola di conforto e la sua benedizione ai degenti.
Terza tappa: RSA Villa Matilde – Istituto Don Bosco
Intorno alle ore 12.00 il Vescovo si recherà presso l’Istituto Don Bosco, sede della RSA Villa Matilde, dove incontrerà gli anziani ospiti della struttura. Nel corso della visita saluterà anche gli operatori del Consultorio Diocesano, impegnati in diversi ambiti di servizio alla persona e alla famiglia, dalla tutela dei minori al sostegno delle situazioni di fragilità familiare.
Quarta tappa: l’incontro con i giovani
Uno dei momenti più significativi della giornata sarà l’incontro con i giovani della Diocesi presso l’Ex Mercato dei Fiori di Pescia. Alle ore 15.15 Monsignor Mascagna sarà accolto da una rappresentanza della Pastorale Giovanile Diocesana. Il saluto iniziale sarà affidato a un giovane del gruppo di Traversagna, che presenterà i vari gruppi giovanili presenti. Ogni gruppo porterà una scatola personalizzata, realizzata con creatività attraverso colori, fotografie, simboli e disegni rappresentativi della propria realtà. All’interno saranno raccolti messaggi, preghiere e pensieri rivolti al nuovo Vescovo, come segno di affetto, vicinanza e accoglienza.
Al termine dell’incontro, i giovani accompagneranno Monsignor Augusto verso Porta Fiorentina, luogo d’inizio del suo ingresso ufficiale nella città di Pescia. Il corteo raggiungerà Porta Fiorentina, mentre i giovani proseguiranno verso la Cattedrale.
La città accoglie il Vescovo
Intorno alle ore 16.15 presso Porta Fiorentina, il Vescovo riceverà il saluto delle istituzioni civili. Sarà accolto dai rappresentanti dei Rioni di Pescia e dai Canonici del Capitolo della Cattedrale, a testimonianza dell’abbraccio dell’intera comunità cittadina.
La solenne celebrazione eucaristica
La Celebrazione Eucaristica avrà inizio alle ore 17.00 e sarà l’unica celebrazione prevista in tutta la Diocesi. Conclusi i saluti istituzionali, il Vescovo si recherà processionalmente verso la Cattedrale accompagnato dai ministranti, dai diaconi, dal clero e dai Vescovi presenti, mentre verranno cantate le tradizionali Litanie Regiae, proprie degli ingressi episcopali. Giunto alla porta della Cattedrale, bacerà il Crocifisso e aspergerà con l’acqua benedetta i fedeli già riuniti all’interno. La celebrazione sarà introdotta da Sua Eccellenza Monsignor Saverio Cannistrà, Arcivescovo Metropolita di Pisa.
L’ostensione della Bolla Pontificia
Tra i primi segni solenni della celebrazione vi sarà l’ostensione della Bolla Pontificia di nomina, firmata da Papa Leone XIV. Il documento sarà letto pubblicamente dal Cancelliere Vescovile e, al termine della lettura, l’Arcivescovo Metropolita proclamerà ufficialmente, secondo la formula rituale, che Monsignor Augusto Mascagna è il nuovo Vescovo di Pescia.
La presa di possesso della Cattedra
Indossando mitria e pastorale, il nuovo Vescovo raggiungerà la cattedra episcopale e vi prenderà posto. Si tratta di uno dei momenti più significativi del rito di ingresso, poiché la cattedra rappresenta il ministero del Vescovo quale guida della Chiesa particolare: da essa egli annuncia il Vangelo, presiede la liturgia e manifesta la presenza di Cristo Pastore in mezzo al suo popolo.
L’omaggio della Chiesa diocesana
Successivamente una rappresentanza della Diocesi renderà omaggio al nuovo Vescovo. Saranno presenti rappresentanti delle diverse vocazioni e ministeri che compongono il popolo di Dio: presbiteri, diaconi, religiosi e religiose, laici e operatori pastorali. Da quel momento Monsignor Augusto Mascagna presiederà per la prima volta l’Eucaristia con la comunità diocesana di Pescia.
La Cattedrale aprirà ai fedeli alle ore 15.30 per consentire un afflusso ordinato e favorire la partecipazione alla celebrazione.

La nomina il 20 aprile

Il Santo Padre ha nominato Vescovo delle Diocesi di Pistoia e di Pescia mons. Augusto Mascagna, presbitero della diocesi di Civita Castellana (regione ecclesiastica del Lazio). Nato nel 1964 a Caprarola (VT), mons. Mascagna è stato ordinato sacerdote nel 1989. Attualmente ricopre nella sua diocesi l’incarico di Vicario episcopale per la pastorale ed è parroco della concattedrale di Orte Santa Maria Assunta.
L’annuncio è stato dato da S.E. Mons. Fausto Tardelli che, nella giornata di oggi, lunedì 20 aprile, ha convocato le comunità diocesane di Pistoia e Pescia presso il Palazzo Vescovile di Pistoia.
La data dell’ordinazione episcopale e dell’ingresso nelle rispettive diocesi di mons. Mascagna è ancora in fase di definizione e sarà comunicata prossimamente non appena stabilita.
Nel frattempo, mons. Fausto Tardelli è stato nominato Amministratore Apostolico delle Chiese di Pescia e Pistoia e continuerà quindi normalmente il suo servizio fino all’ingresso del nuovo vescovo. A partire dal 20 aprile decadono dall’incarico i vicari generali, i vicari episcopali, i consigli presbiterali e pastorali. Restano invece in carica il Cancelliere vescovile, il Collegio dei Consultori, l’Economo e il Consiglio diocesano per gli affari economici, al fine di garantire un ordinato e lineare passaggio di consegne tra i due vescovi. I due vicari generali, mons. Cristiano D’Angelo e mons. Alberto Tampellini, pur decadendo dal loro ufficio, per le facoltà attribuite all’Amministratore Apostolico, sono stati nominati delegati ad omnia.
Fino al giorno dell’ingresso del nuovo vescovo, mons. Tardelli continuerà a essere ricordato nella Preghiera eucaristica durante la celebrazione della Messa, mentre nelle preghiere dei fedeli si aggiungerà una intenzione dedicata al successore perché sia «rivestito di sapienza e carità degli apostoli».

NOTE BIOGRAFICHE DEL VESCOVO ELETTO

Monsignor Augusto Mascagna è nato a Caprarola (VT) IL 12 marzo 1964. Dopo una formazione iniziale presso il Seminario minore, nel 1983 è entrato a far parte del Pontificio Seminario Romano. È stato ordinato sacerdote nel 1989. Ha conseguito la Licenza in Teologia presso la Pontificia Università Lateranense. Rientrato in Diocesi è stato nominato viceparroco della Cattedrale di Santa Maria Maggiore e parroco di San Benedetto a Civita Castellana, per 11 anni è stato parroco della Parrocchia Regina Pacis di Anguillara, ha poi svolto il suo servizio pastorale come parroco nella Parrocchia dei Santi Vincenzo e Anastasio di Rignano Flaminio. Dal 2023 ha assunto l’incarico di parroco della concattedrale di Orte Santa Maria Assunta.
In diocesi Mons. Mascagna ha svolto anche altri servizi pastorali, lavorando, fino ad oggi, nella Pastorale Giovanile, Vocazionale e Familiare diocesana. Tra gli incarichi diocesani ha svolto il servizio di segretario del Consiglio Presbiterale, referente diocesano del Cammino Sinodale delle Chiese in Italia, delegato episcopale per la causa di beatificazione del servo di Dio don Pier Luigi Quatrini. 
Mons. Mascagna ha anche lavorato come Direttore spirituale dei seminaristi ospiti del Centro Vocazionale; è stato Professore di Teologia Fondamentale presso I’Istituto Faleritano di Scienze Religiose (1992-2007) e Professore di Teologia Dogmatica presso l’Istituto Superiore di Scienze Religiose “A. Trocchi” di Civita Castellana (2007-2015).

IL SALUTO DI MONS. AUGUSTO MASCAGNA

«Carissime comunità cristiane della diocesi di Pistoia e della diocesi di Pescia, Surrexit Christus, spes mea: è risorto Cristo, speranza mia. È l’augurio più bello che desidero rivolgervi nel salutarvi per la prima volta come vostro Vescovo. 
Potete immaginare come ho vissuto questi ultimi giorni: «con tremore e gioia grande», come le donne che corsero al sepolcro, lo trovarono vuoto e sperimentarono insieme la paura di una tragedia e la gioia per qualcosa di inatteso che apriva strade nuove. Sono stati giorni in cui ho sentito davvero «il vento dello Spirito abbattersi impetuoso», la vita prendere fuoco e il terremoto di un cambiamento profondo, di una novità mai entrata nei miei progetti. 
Ho avvertito la mia indegnità, le mie incapacità, le mie debolezze. E anche la tentazione di dire: «Signore, allontanati da me, che sono un peccatore» …ma un peccatore perdonato! Poi ho guardato alla mia vita e mi sono reso conto di aver sempre detto di sì alle proposte che il Signore mi ha fatto attraverso i miei superiori e le persone che ho cercato di servire. 
«Signore, sulla tua parola getterò le mie reti», perché da quando ho conosciuto Te la mia vita è cresciuta nella profondità delle relazioni, nell’intensità delle emozioni e in quella “vita in abbondanza” che solo Tu sai donare. 
Eccomi dunque a voi, carissime diocesi di Pistoia e di Pescia, comunità ricche di storia, di arte e di persone che amano il Signore; comunità che testimoniano la carità di Dio in mezzo ai più poveri e ai più deboli; comunità ricche di cultura e aperte ad accogliere l’uomo di oggi. Egli mi manda in mezzo a voi e io desidero camminare con voi: per le strade delle città e dei piccoli centri, nelle pianure assolate, tra i vivai e i fiori, dove nascono creature della natura capaci di rendere più bella la vita. 
Voglio camminare con voi sulle colline e sui centri delle zone di montagna che abbracciano le nostre diocesi, per lodare il Signore con san Francesco: «Laudato si’, mi’ Signore, per sora nostra madre Terra, che produce diversi frutti, con coloriti fiori et l’erba». 
Dai 60 metri di Pistoia e di Pescia fino ai 2300 metri delle cime dell’Abetone, sull’Appennino, dalla valle dei fiori e dei vivai all’Arno che lambisce la nostra diocesi, tutto parla di bellezza e della bontà del Creatore. 
Desidero camminare con le donne e gli uomini di buona volontà, con i giovani, i ragazzi e le famiglie, con un ricordo speciale per gli ammalati, i poveri, gli immigrati e i fragili delle nostre diocesi. Desidero camminare con i miei fratelli preti… già mi sento uno di voi, con i religiosi e le religiose presenti in diocesi e, con un affetto speciale, con i seminaristi, nostro futuro. 
Camminiamo insieme, carissime diocesi di Pistoia e di Pescia, con il Signore. Con il mio ministero e con la vostra vicinanza di fratelli e sorelle, cercheremo di riconoscerlo per seguirlo. 
Due diocesi, come i due di Emmaus, incontrati proprio nella domenica appena trascorsa: anche loro erano in due e il Signore fece ardere il loro cuore. Due diocesi come i due apostoli, Giovanni e Pietro, che corrono al sepolcro il mattino di Pasqua e «videro e credettero». Gli stessi due che, sul lago di Tiberiade, dopo la pesca miracolosa — gettate le reti dalla parte destra — lo riconoscono: «È il Signore!», e Pietro si getta in acqua per raggiungerlo subito. 
E ancora, gli stessi due alla fine del Vangelo di Giovanni: uno chiamato a «confermare la fede dei fratelli e pascere il gregge» fino al martirio; l’altro a continuare a seguire, testimoniare e scrivere ciò che riguarda Cristo. 
Questo è il ministero del vescovo: confermare la fede di un popolo e testimoniarla con la vita. Ma mai da solo, perché «ci si salva insieme, si giunge insieme a Dio; non si arriva a Dio l’uno senza l’altro» (C. Péguy). Questo è il desiderio del cuore di Dio, il vostro e anche il mio, indegno suo servo, chiamato al ministero episcopale. 
Christus spes mea: Cristo è la mia e la nostra speranza. Dal cielo il Signore ci benedica attraverso Maria, venerata a Pistoia come Madonna di Valdibrana e Madonna dell’Umiltà, e a Pescia come Madonna della Fontenuova, insieme ai santi protettori: san Giacomo il Maggiore, sant’Allucio e i santi vescovi Atto e Franchi. Nell’attesa di incontrarci, vi benedico. 
Civita Castellana, 20 aprile 2026
+ don Augusto, Vescovo 

LE PAROLE DEL VESCOVO MONS. FAUSTO TARDELLI

In una nota a margine della comunicazione il vescovo Tardelli ha illustrato il cammino di unità e anche il cambiamento di mentalità che sarà chiesto alle due chiese sorelle di Pistoia e Pescia «da oggi – afferma il vescovo- inizia una seconda fase della unione “in persona episcopi”. Molto è da fare e anche da inventare. Questa seconda fase, dovrà necessariamente coinvolgere pienamente anche la diocesi di Pistoia perché il nuovo vescovo, il vescovo Augusto, verrà come vescovo ugualmente di Pistoia e di Pescia. Nella lettera che ha voluto inviare alle due diocesi, questo è già molto chiaro: si tratta di fare un cammino a due. Non sarà più dunque il vescovo di Pistoia che si occupa anche di Pescia. No, lui sarà ugualmente vescovo di Pistoia e Pescia. E questo è un cambiamento anche psicologico e di mentalità da acquisire che ha poi dei risvolti pratici importanti. Richiederà una progettazione pastorale comune con impegni e – magari anche qualche sacrificio – da una parte e dall’altra. Sarà soprattutto uno scambio di doni, di carismi e anche di preoccupazioni. Sarà un sostenersi a vicenda sulla strada del Signore».
Un invito alla comunione ecclesiale e alla collaborazione che diventa segna in un contesto lacerato da contese e discordie: «E’ la testimonianza – conclude mons. Tardelli, rivolgendosi in particolare ai presbiteri e ai diaconi –  che il Signore ci sta chiedendo di dare, proprio nel preciso contesto storico in cui siamo. Il Santo Padre lo ha capito e sta marciando avanti a noi esattamente in questa direzione».

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