Parole della domenica, sarà il 2026 l’anno del rilancio della Montecatini turistico-termale? I molti problemi in sospeso
Il 2025 da poco concluso ci lascia nelle mani di un nuovo anno a cui si chiedono risposte – e lo ha fatto il giornale Montecatini Città Futura in edicola – se la nostra bella città decaduta saprà risollevarsi dalla lunga crisi. È un interrogativo che in tanti si pongono. Intanto è tempo di bilanci, sono passati 18 mesi dall’insediamento della nuova giunta di centrosinistra, ma permangono ancora importanti problemi da risolvere .
Il tutto ruota al rilancio turistico-termale e quindi al futuro delle Terme. Presto dovrebbe finalmente essere operativa la famosa Dmo a cui è affidata il compito di una ritrovata immagine della città integrandosi nel più ampio contesto del sistema turistico regionale.
Ci si aspetta che la vendita dei beni termali vada finalmente in porto e si possa avviare una fase di rilancio del sistema Terme. Si parla anche dell’acquisto del palazzo dei Congressi da parte del Comune e questa potrebbe essere una scelta importante per il turismo congressuale.
Si spera anche che tutti gli impianti sportivi (palazzetto, piscina, stadio) rispettino i tempi fissati nel cronoprogramma dei lavori in modo da puntare anche su questo importante settore e riappropriarci anche del titolo “Città dello sport”.
Vediamo purtroppo che i lavori alla Palazzina Regia procedono a rilento e sarebbe importante conoscerne i motivi. Restano poi da sciogliere importanti problemi infrastrutturali come il raddoppio della linea ferroviaria nel tratto cittadino su cui non si dice nulla, l’atteso restauro della fontana e il rifacimento del piazzale della stazione ferroviaria.
Certamente dovrà trovare soluzione anche il problema sicurezza, fattore importante per avviare un efficace rilancio turistico. È molto importante e necessario anche un costante dialogo con i cittadini, le frazioni e le categorie economiche come forma partecipativa sulle varie problematiche cittadine. I progetti in essere sono molti ma anche i problemi da risolvere non mancano, quindi facciamo i migliori auguri all’amministrazione in carica affinché l’anno che verrà possa finalmente decretare la tanto attesa svolta per la città e i suoi cittadini. Buon anno alla nostra bellissima Montecatini.
Come ogni settimana, ho cercato nel web e sui giornali altre storie per chi voglia leggere ma soprattutto per chi voglia riflettere.
Ancora un buon Anno a tutti quelli che ci seguono.
(a cura di Mauro Lubrani)
19 luglio 1939, quella curva in collina

Era un sabato sera. A Parma i ragazzi andavano a ballare. Come potevano sapere di cosa incombeva sull’Europa? Andavano a ballare i ragazzi, allegri e chiassosi.
Una corriera azzurra saliva ansimante i tornanti verso Sala Baganza: la collina era più fresca, in quell’afosa notte emiliana. La corriera era gremita, tanti erano in piedi, e si inclinava a ogni tornante.
A una curva più stretta una ragazza bionda, esile, perse l’equilibrio e precipitò fra le braccia di un coetaneo bruno. Il ragazzo sorrise ed esultò, gridando ai compagni: “Avete visto? La più bella è caduta in braccio a me!” Chissà che coro di risate su quel pullman, e lei, la bionda, che arrossendo si rialzava.
Quei due, si innamorarono. Lui andò in guerra. Riuscirono a sposarsi solo nel gennaio del 1946.
Ebbero tre figli, la più piccola, capitata molto tardi, sono io. A volte quando in autostrada passo per Parma penso alle curve sulle colline di Sala Baganza, alla corriera ansante, carica di tanti ragazzi, troppi perché potessero sedere tutti. Fu una buca forse a fare perdere l’equilibrio ai viaggiatori? “La più bella, è caduta in braccio a me”. I campi oltre il guard rail sono nebbiosi, l’orizzonte incerto.
Quell’estate remota davvero è esistita? Eppure un filo si dipana nei nostri giorni, ci conduce.
Apparentemente, per caso.
Marina Corradi – Avvenire, 2 gennaio 2026
Mattarella e l’appello ai giovani: “Siate esigenti”

«Nessun ostacolo è più forte della nostra democrazia. Desidero ricordarlo a tutti noi e rivolgermi, particolarmente, ai più giovani», dice Sergio Mattarella. È per loro il pensiero finale di questo suo undicesimo messaggio di fine anno. «Qualcuno – che vi giudica senza conoscervi davvero – vi descrive come diffidenti, distaccati, arrabbiati: non rassegnatevi. Siate esigenti, coraggiosi. Scegliete il vostro futuro. Sentitevi responsabili come la generazione che, 80 anni fa, costruì l’Italia moderna». Pace e democrazia sono i temi centrali di questo messaggio, già affrontati peraltro in un fine anno particolarmente intenso. Ma nel tono e nelle parole del capo dello Stato si percepisce la consapevolezza dell’allarme lanciato davanti a tutti i leader, durante gli auguri pre-natalizi, per una politica che genera disaffezione, soprattutto nelle giovani generazioni. Il presidente, dopo aver ammonito nei giorni scorsi che la polemica politica non può disattendere al suo compito fondante, che è la ricerca del bene comune, ha affrontato in questo messaggio anche il tema della pace con gli argomenti del buon padre di famiglia e l’unica citazione del suo intervento: la dedica a papa Leone XIV che «in prossimità della conclusione del Giubileo della Speranza, ha esortato a “respingere l’odio, la violenza, la contrapposizione e praticare il dialogo, la pace, la riconciliazione”». E «ha richiamato alla necessità di “disarmare le parole”».
Angelo Picariello – Avvenire, 2 gennaio 2026
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