Parole della domenica, sicurezza in centro: arriva la Ztl notturna in piazza XX Settembre con varco dotato di telecamera
Il Comune punta ad allargare la Ztl notturna nei mesi estivi. L’ampliamento includerebbe piazza XX Settembre, che, negli ultimi tempi, è stata al centro delle cronache per gravi fatti di sangue. Una notizia che sicuramente farà piacere ai residenti e ai titolari delle attività commerciali che da tempo fanno sentire la loro voce con raccolte di firme e petizioni per chiedere provvedimenti che portino più sicurezza e mettano fine al degrado dell’area e alle molestie notturne.
La piazza, tra l’altro, fa parte della “zona rossa” istituita di recente. Da parte degli interessati c’è l’auspicio che possano essere adottate iniziative ulteriori per non disperdere quella sorta di migliore vivibilità riscontrata in queste settimane.
Piazza XX Settembre (attigua alla stazione ferroviaria Centro e alla ex-Lazzi con parcheggio strategico) verrà dotata di un varco con telecamera del tutto simile a quelli funzionanti in corso Roma e corso Matteotti, all’ingresso del salotto buono cittadino. L’estensione della Ztl sarà delimitata da via Solferino, via Michelangelo, via Mameli, via Garibaldi (nel tratto fino all’intersezione con via Don Minzoni) e vicolo dell’Ulivo.
Come ogni settimana, ho cercato nel web e sui giornali altre storie per chi voglia leggere ma soprattutto per chi voglia riflettere.
Buona domenica a tutti quelli che ci seguono.
(a cura di Mauro Lubrani)
Le Olimpiadi e il linguaggio universale dello sport

Le Olimpiadi invernali sono una festa dello sport e dei suoi valori, una scommessa economica per l’Italia, una occasione per i capi di Stato di tutti i continenti di trovarsi a tu per tu… Tra tutte è emersa la voce del Papa, che ieri ha chiesto alle nazioni di rispettare l’antica usanza della tregua olimpica, la sospensione cioè di ogni ostilità prima, durante e dopo i Giochi. Nella lettera “La vita in abbondanza”, Leone XIV richiama l’essenza dello sport, “linguaggio umano universale di incontro e speranza”: da rendere accessibile a tutti, anche a chi non ha soldi per pagarsi le quote di partecipazione, anche alle ragazze che in tante parti del mondo non ne hanno accesso. Attenzione poi all’ansia del risultato: «In molti casi, persino a livello dilettantistico, gli imperativi e i valori di mercato sono arrivati a oscurare altri valori umani dello sport». Gli atleti possono diventare così «semplice merci», vittime di «un sistema che li travolge», correndo il rischio di «concentrarsi su sé stessi e la prestazione, indebolendo la dimensione comunitaria». Lo sport ha invece in sé le potenzialità per educare di nuovo le nostre società a vivere in modo sano la competizione e a riscoprire che «si può aspirare al massimo senza negare la propria fragilità, che si può vincere senza umiliare, che si può perdere senza essere sconfitti come persone». Insomma, importante salire sul podio, ma ancora di più partecipare lealmente.
Avvenire, 7 febbraio 2026
Il Santo che diventò patrono degli innamorati

Nato a Interamna Nahars (Terni) Valentino fu probabilmente il primo vescovo di Terni dove – secondo nuovi studi – visse nella prima metà del IV secolo. Per quanto possa sembrare bizzarro, il santo – ucciso il 14 febbraio – non ha nulla a che vedere con il mondo dell’amore anche se è considerato patrono degli innamorati.
Il «patronato» di san Valentino di Terni sui fidanzati nasce quando, nel 496, Papa Gelasio I intende contrastare la festa pagana dei Lupercalia: giovani matrone romane si offrivano, per strada, alle frustate di gruppi di giovani nudi, coperti da pellicce di lupo, devoti al selvatico Fauno Luperco. Al posto di quella festa, il 14 febbraio si celebra la morte di Valentino: quella giornata – un tempo consacrata a riti considerati lascivi – viene dedicata all’«amore puro».
La ricorrenza si diffonde in Italia, Francia e Gran Bretagna attraverso i monaci benedettini, i primi custodi della basilica dedicata al santo nella città di Terni. È proprio in Inghilterra che – a metà del XIV secolo – il poeta Geoffrey Chaucer, ne Il parlamento degli uccelli, accosta la ricorrenza di San Valentino al fidanzamento di Riccardo II d’Inghilterra con Anna di Boemia: si tratta di un equivoco, perché lo scrittore confonde san Valentino di Terni con san Valentino di Genova. Di fatto col passare degli anni questa giornata diventa – in tutto il mondo – la giornata degli innamorati.
Attorno a Valentino nascono leggende, come quella che lo vede unire in matrimonio il soldato romano pagano Sabino e la cristiana Serapia e un’altra che lo vuole capace di riconciliare le coppie donando loro rose. In realtà, nella Passio Sancti Valentini episcopi martyris si hanno notizie precise sul suo martirio. San Valentino ha guarito Cerimone, un ragazzo afflitto da una grave patologia neurologica che è il figlio del grande filosofo greco Cratone: è stato infatti lui a chiamarlo a Roma, dove tiene una scuola seguita da tutti i rampolli dell’aristocrazia senatoria. Molti di loro – compreso Cratone – si convertono al cristianesimo: il senato interviene, fa arrestare Valentino che viene decapitato lungo la via Flaminia, a Roma, il 14 febbraio. Recenti studi sono riusciti a storicizzare l’evento a dimostrazione che il politico che intervenne uccise un presule che stava convertendo la nobiltà romana, ancora pagana a metà del IV secolo.
Simone Innocenti – Corriere della Sera / La Lettura, 7 febbraio 2026
Il mondo visto dai carri allegorici del Carnevale di Viareggio

A volte sembra che la realtà superi la fantasia. Guardando il telegiornale e ascoltando certe dichiarazioni, si ha spesso la sensazione di essere stati catapultati in una dimensione parallela, dove tutto è lecito e possibile. E se c’è un termometro in grado di misurare la follia del reale, quello è il Carnevale di Viareggio. Con i suoi carri allegorici, esempi di satira in cartapesta e su quattro ruote, la festa toscana prende in giro politici e personaggi dello spettacolo, evidenziando, ogni anno di più, i paradossi del mondo. “Anche se ci manca l’ispirazione – sorride Elodie Lebrigre, artista e carraia – la realtà ci viene sempre in aiuto con qualche spunto. E quest’anno non è stato da meno”. Non è un caso, infatti, che il protagonista dei fantocci sia il presidente americano Donald Trump e che l’intelligenza artificiale, personificata in più varianti, la faccia da padrone.
“L’ispirazione per il carro di quest’anno – spiega Lebigre – è abbastanza evidente. Davanti al genocidio di Gaza o alle mire di Trump, noi, persone comuni, ci siamo sentiti impotenti. Nel carro volevo trasmettere proprio questa sensazione, mostrando come il futuro del mondo sia nelle mani dei soliti potenti”.
Il carro, a cui la famiglia di Elodie ha iniziato a lavorare ad agosto dell’anno scorso, raffigura le rovine di una città devastata dalla guerra, che si aprono per svelare uno scenario grottesco e apocalittico. “Mostriamo – spiega Lebigre – Trump intento a giocare alla roulette con Putin, Xi Jinping, Netanyahu e Von der Leyen. Il croupier è un gigantesco diavolo, a simboleggiare come le sorti del mondo siano ormai fuori controllo. Per questo il titolo del carro è Gran Casino”.
Quest’anno sono molti i carri di satira politica e tra questi ce n’è uno particolarmente attuale. “La scelta di questo carro – spiega Valentina Galli, artista e figlia di uno dei carrai più celebri di Viareggio – è stata quasi profetica. Volevamo denunciare il trattamento degli immigrati negli Stati Uniti e lo abbiamo fatto rappresentando una sorta di divinità indigena che fa lo scalpo a Donald Trump.
Benedetta Macchini – SkyTg24, 7 febbraio 2026
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