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Parole della domenica, la città dello sport sta rinascendo: riapre il PalaTerme; per bocciodromo e stadio attesa ancora lunga

Parole della domenica, la città dello sport sta rinascendo: riapre il PalaTerme; per bocciodromo e stadio attesa ancora lunga

La “Città dello sport” inizia a rinascere non senza ritardi nei programmi e non senza anche le immancabili polemiche. I lavori al PalaTerme, che dovevano essere conclusi a settembre, sono ultimati con la posa del nuovo parquet, dopo il rifacimento totale della cupola e degli infissi. Sarà un palazzetto che potrà tornare ad una capienza di oltre cinquemila persone e da fine mese le due squadre di basket torneranno nella loro “casa”. L’impianto potrà essere utilizzato anche per altre manifestazioni di grande affluenza da collegare al turismo.
Il bocciodromo, chiuso da otto anni, dovrebbe tornare in funzione dal prossimo anno: l’importo dei lavori è di circa un milione e 200 euro (un contributo statale alla presidenza del consiglio dei ministri, nell’ambito del bando Sport e Periferie 2020 per 630mila euro, altri fondi per 610mila euro derivano da risorse proprie dell’amministrazione, e per 31.145,10 da parte della Fondazione Cassa di Risparmio di Pistoia e Pescia).
Meno decifrabile appare lo stato dei lavori dello stadio, dopo la conclusione dei nuovi spogliatoi e di interventi alle tribune. Qui ci sarà da attendere ancora, ma il calcio, sport-cenerentola a Montecatini dopo i trionfi degli anni Settanta, non scalpita come il basket, perché di fatto è sparito dalla mappa del dilettantismo toscano.
C’è da dire che i finanziamenti per questi lavori sono stati ottenuti dalla precedente amministrazione guidata dal sindaco Luca Baroncini, mentre la fase cruciale dei lavori è toccata all’attuale amministrazione.

Come ogni settimana, ho cercato nel web e sui giornali altre storie per chi voglia leggere ma soprattutto per chi voglia riflettere.
Buona domenica a tutti quelli che ci seguono

(a cura di Mauro Lubrani)

L’addio di Pier Virgilio Arrigoni, luminare della botanica

Pier Virgilio Arrigoni, figura di riferimento per la botanica italiana e internazionale, che ha descritto numerose specie vegetali nuove per la flora italiana, è morto recentemente all’età di 93 anni. L’annuncio della scomparsa è stato dato dall’Università di Firenze, dove ha insegnato Fitogeografia al Dipartimento di Biologia.
Nato a Ponte Buggianese nel 1932, Arrigoni iniziò la carriera come ispettore forestale in Sardegna, per intraprendere in seguito la carriera accademica all’Università di Firenze, ricoprendo dagli anni Settanta la cattedra di Fitogeografia. Successivamente ha tenuto l’insegnamento di Conservazione delle risorse vegetali.Ricercatore appassionato e competente, Arrigoni è stato autore di oltre 180 lavori scientifici – con contributi notevoli sulle piante endemiche della Sardegna – della descrizione di più di 45 taxa nuovi per la scienza e di studi vegetazionali riguardanti numerosi territori.
Verso la fine della sua carriera ha fatto confluire gran parte della sua esperienza scientifica nella redazione della “Flora dell’Isola di Sardegna” (6 volumi, 2006-2015) e della “Flora analitica della Toscana” (otto volumi, 2016-2020), due monumentali lavori ricchi di descrizioni e iconografie. Le sue ricerche, ha ricordato l’Ateneo fiorentino in una nota di cordoglio, hanno lasciato una profonda impronta sulla conoscenza botanica di queste due regioni e costituiscono un punto di riferimento per studiosi e ricercatori.
Il funerale è stato celebrato nella chiesa parrocchiale di Ponte Buggianese e la salma è stata poi tumulata nel cimitero del paese.

Quei 27 mila volontari che raccolgono medicine

La liberal-democrazia, quale destino inevitabile delle genti, sembra (per ora) archiviata, scelta tra tante, non la preferibile, vulnerabile all’anarchismo delle potenze hi-tech e a quei cupi, familiari, ritorni: ideologie brute, escalation, riarmo. Tant’è, si finisce col dire di Trump. A cagione d’ogni sua colpa, certo, o perché maschera tragica di un equilibrio che si ridisegna. Dell’oblio del diritto s’è detto, meno dell’impermeabilità alle consuetudini morali di Stati e persone.Se l’Occidente di Donald infrange codici diplomatici, mina il linguaggio della civiltà. Persino la deterrenza atomica vive in fondo di promesse: non ti anniento se non ci provi per primo. Tutto torna imprevedibile, la legge del più forte riverbera nel nostro vivere, in un clima ostile all’etica. Il bullo che rapina i coetanei c’era già ai nostri tempi. Ma appariva – mediamente – redimibile.Non ho trasceso. Date le premesse, pareva illogico parlare delle Giornate di Raccolta del Farmaco. Però per il ventiseiesimo anno 27 mila volontari l’hanno vissuta. E sono tanti, mica una monade d’intenti e obbedienza, ma 27 mila individui, carichi di lavoro, pensieri, immersi nel mondo e condizionati dal mondo. Come tutti. Non fino al disincanto. Perché? Non è pensabile che tout-court siano «buoni», ma che a un tratto si siano persuasi. Il bene altrui è cosa buona. Hanno conosciuto la gratuità come possibilità di costruire il proprio essere.Strana forma di individualismo, che Oscar Wilde attribuiva a Cristo. «Quando dice: “perdonate ai vostri nemici”, non lo afferma per amor del nemico, ma per amor di se stesso. Perché l’amore è più bello dell’odio». Dalla retorica del «ripartiamo da lì», Dio me ne scampi. Ma questa piccola moltitudine c’è. E le sue ragioni sfidano la ragione del potere. Se in 27 mila si sottraggono alla resa, pure il resto del mondo, forse, ce la fa; a non arrendersi all’evidenza del male.
Paolo Nessi (Banco Farmaceutico) – Corriere della Sera / Buone notizie, 16 febbraio 2026

L’intervento di Mattarella al Cdm in difesa della Costituzione

Sergio Mattarella, Presidente della Repubblica Italiana (Foto tratta da quirinale.it)

Si avvicina il giorno del referendum costituzionale e notiamo che nel mezzo dei toni alti e aspri della politica, a Sergio Mattarella non difettano la fermezza e la chiarezza. E il messaggio che ha voluto mandare mercoledì 18 febbraio, presiedendo il plenum del Consiglio superiore della magistratura, è arrivato forte e chiaro. Un  richiamo al «rispetto» dovuto a un organo di rilievo costituzionale come il Csm e al rispetto che tutte le istituzioni si devono vicendevolmente. Nessun riferimento al referendum sulla riforma costituzionale dell’ordinamento giurisdizionale in programma il 22 e il 23 marzo. Giusto così, perché ‒ ha ricordato Mattarella ‒ l’equilibrato e rispettoso rapporto tra le istituzioni deve valere «in qualsiasi momento, in qualsiasi circostanza». Però a nessuno sfugge – scrive Danilo Paolini  – che pochi giorni prima il ministro della Giustizia aveva accusato il Csm di metodi «paramafiosi». E che, ormai da settimane, le grida e gli insulti si levano alti.  Per questo la richiesta di «rispetto» da parte di Mattarella è a difesa dell’intero impianto costituzionale «nell’interesse della Repubblica». Leggi qui l’interessante commento del responsabile della nostra redazione romana Danilo Paolini.
Avvenire, 19 febbraio

La giornata delle malattie rare: l’impegno di Dynamo

Il 28 febbraio, in occasione della Giornata delle Malattie rare, si rinnova un momento fondamentale per promuovere consapevolezza sui bisogni delle persone che vivono con una malattia rara. Come ricorda UNIAMO, si tratta di una comunità che coinvolge oltre 2 milioni di persone, pari a circa il 5% della popolazione mondiale. A questi numeri vanno aggiunti i familiari che ogni giorno condividono sfide complesse e spesso invisibili.
Le malattie rare hanno, infatti, un impatto profondo sulla vita dell’intero nucleo familiare, anche per la limitata disponibilità di cure risolutive e per il loro andamento cronico e invalidante. Bambini e genitori vedono la propria quotidianità scandita da terapie riabilitative, controlli medici, difficoltà burocratiche per l’accesso ai servizi e continui adattamenti.
«Con i programmi di Terapia Ricreativa di Dynamo Camp offriamo occasioni di comunicazione, di partecipazione e di vita ai bambini e a tutto il nucleo familiare, perché mettiamo al centro la persona e non la malattia», afferma la dott.ssa Aurelia Rivarola, neuropsichiatra infantile e membro del Medical Advisory Board di Dynamo Camp.Bambini sottoposti a terapie, spesso non autonomi e con scarse opportunità di partecipare ad attività ricreative nella vita quotidiana possono vivere esperienze che non avrebbero mai immaginato possibili. I genitori, a loro volta, si riscoprono come persone oltre il ruolo di caregiver, condividono esperienze e costruiscono una rete di sostegno con altre famiglie, su cui poter contare anche dopo l’esperienza al Camp.
Quando hai un bambino con una malattia rara, la mente corre avanti a immaginare difficoltà future e possibili soluzioni. A Dynamo noi famiglie possiamo staccare la spina, perché è un luogo che accoglie e rispetta i bisogni di tutti. Nostro figlio Gabri ha sperimentato attività nuove nel pieno rispetto dei suoi bisogni; suo fratello Leonardo si è divertito e io ho trovato un po’ di serenità“, racconta mamma Giulia.
La Giornata delle Malattie Rare rappresenta quindi un’occasione concreta per rafforzare l’impegno collettivoverso una società più inclusiva, capace di mettere al centro la persona e di non lasciare indietro nessuno.
Da Newsletter di Dynamo Camp

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Naturalmente sul sito si trovano archiviate tutte le “Parole della domenica” a partire dalla numero uno ad oggi






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