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Beni confiscati alle mafie: ancora lontane le prospettive di recupero dell’ex albergo Paradiso a Montecatini Alto 

Beni confiscati alle mafie: ancora lontane le prospettive di recupero dell’ex albergo Paradiso a Montecatini Alto 

Il Paradiso può attendere… non è il solo il titolo del celebre film diretto da Warren Beatty e Buck Henry, ma è anche la prospettiva futura che si intravede per l’ex albergo Paradiso di Montecatini Alto. L’immobile è stato confiscato alla criminalità organizzata, legata alla banda della Magliana, nei primi anni Novanta e la sua confisca definitiva è stata sancita dalla Corte Suprema di Cassazione nel 2001. Di questa struttura e degli altri beni confiscati alla criminalità organizzata se n’è parlato durante un recente convegno sul tema dell’”Uso sociale dei beni confiscati alla mafiaUna risorsa da difendere “, nell’ambito della campagna lanciata da Libera “Diamo linfa al bene“.

L’iniziativa, che si è svolta nella sala dei soci Coop di Pistoia,  è stata promossa dallo Spi della Cgil di Prato / Pistoia, da Libera di Pistoia  ed è stata incentrata sull’utilizzo dei beni confiscati alla mafie a 30 anni dalla promulgazione della legge 109 del 1996 .Durante il dibattito, aperto da Alessandra Pastore, referente storica di Libera a Pistoia, sono emersi dati importanti con la nostra provincia che è al primo posto, in Toscana, per numero di beni confiscati alla mafia, cioè 54 immobili, tra cui alberghi, appartamenti, terreni  concentrati perlopiù in Valdinievole, ma non sono esenti dal fenomeno anche altre realtà territoriali della provincia . L’esponente di Libera ha poi parlato dell’importante campagna” Diamo linfa al bene” in cui si chiede al governo di destinare il 2% al Fondo Unico di Giustizia (FUG) alla valorizzazione e al riutilizzo sociale dei beni confiscati alle mafie poiché i comuni non hanno le risorse necessarie, nonostante anche gli sforzi della Regione.  Pur evidenziando gli esempi i positivi di recupero di beni confiscati alla mafia,come è avvenuto per alcuni immobili e terreni nel comune di Buggiano, Chiesina Uzzanese, Massa e Cozzile, Quarrata e Agliana, l’attenzione si è focalizzata anche su uno dei casi più noti, cioè l’ex Hotel Paradiso, un immobile di grandi dimensioni, circa 7,600 mq, 4 piani, che richiederebbe importanti interventi di recupero e per il quale è stata più volte proposta la demolizione o la riconversione. 
Andrea Brachi dello Spi Cgil e la stessa Alessandra Pastore di Libera hanno avanzato la proposta di un abbattimento parziale dell’ecomostro che consentirebbe di riutilizzare una parte del complesso per fini pubblici e sociali.  In passato, purtroppo, sono stati fatti molti tentativi al fine di consentire il riutilizzo sociale o istituzionale dell’ex Hotel Paradiso, come l’assegnazione a soggetti del terzo settore, la vendita del bene, ma alla fine si sono rilevati infruttuosi a causa degli ingenti costi di ristrutturazione e della grandezza del cespite. Oggi il bene è nella disponibilità dell’ANBSC, l’Agenzia nazionale dei beni sequestrati e confiscati. Il dibattito è proseguito con gli interventi di Giulia Bartolini referente di Libera Toscana e con l’intervento della Vicepresidente della Regione Toscana Mia Diop, con delega alla cultura della legalità. che e si è detta disponibile ad aprire un tavolo di confronto e ha assicurato un’efficace azione di prevenzione e di contrasto al triste fenomeno delle infiltrazioni della criminalità nonché un sostegno tangibile a quelle realtà territoriali interessate dalle suddette problematiche. Infatti, nel 2024 la Regione ha concesso alla provincia di Pistoia oltre 1,6 milioni di euro specificatamente per il recupero di beni sequestrati alla mafia . I contributi sono stati concessi ai comuni di Buggiano, Chiesina Uzzanese e Massa e Cozzile. Infine, ha portato il saluto istituzionale ai partecipanti al convegno il nuovo Prefetto di Pistoia Angelo Gallo Carrabba. 

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