Parole della domenica, un progetto per valorizzare il turismo individuale del territorio in attesa del rilancio delle Terme
Un progetto per rilanciare il turismo individuale a Montecatini Terme. Lo ha lanciato l’associazione Ama presieduta da Sandra Magnani. “A noi – ha detto ieri mattina Magnani – appare evidente che è necessario riportare a Montecatini e in Valdinievole il turismo individuale. La perdita del turismo individuale, secondo i nostri calcoli, genera perdite di decine di milioni di euro all’anno sul territorio per mancati introiti. Quindi è necessario potenziare tutto quello che può essere a disposizione interessante del contesto territoriale nell’intera Valdinievole e a Montecatini che è naturalmente il centro che offre i servizi di accoglienza per tutta la Valdinievole.
L’aspetto che abbiamo pensato di valorizzare in questo progetto è quello storico naturalistico del contesto ambientale, quindi la parte storica con i castelli medievali sulla collina, la creazione di una marketing story che ha la storia di questo territorio nei secoli come interessante punto di interesse e la valorizzazione contemporanea di quelli che sono i presidi di eccellenza enogastronomica e non solo. Il tutto accompagnato poi dalla valorizzazione anche della parte naturalistica rappresentata dal Padule di Fucecchio, la Sibolla, l’ex lago di Sesto alle pendici dei Monti Pisani”.
Ha concluso Magnani: “Quindi si tratta della creazione di un prodotto turistico territoriale e diciamo che può essere realizzato mettendo a sistema tutte quelle forze che attualmente in modo scoordinato agiscono sul territorio producendo un valore che se non viene messo a sistema rischia di andare perduto. Noi lo stiamo facendo lavorando con le municipalità, con le associazioni territoriali e con le imprese private per individuare quelle che sono i primi pacchetti pilota da poter offrire sia nell’ambito dei grandi tour internazionali sia nell’ambito di quello che è il vero e proprio turismo individuale esperenziale”.
Come ogni settimana, ho cercato nel web e sui giornali altre storie per chi voglia leggere ma soprattutto per chi voglia riflettere.
Buona domenica a tutti quelli che ci seguono.
(a cura di Mauro Lubrani)
Bologna Children’s Book Fair festeggia il compleanno di Pinocchio

La Bologna Children’s Book Fair (Bcbf) guarda a Nord. La fiera italiana, tra le più importanti al mondo dedicata all’editoria per bambini e ragazzi, ha quest’anno come Paese ospite d’onore la Norvegia. Per l’occasione Norla-Norwegian literature abroad, ente che fa capo al ministero norvegese della Cultura, per far conoscere i propri autori e la propria produzione per l’infanzia, ha preparato un ricco programma di attività e iniziative sia in fiera che in città, raccolto sotto il titolo What if?/ E se; tra i nomi più attesi il disegnatore Øyvind Torseter (che presiede la giuria curatrice della mostra degli illustratori norvegesi) e la scrittrice Maria Parr.
Oltre al focus sul Paese nordico, la fiera – che si tiene nel capoluogo emiliano dal 13 al 16 aprile ed è riservata a professionisti del settore (insegnanti, bibliotecari, operatori culturali, educatori…) – conta sulla presenza di circa 1.500 editori da 90 Paesi e Regioni del mondo (tra i nuovi ingressi: Barbados, Camerun, Nepal, Ruanda, Trinidad e Tobago, Uruguay, Uzbekistan, Zambia). Sempre a proposito di Nord, durante i giorni della Book Fair saranno annunciati i «Nobel dei bambini», ovvero i due maggiori premi per la letteratura per ragazzi: l’Astrid Lindgren Memorial Award, intitolato alla scrittrice svedese «mamma» di Pippi Calzelunghe e l’Hans Christian Andersen Award, dedicato al favolista danese «papà» della Sirenetta.
Uno dei festeggiamenti più attesi dell’edizione è il compleanno di Pinocchio: il popolare burattino di legno inventato da Collodi spegne duecento candeline e viene celebrato con una mostra, I vestiti nuovi di Pinocchio, che riunisce cinquanta illustrazioni di autori emergenti e affermati; un giorno dedicato, il 14 aprile, ribattezzato «Pinocchio Day», con incontri ed eventi; e un appuntamento speciale, il 16, con Alessandro Barbero, che propone un racconto «sentimentale» dei libri per bambini e ragazzi: da Pinocchio al libro Cuore.
Corriere della Sera / La Lettura, 28 marzo 2026
Social media, i divieti ai minori nel mondo

Nel dicembre del 2025, l’Australia è diventato uno dei primi Paesi a bloccare l’accesso ai social media ai minori di 16 anni. Il Paese ha infatti imposto alle aziende obblighi stringenti di verifica dell’età e sanzioni fino a 49,5 milioni di dollari australiani. Di conseguenza, in poche settimane sono stati disattivati 4,7 milioni di account.
Già nel 2023, la Cina aveva implementato un sistema che limitava l’accesso a diverse piattaforme, tra cui Douyin (TikTok), con limiti di tempo di utilizzo che variano in base all’età (i minori sono divisi in tre fasce: bambini con meno di 8 anni, adolescenti con meno di 14 e ragazzi con meno di 18 anni). Dal 2025, inoltre, le persone con meno di 16 anni in Vietnam possono accedere ai social media solo dopo aver ricevuto l’autorizzazione dei genitori.
Negli ultimi mesi, diversi Stati hanno iniziato a discutere o approvare restrizioni simili: secondo il Global Social Media Age Restriction Tracker, una piattaforma di Tech Policy Press che monitora questo fenomeno nel mondo, sono 41 i Paesi che hanno limitato o vogliono limitare l’accesso ai social media agli adolescenti. Una misura che però, secondo alcuni esperte ed alcuni esperti in diritti digitali, come la ricercatrice e sociologa Silvia Semenzin, potrebbe rivelarsi meno efficace del previsto.
Tra i Paesi in cui i divieti sono stati approvati, ma non ancora implementati, troviamo Brasile, Francia, Indonesia, Malesia ed Emirati Arabi Uniti.
Roberta Cavaglià – Sky TG24, 20 marzo 2026
La tratta degli schiavi, il più grande crimine della storia

La schiavitù degli africani è «il più grave crimine contro l’umanità». L’Assemblea generale delle Nazioni Unite mercoledì ha approvato una risoluzione che definisce la tratta degli schiavi in questi termini e, per la prima volta nella storia, invita gli Stati membri ad avviare percorsi di riparazione come «passo concreto per rimediare alle ingiustizie storiche». Il testo, adottato con 123 voti favorevoli, 3 contrari (Stati Uniti, Israele e Argentina) e 52 astensioni (tra cui Paesi Ue e Regno Unito), non ha valore giuridicamente vincolante, ma rappresenta un segnale politico forte del clima internazionale che sta emergendo sui temi della memoria, della responsabilità e della giustizia. La risoluzione chiede infatti la «restituzione pronta e senza ostacoli» dei beni culturali sottratti durante il periodo coloniale e della tratta, includendo opere d’arte, archivi e manufatti oggi conservati in musei occidentali. E questa è la vera svolta contenuta nel documento, ma anche quella che con ogni probabilità ha motivato le numerose astensioni (anche italiana).
Leggi il’articolo della nostra corrispondente da New York Elena Molinari.
Avvenire – 26 marzo 2026
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