Pages Navigation Menu

Le notizie della tua città

Parole della domenica, le Ferrovie tornano a bussare per l’eliminazione dei tre passaggi a livello. Montecatini non vuole essere divisa in due

Parole della domenica, le Ferrovie tornano a bussare per l’eliminazione dei tre passaggi a livello. Montecatini non vuole essere divisa in due

Si torna a parlare di soppressione dei passaggi a livello e naturalmente c’è da tremare dopo il vicino esempio del muro che divide Pieve a Nievole. Infatti, Rete Ferroviaria Italiana è tornata a farsi sotto per la chiusura dei tre passaggi a livello presenti in città. 
Dopo quasi due anni di silenzio, la società ha inviato una comunicazione al Comune in cui chiede l’avvio di uno studio di fattibilità per l’eventuale soppressione delle chiusure in via Tripoli, via del Salsero, e via Marruota. Per questo ha bisogno di tutta la documentazione per l’analisi del contesto sociale, ambientale, dei trasporti, urbano in città e di tutto ciò che riguarda le prospettive di sviluppo e le criticità in questo senso.
Il sindaco Claudio Del Rosso incontrerà in videoconferenza martedì 31 marzo i tecnici della società e, in quella sede, dovrebbero spuntare nuove ipotesi progettuali.
La tratta ferroviaria tra Pistoia e Lucca è infatti oggetto di un epocale intervento di raddoppio e miglioramento dell’efficienza dei binari e di eliminazione dei passaggi a livello su tutta la linea.
Rete Ferroviaria Italiana chiarisce i suoi intenti. “Stiamo contattando tutti i Comuni in Italia – spiega la società – per arrivare all’eliminazione dei passaggi a livello. La comunicazione inviata al Comune di Montecatini riguarda la possibilità di avviare uno studio di fattibilità per l’eventuale soppressione di queste strutture. Puntiamo a trovare una soluzione tutti insieme senza imporre nulla alla cittadinanza. Non a caso, se l’amministrazione non vuole, non sarà fatto niente”.
Infatti, senza il consenso degli enti locali, RFI non può procedere unilateralmente alla chiusura e Montecatini dovrà difendere le sue peculiarità turistiche e non solo.

Come ogni settimana, ho cercato nel web e sui giornali altre storie per chi voglia leggere ma soprattutto per chi voglia riflettere.
Buona domenica a tutti quelli che ci seguono

(a cura di Mauro Lubrani)

Riapre il Palaterme, oggi le partite di Fabo e Gema

Oggi riapre il Palaterme e lo fa con un’evento eccezionale: ci saranno infatti due partite ufficiali delle squadre termali – Fabo e Gema – che partecipano al campionato nazionale di seri B con l’ambizione di poter riportare il basket montecatinese in serie A2.
Bentornati a casa e gioia per questo impianto sportivo tornato al suo vecchio splendore.

“Votai la Repubblica e fu una grande festa”

La partigiana Lea Gariazzo (Ponderano, Biella, 29 marzo 1924), 102 anni: votò nel 1946

«Certo che mi ricordo: al referendum votai per la Repubblica e poi per il Partito comunista». La prima volta che Lea Gariazzo – 102 anni il prossimo 29 marzo – votò nel Comune di Biella, aveva 22 anni. Di quel giorno, il 2 giugno 1946, racconta che inforcò la sua bicicletta, la stessa con cui aveva fatto la staffetta partigiana nella 50ª brigata Garibaldi Nedo, e raggiunse i suoi amici per recarsi alle urne tutti insieme. Quando, una settimana dopo, la Corte di Cassazione proclamò i risultati del referendum (12.717.923 voti favorevoli alla repubblica e 10.719.284 favorevoli alla monarchia), Lea corse in bici intorno a Ponderano (Biella), il luogo dov’è nata e dove ha passato tutta la vita, per festeggiare quella vittoria: «Siamo andati in giro a gridare “Libertà, Libertà!”».
La storia di Lea Gariazzo – il ricordo di quella stagione in cui le donne arrivarono al suffragio universale, la sua militanza come partigiana «Katia», e il suo presente da centenaria – è raccolta in un’intervista che apre il nuovo numero de «la Lettura», il #745, domani in anteprima nell’App e domenica in edicola. Insieme a lei, parla anche un’altra partigiana centenaria, Paola Del Din, prima donna a compiere un lancio di guerra come paracadutista in Italia, che invece nel 1946 votò per la monarchia.
Jessica Chia – Corriere della Sera / La Lettura, 6 marzo 2026

Nel tour “Vasco live 2026” parte il progetto “Green rock”

«Voglio una vita che se ne frega, che se ne frega di tutto, sì». Tranne che della nostra cara vecchia Terra, l’unico posto che abbiamo a disposizione per vivere. Intanto, parlando di risposta e partecipazione della gente, la speranza è che anche l’attenzione e la cura per il Pianeta possano essere ben presto sold out. Come i concerti di Vasco Rossi e il suo “Vasco Live 2026”, su e giù per l’Italia dal 30 maggio, a Rimini, al 29 giugno prossimo a Udine, in occasione del quale partirà il progetto “Green Rock!”: quando i valori della sostenibilità ambientale e sociale entreranno a far parte dell’esperienza dei concerti di Vasco, diventando visibili, accessibili e partecipati tanto dalle comunità locali che ospitano le date, quanto dagli spettatori.
Il progetto, nato dalla collaborazione tra “Vasco Live 2026”, “Live Nation” e “Coop Alleanza 3.0”, non nascerà né si fermerà sotto al palco del mitico “Komandante”, ma si articolerà nei giorni che precederanno i live del rocker di Zocca. Per ogni data, in ciascuna città del tour saranno promosse attività di cura ambientale: messa a dimora di piantine e alberelli, pulizia di sentieri e parchi, cura del verde urbano. Saranno coinvolti i soci Coop Alleanza 3.0 e associazioni locali, valorizzando le reti territoriali già attive e individuando le aree che necessitano maggior presidio. Un modo concreto per lasciare un segno positivo prima ancora che parta la prima nota, e che rimanga a disposizione delle comunità locali anche dopo la fine dello show.
Peppe Aquaro – Corriere della Sera / Clima e ambiente, 4 marzo 2026

Famiglie a quattro zampe, le storie

Se non hai sentito parlare di Nazgul, senz’altro avrai visto qualche foto o video che lo ritrae. Si tratta dell’esemplare di lupo cecoslovacco che durante una gara olimpica di sci di fondo, a Tesero, è sbucato dal nulla e s’è messo a inseguire le atlete lanciate verso il traguardo. Alice ed Enrico, i suoi padroni, hanno scoperto dai maxischermi che si trattava del loro cane: l’avevano lasciato nel giardino di casa, poco distante dalla pista, ed erano andati anche loro a vedere una gara. A chi gli ha chiesto per quale ragione abbia deciso di scappare, forzando gabbia e recinzione di casa, hanno risposto che «quasi certamente era venuto a cercarci», forse pensando di averli trovati visto che anche loro sono fondisti. Apriti cielo: Nazgul (complice anche il suo nome legato all’epica trilogia del Signore degli anelli) nel giro di poche ore è diventato una star e la mascotte ufficiale delle Olimpiadi. Milioni di persone hanno sorriso, condiviso, commentato, come se quel cane non fosse “un cane”, ma uno di casa. Oggi d’altronde, in Italia, per oltre 10 milioni di famiglie un animale domestico è davvero uno di casa. E nella maggior parte dei casi si tratta di coppie con figli, come ha spiegato bene l’ultimo rapporto del Cisf.
La sorpresa anzi, se vuoi, è proprio questa: altro che dog parenting o coppie “No kids” che preferiscono cani e gatti ai figli, sostituendo di fatto i primi ai secondi in un meccanismo di surrogazione genitoriale intrecciato al fenomeno della crescente denatalità. Succede, certo: è senz’altro più facile avere a che fare con un animale che con un essere umano da educare, indirizzare, con cui misurarsi e magari anche discutere. Ma, rispetto a un certo allarmismo che si era diffuso negli ultimi anni (anche a livello internazionale), i dati dicono che è la presenza di figli in famiglia a correlarsi più spesso a quella degli animali: come se l’apertura all’altro da cui scaturisce la scelta di generare una vita avesse un effetto moltiplicatore in termini relazionali e sociali.
Avvenire, 1 marzo 2026

Leggi “Le parole della domenica” 303

Leggi “Le parole della domenica” 302

Leggi “Le parole della domenica 301

Leggi “Le parole della domenica” 300

Leggi “Le parole della domenica” 299

Leggi “Le parole della domenica” 298

Leggi “Le parole della domenica” 297

Leggi “Le parole della domenica” 296

Leggi “Le parole della domenica” 295

Leggi “Le parole della domenica” 294

Leggi “Le parole della domenica” 293

Leggi “Le parole della domenica” 292

Leggi “Le parole della domenica” 291

Leggi “Le parole della domenica” 290

Naturalmente sul sito si trovano archiviate tutte le “Parole della domenica” a partire dalla numero uno ad oggi

Leave a Comment

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *