Parole della domenica, il futuro turistico di Montecatini è diventare una “città museo”: meno acque, più cultura e grandi eventi
Montecatini potrebbe diventare una “città museo” con un’offerta di programmi culturali di altissimo livello. E’ quanto crede il Presidente della Regione Eugenio Giani. Infatti, ha affermato che “lo stabilimento Excelsior, che la Regione vuole acquistare insieme a Tettuccio e Regina, è destinato a ospitare le immagini dell’archivio storico Alinari non legate a Firenze, in una vera e propria casa della fotografia. La fase storica in cui Montecatini poteva andare avanti, anche a livello internazionale, solo con le acque è finita. Adesso, l’offerta andrà a includere anche cultura di grande livello, attraverso un vero e proprio intervento di sistema”.
Aggiungiamo in questa ottica che la Palazzina Regia, quando sarà recuperata al termine dei lavori lentamente in corso, verrà destinata a Museo delle Terme, che si affiancherà al museo civico Moca. Senza dimenticare che anche lo stabilimento Tamerici, che dovrebbe essere prelevato dalla Fondazione Cassa di Risparmio, potrebbe diventare un centro culturale. Cultura ed eventi importanti avranno sede anche nello stabilimento Tettuccio.
L’appartenenza di Montecatini al sito transnazionale Unesco Great Spas of Europe è guardata con grande attenzione dal ministero dei beni culturali. L’Italia – va ricordato – è il paese con il maggior numero di siti Unesco al mondo, sono ben 61.
Naturalmente tutto questo dovrebbe essere inserito nelle strategie di rilancio turistico, che vorrà ideare e programmare la nuova direttrice del Dmo.
Come ogni settimana, ho cercato nel web e sui giornali altre storie per chi voglia leggere ma soprattutto per chi voglia riflettere.
Buona domenica a tutti quelli che ci seguono.
(a cura di Mauro Lubrani)
ll 2025 quarto anno più caldo mai registrato in Toscana

Il 2025 è stato il quarto anno più caldo mai registrato in Toscana dal 1955. La temperatura media regionale, sopra i 16 gradi, ha segnato un’anomalia di più 1,11 gradi rispetto al periodo 1991-2020 e di oltre due gradi rispetto alla media climatica a 1961-1990. È quanto emerge dal rapporto annuale sul clima presentato ieri dal Consorzio Lamma.
In Toscana l’andamento delle temperature ha mostrato diversi picchi. Gennaio è stato il più caldo dal 1955, senza vere ondate di freddo. Giugno è risultato il secondo più caldo della serie storica, con un’anomalia di più 3,3 gradi e tre ondate di calore. Alla stazione di Firenze-Peretola, tra il 9 e il 14 agosto, si è verificata una sequenza eccezionale di sei giorni consecutivi con temperature massime sopra i 39 gradi, un evento che prima si era registrato solo nel 2017. L’area più critica della città resta Novoli. «Gli alberi hanno un valore fondamentale: tra Rovezzano, dove si trova il giardino di Villa Favard, e la zona di via Gioberti, dove il verde manca, non ci sono nemmeno cinque chilometri di distanza, ma abbiamo due climi differenti».
Nonostante il caldo estremo, il 2025 è stato anche un anno molto piovoso. A livello regionale le precipitazioni hanno superato la media del 20%, ma con forti differenze territoriali: nel nord della Toscana il surplus ha raggiunto il 41%, mentre nelle zone centrali e meridionali gli aumenti si sono fermati rispettivamente all’11% e al 10%. Il mese più piovoso è stato marzo, con quasi il doppio delle precipitazioni rispetto alla norma (più 96%). All’opposto, giugno è stato il mese più secco dal 1955, con un deficit dell’85%.
Il rapporto segnala anche diversi eventi estremi. Sulla riviera apuana, a Massa, nel 2025 sono caduti 2.116 millimetri di pioggia, circa il 75% in più rispetto al valore medio e quasi 300 millimetri oltre il precedente record del 2010. All’Isola d’Elba il 2025 è stato il secondo anno più piovoso dal 1955, con 1.217 millimetri registrati a Portoferraio e numerosi nubifragi che hanno provocato allagamenti e danni. Il 20 agosto si è verificato anche un record di attività elettrica, con circa 120 mila fulmini tra la terraferma toscana e i mari circostanti. Il 28 gennaio la boa della Gorgona ha registrato onde alte 5,90 metri.
Corriere Fiorentino, 17 marzo 2026
I mille bambini “perduti” di Kiev

Da una guerra all’altra: il nostro inviato Nello Scavo riferisce di un nuovo report sui bambini sottratti all’Ucraina e deportati in Russia, non solo numeri (poco meno di 1.000 quelli di cui non si hanno più notizie), ma anche storie e circostanze. Una bambina di Kherson aveva appena 11 mesi quando è stata adottata da un ex parlamentare della Duma 73enne e dalla moglie dopo la falsificazione dell’atto di nascita che l’ha resa russa. Un’altra bambina che era ospitata in una struttura di accoglienza è stata portata via e la madre la cerca disperatamente da oltre due anni. Cinque fratellini del Donetsk sono stati separati durante tre diversi trasferimenti in Russia e infine riuniti nella stessa famiglia in una città nella regione di Mosca. «Quella ricostruita non è una somma di episodi – scrive Nello Scavo – ma la meccanica della deportazione, secondo uno schema studiato a tavolino». Ma non ci sono solo bambini rapiti, nel report della Commissione Onu sui crimini di guerra in Ucraina: sono documentati anche stupri su donne e ragazze nei territori occupati, e torture sui soldati ucraini fatti prigionieri. «Il campionario dell’orrore – continua ancora Scavo – spiega perché, lungo la linea del fronte dove i civili ucraini hanno conosciuto l’occupazione nel 2022, nessuno voglia tornare sotto l’amministrazione degli emissari di Mosca».
Nello Scavo – Avvenire, 14 marzo 2021
La bellezza di fare volontariato

Ho 22 anni e ho svolto il mio Servizio Civile a Roma. Il mio percorso è iniziato a dicembre 2024 e si è concluso a dicembre 2025. Oggi però continuo a frequentare quel luogo semplicemente come volontaria. Non è più un impegno istituzionale: è una scelta personale, nata dal desiderio di continuare a dedicare tempo ed energie a una realtà che mi ha profondamente segnata. Durante quest’anno ho prestato servizio presso i Salesiani per il Sociale, svolgendo diverse attività. Tra queste l’assistenza ai turisti e ai pellegrini, l’accoglienza e l’accompagnamento delle persone all’interno di un museo, oltre all’orientamento per chi arrivava in città e chiedeva informazioni su cosa visitare. A metà del mio percorso ho però scoperto un’altra dimensione del servizio: quella del Centro di Ascolto dedicato alle persone senza fissa dimora. È un piccolo centro, forse meno visibile rispetto ad altre realtà, ma estremamente importante per molte persone che non hanno una casa e che trovano lì un punto di riferimento. Il nostro servizio si svolge la mattina e il venerdì sera. Offriamo una colazione, distribuiamo vestiti e cerchiamo di rispondere, per quanto possibile, alle richieste e ai bisogni che emergono. Ma ciò che si offre davvero, spesso, va oltre l’aiuto materiale: è tempo, attenzione, ascolto. Vivere un’esperienza di questo tipo porta inevitabilmente a guardare la realtà con occhi diversi. Il volontariato ha la capacità di risvegliare una parte profonda della nostra umanità e di aprire la mente verso ciò che, a volte, siamo portati a considerare «diverso» semplicemente perché distante dalla nostra quotidianità. Credo che il Servizio Civile e il volontariato, in qualunque forma, possano rappresentare una grande opportunità per chiunque.
Francesca Angelucci (Volontaria) – Corriere della Sera / Buone notizie, 9 marzo 2026
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