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Parole della domenica, associazioni disponibili a dialogare con il Comune per il rilancio della città

Parole della domenica, associazioni disponibili a dialogare con il Comune per il rilancio della città

Ha scritto Sandra Magnani, presidente dell’associazione Ama, su Facebook: “E’ bello vedere quanto i montecatinesi si stanno dando da fare a tutti i livelli per innescare la valorizzazione e il rilancio della città secondo una concezione turistica moderna.
Sono tantissime le iniziative di tutti i tipi che animano la città e tantissimi i volontari che si prodigano mettendo a disposizione le loro competenze.
Negli ultimi incontri sull’Unesco secondo me è apparso chiaro che le associazioni hanno anche voglia di collaborare in modo da essere in grado di realizzare, con la forza di un gruppo più ampio, iniziative più ambiziose e rilevanti rispetto a quanto è realizzabile singolarmente.
Allo scopo di facilitare questa voglia di collaborare mi permetto di suggerire che sarebbe buona cosa la riattivazione della Consulta delle Associazioni, almeno di quelle culturali. La Consulta è un organo previsto dallo statuto del Comune di Montecatini Terme e che è stato attuato durante alcune passate amministrazioni.
Da alcuni anni non è stata più convocata.
Le convocazioni della consulta potrebbero essere momenti di comunicazione tra le associazioni e di queste con il Comune in grado anche di facilitare il dialogo positivo tra l’Amministrazione Comunale ed i cittadini”.
Parole che condividiamo: tutti uniti possiamo davvero fare grandi cose per la città che amiamo.

Come ogni settimana, ho cercato nel web e sui giornali altre storie per chi voglia leggere ma soprattutto per chi voglia riflettere.
Buona domenica a tutti quelli che ci seguono
. 
(Mauro Lubrani)

Povertà in Toscana, oltre 40mila assistiti dalla Caritas

Alla Caritas si rivolgono un po’ meno persone, ma chi è già in carico fatica a migliorare la propria situazione. Il 40 per cento degli assistiti nelle Caritas toscane, infatti, riceve aiuti da più di sei anni. In totale, nel 2025, anno di riferimento per gli ultimi dati, sono state raggiunte 43 mila personecontando anche i nuclei familiari. Quasi 20 mila persone non hanno mai smesso di ricevere assistenza da dopo il Covid.
È una povertà che si allunga e perdura quella evidenziata dal rapporto Fratture Invisibili, realizzato dalle Caritas toscane insieme a dati elaborati da VoisLab (Unipi) su un campione di poco più di mille beneficiari. 
L’identikit degli utenti Caritas non cambia. Le donne sono il 54 per cento, sei su dieci i cittadini stranieri, quasi il 60 per cento sono adulti tra 25 e 54 anni. Le persone con bassa istruzione sono il 40 per cento. Crescono un po’ di più gli anziani (17,3%) ma in linea con l’invecchiamento generale. Quasi il 35 per cento delle persone accolte ha figli minori conviventi. 
Quasi un quinto vive invece da solo e non può contare su alcuna rete familiare. Tra i motivi che spingono a cercare aiuto nei centri d’ascolto Caritas spiccano le difficoltà economiche (71,7%), seguite da problemi con il lavoro in una persona su cinque e infine problemi di salute e di casa (8,8%).
Le vite incontrate ogni giorno dai volontari non sono solo quelle di nullatenenti o persone senza dimora. Sono anche quelle di famiglie con un reddito troppo basso. Più dell’85 per cento dichiara di arrivare a fine mese con difficoltà e quasi il 60% utilizza tutto il reddito mensile per le spese familiari, senza riuscire a mettere da parte un euro. Oltre l’80 per cento di loro dichiara di non potersi più permettere cibo sano per i prezzi lievitati, il 40 per cento solo nell’ultimo anno di aver rinunciato a curarsi. 
Filippo Di Biasi – Corriere Fiorentino, 31 ottobre 2026

Una fede nunziale ritrovata nel fiume Lima

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A Luglio di quest’anno Patrick, un turista irlandese, ha perso la sua fede nuziale nel fiume Lima, in Toscana. Tre amici di Lucca, Filippo, Nicola ed Edoardo, si trovavano per caso nei pressi del torrente, proprio in quel momento. La moglie di Patrick, vedendo il marito disperato, si è avvicinata ai ragazzi per chiedere una mano.
I tre amici hanno subito tentato la ricerca, ma senza successo. Prima di salutarsi, si sono scambiati i numeri di telefono con la coppia, con la promessa che avrebbero riprovato a cercare l’anello nei giorni successivi.
Un mese dopo Filippo, Nicola ed Edoardo, armati di metal detector e tanta pazienza, hanno tentato l’impossibile: si sono immersi e, dopo ore di ricerche, hanno trovato l’anello!
Essendo fan sfegatati del Signore degli Anelli, hanno deciso che restituire un oggetto così prezioso meritasse una spedizione degna di tale tesoro. Così, il 6 ottobre si sono vestiti da Hobbit e si sono imbarcati su un volo low-cost per l’Irlanda.
Tre giorni dopo hanno bussato alla porta di Patrick per restituirgli il suo “tesoro”, finendo poi a festeggiare al pub tra birre e risate.
Chi dice che la magia non esiste? A volte bastano gli amici giusti e un pizzico di follia per scrivere una favola moderna.