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Le parole della domenica, viabilità a rischio con i lavori al ponte di Serravalle e in attesa di una rotonda all’uscita del casello di Montecatini

Le parole della domenica, viabilità a rischio con i lavori al ponte di Serravalle e in attesa di una rotonda all’uscita del casello di Montecatini

Ci sono problemi di infrastrutture sui collegamenti con Montecatini. Ormai esiste una lunga attesa per la costruzione dell’annunciata rotonda all’uscita dell’autostrada, che interessa direttamente il comune di Pieve a Nievole, ma di fatto tutta la Valdinievole. I tempi si stanno allungando con frequenti scaricabarile di responsabilità, ma la speranza rimane quella di avere presto l’atteso annuncio dell’inizio dei lavori.
Ma c’è un altro grosso punto interrogativo ed è quello di Ponte di Serravalle con la SR435. Qui transitano 4 milioni di veicoli l’anno. C’è un ponte strategico, ma vecchio e di ridotte dimensioni, che la Regione vuole rifare con un investimento di 9,6 milioni di euro. Il problema enorme è che si è parlato di una chiusura totale della strada con una scarsa possibilità di alternative. Si sta discutendo a riguardo tra il Comune di Serravalle e la Regione, ma, come il caso della rotonda al casello, il problema riguarderebbe tutta la la provincia e non solo il comune di Serravalle interessato ai lavori. Di fatto verrebbe interrotto il collegamento tra Pistoia e la Valdinievole con un aumento di traffico sull’autostrada e ulteriori ingorghi all’uscita di Montecatini.

Come ogni settimana, ho cercato nel web e sui giornali altre storie per chi voglia leggere ma soprattutto per chi voglia riflettere.
Buona domenica a tutti quelli che ci seguono

(a cura di Mauro Lubrani)

Olimpiadi, “Sorelle d’Italia” sul podio

Iniziamo con le Olimpiadi, e vogliamo farlo celebrando le “serelle d’Italia” (nella foto Brignone a sinistra e Lollobrigida a destra). Milano Cortina 2026 resterà infatti nella memoria collettiva, non solo italiana, per i successi e i gesti esemplari delle atlete azzurre. In primo piano la classe e la longevità agonistica di “mamma” Francesca Lollobrigida che a 35 anni ha conquistato due epici ori nel pattinaggio di velocità. Fare la mamma e conciliare lo sport di alto livello, tornare da un parto ed essere più forti di prima ora si può. Questo è il messaggio che la pattinatrice italiana lancia a tutte le mamme-atlete del mondo. La “madonnina” delle Olimpiadi dunque rimarrà lei, la Lollobrigida, che a quei funzionari del Cio, che vietano anche di portare un “casco alla memoria” dei martirologio dello sport ucraino (vedi il caso dell’espulsione dello skeletonista e portabandiera dell’Ucraina Vladyslav Heraskevyč) adesso chiede: «Cambiamo la regola che vieta di portare sul podio olimpico i bambini».  E citiamo anche Arianna Fontana, la regina dello short track, mentre passione, tenacia e forza dirompente sono il sale sulla neve delle sciatrici Federica Brignone e Sofia Goggia, rispettivamente oro e bronzo. Milano Cortina 2026 ha stabilito un record assoluto ancor prima della cerimonia d’apertura di San Siro: il 47% dei partecipanti sono donne. E un altro primato storico è quello dei 50 eventi femminili e i 12 misti che alzano l’asticella fino al 53,4% la presenza delle donne in tutte le gare. Certo, calato il sipario a cinque cerchi, il successo rischia di tornare ad essere semplicemente il participio passato di succedere. Quindi occorre tenere sempre i riflettori accesi, perché il Cio avverte: passate le due settimane olimpiche la copertura mediatica degli sport femminili è minima. Ma dopo questi Giochi, è giusto sperare in uno sport dove le donne andranno sempre al massimo. Il commento completo di Massimiliano Castellani.
Avvenire – 14 febbraio 2026

Più letteratura e meno tecnologia a scuola

Screenshot

Nei prossimi giorni verrà approvata la riforma delle cosiddette tre “i”: impresa, informatica, inglese. Tra insegnanti frastornati e genitori entusiasti, si prevede di collocare un computer collegato a Internet in ogni classe, anche alle elementari.
Oggi i ragazzi conoscono sì e no seicento parole, ma come si può formulare un pensiero se ti mancano le parole? Non si pensa o si pensa poco se non si hanno le parole. E noi riempiamo le scuole di tecnologia digitale invece che di letteratura? È folle. (…)
E la si finisca anche con l’alternanza scuola lavoro, a scuola si deve diventare uomini, a scuola si deve riportare la letteratura, non portare il lavoro. Gli antichi imparavano i sentimenti attraverso i miti dove ritroviamo tutta la gamma dei sentimenti possibili, Zeus il potere, Afrodite l’amore, Atena l’intelligenza, Apollo la bellezza, etc. Noi invece li impariamo attraverso la letteratura, che è il luogo dove si apprende che cosa sono il dolore, la noia, l’amore, la disperazione, la passione. Ma se la letteratura non viene frequentata e i libri non vengono letti, se la scuola disamora allora il sentimento non si forma.
Umberto Galimberti, 2003

Cresce la «quasi povertà»: a rischio oltre l’8% delle famiglie 

Già il titolo del report dice molto: L’Italia delle povertà.
La scelta di declinare la parola al plurale evidenzia che non siamo più di fronte a un fenomeno da analizzare con una visione omogenea, ma al contrario c’è una piaga da osservare in modo articolato e multidimensionale. Perché, accanto alle condizioni di povertà assoluta e relativa che si stanno cronicizzando, emergono diverse forme di disagio e vulnerabilità. Situazioni magari meno visibili, sfumate, intermedie, ma che coinvolgono sempre più famiglie, giovani e anziani. È un’area grigia che cresce in silenzio, composta da persone formalmente integrate, ma materialmente fragili e a serio rischio di scivolare nel baratro.
A scattare una fotografia nitida e aggiornata sulla diffusione delle povertà nel Paese è il nuovo dossier presentato a Roma dall’Alleanza contro la povertà (realtà che unisce 35 associazioni e organizzazioni di varia natura) in collaborazione con Iref. Uno dei principali risultati della ricerca riguarda la crescente stratificazione delle condizioni di miseria e insicurezza economica. In particolare, viene segnalato l’aumento delle persone “quasi povere”, che gravitano attorno alla soglia critica, appena sopra. A collocarsi in quest’area pericolosa è l’8,2% delle famiglie, che si aggiungono al 10,9% di nuclei già ufficialmente classificati come poveri dalle statistiche. Nel complesso, circa il 20% delle famiglie è in povertà o a rischio impoverimento.
Luca Mazza – Avvenire, 6 febbraio 2026

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Naturalmente sul sito si trovano archiviate tutte le “Parole della domenica” a partire dalla numero uno ad oggi

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