Il giornalista Roberto Grazzini presenta il nuovo libro ’Tra il lusco e il brusco, quando la mosca cede alla zanzara’ sabato 28 alle Terme Tettuccio
Dopo la consegna a Sigfrido Ranucci del premio ’Alla ricerca della verità’, andata in scena al teatro Verdi, la rassegna letteraria ’Acqua in bocca ma non troppo’ torna questo sabato, con la presentazione del libro ’Tra il lusco e il brusco, quando la mosca cede alla zanzara’, scritto dal noto giornalista montecatinese Roberto Grazzini, edito da Nuove Esperienze. La presentazione del libro, con prefazione di Roberto Pinochi e prezioso cammeo “baskettaro” del professore Bruno Ialuna, è in programma sabato 28 febbraio nel salone Portoghesi delle Terme Tettuccio, a partire dalle ore 18, alla presenza di un parterre de rois d’eccezione.
Può capitare, quando ormai si è diversamente giovani ognuno col proprio bagaglio di esperienze e conoscenze, di fare un’analisi interiore per fissare tappe fondamentali del proprio vissuto. Per Roberto Grazzini, giornalista e novello scrittore, alla sua seconda opera dopo “Il volo dell’Airone” tale esame introspettivo prende corpo “tra il lusco e il brusco”, termine figlio del vernacolo valdinievolino, usata per contraddistinguere l’ora della giornata che precede l’imbrunire. Un’espressione che l’Alighieri, in una terzina del 26º canto dell’Inferno, cronologicamente pone “Quando la mosca cede alla zanzara”.
A rafforzare il significato malinconico e nostalgico del tramonto, Roberto Grazzini, ha unito in simbiosi, le due frasi, intitolando, appunto, il suo sforzo letterario: “Tra il lusco e il brusco, quando la mosca cede alla zanzara”. Si tratta di un testo ideato per far sorridere e, allo stesso tempo, per tenere a mente lo “slang” nostrano, parte integrante, come si legge nell’incipit del libro, di quella gente che assomiglia un po’ agli orgogliosi guerrieri Seminole della Florida, mai battuti dall’esercito a stelle e strisce, i quali si adattarono perfettamente alle paludi e all’umidità delle Everglades, conservando gelosamente i propri usi e costumi.
Nella prima parte, spazio a sostantivi, aggettivi verni in assoluta libertà. A ogni iniziale lettera dell’alfabeto è stato abbinato un aforisma o il brano di una poesia, alcuni dei quali scritti di proprio pugno dall’autore. A seguire i detti storici e gli adagi comprovati e consolidati nei secoli, il capitolo sulle caratteristiche morfologiche, sulle peculiarità e sul modo di porsi dei valdinievolini, la manualità come arma di offesa e difesa, i rumori del quotidiano e gli eventi meteorologici, col differente impatto sull’ambiente, di pioggia, neve e compagnia bella.
Poi le dosi, le unità di misura, di peso e le distanze reali e temporali che precedono il lungo capitolo dei vizi della gola, con omaggio alla madre “macellara” per i nomi dei tagli della carne. Singolare quanto innovativa e apprezzata, la scelta di coinvolgere e rendere protagonisti, in tanti degli esempi pratici, dei personaggi reali.
A chiudere i ricordi dei giochi della nostra infanzia mentre , passando all’età adolescenziale, ecco i dj e gli animatori che hanno segnato a cavallo fra i favolosi anni 70 e 80, epoche memorabili, scandite al ritmo degli orientamenti musicali di ciascun periodo.
La chiosa finale è riservata alla classificazione degli apparati riproduttivi dei due sessi, adoperando al minimo, o quasi per niente, la volgarità, ma puntando, piuttosto, sull’ironia e la goliardia. Il tutto ovviamente e rigorosamente in dialetto, o meglio, pardon, in vernacolo valdinievolino.
La presentazione del libro, edito da Nuove Esperienze, con prefazione di Roberto Pinochi e prezioso cammeo “baskettaro” del professore Bruno Ialuna, è in programma sabato 28 febbraio nel salone Portoghesi delle Terme Tettuccio, a partire dalle ore 18, alla presenza di un parterre de rois d’eccezione. Detto che la stagione letteraria di “Acqua in bocca ma non troppo”, evento il cui calendario è stato illustrato venerdì scorso nella sala Pegaso di Palazzo Strozzi a Firenze, è iniziata martedì sera con la consegna del premio Montecatini Terme “Alla ricerca della verità” a Sigfrido Ranucci, toccherà proprio a “Tra il lusco ed il brusco, quando la mosca cede alla zanzara”, il battesimo del fuoco fra le mura delle Terme Tettuccio.