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Luca de Simone
Montecatini si prepara a
celebrare con un suo programma il bicentenario della nascita
di Giuseppe Verdi, che venne a Montecatini la prima volta
nel 1882, quando la sua creatività sembrava
definitivamente esaurita e in questo ambiente ideale
ritrovò la smarrita ispirazione, creando capolavori
come Otello,
Falstaff e lo
Stabat Mater e
tornando puntualmente ogni estate per 18 stagioni
consecutive.
Giovedì 10 ottobre sono in programma molte
iniziative. Giornata ricca di eventi quella del 10 ottobre a
Montecatini, per festeggiare il bicentenario della nascita
di Giuseppe Verdi. Alle ore 10 presso lo stabilimento
"Tettuccio" si terrà un incontro culturale dal titolo
"Quando al Tettuccio arrivava Verdi", con interventi fra gli
altri Roberto Pinochi (del comitato "Montecatini Terme
omaggia Giuseppe Verdi") e Mauro Lubrani, caporedattore de
"La Nazione" di Montecatini Terme.
Subito dopo, tra la Sala Portoghesi e il Tettuccio,
verrà svelato un pannello con sopra riprodotta la
foto storica del 1898 del Maestro mentre esce dallo
stabilimento Tettuccio ed una didascalia tradotta in sei
lingue con la descrizione del rapporto tra Verdi e le terme
montecatinesi.
Alle ore 12, in piazza del Popolo, nei pressi dell'ex bar
Biondi, verrà poi inaugurato un busto in bronzo
raffigurante Giuseppe Verdi, creato prendendo spunto da
un'inedita opera originale di terracotta del 1908,
realizzata dallo scultore Antonio Carminati. Il nuovo busto
in bronzo, che verrà posizionato con le spalle
rivolte a Montecatini Alto, è stata finanziato dalla
Fondazione Credito Cooperativo della Valdinievole.
Conclusione in musica per questo bicentenario: alle ore
21:15 andrà in scena nel salone storico delle Terme
Excelsior (con ingresso libero) un concerto lirico da opere
di Verdi della Corale montecatinese "Lorenzo Perosi",
diretto da Massimo Papini.
ITINERARIO
VERDIANO - A Montecatini sono rimaste tracce indissolubili
della presenza di Verdi. Ne nasce una sorta di itinerario,
che potremmo anche seguire. Da dove partire? Inevitabilmente
dal grand hotel «Plaza» in piazza del Popolo, che
Verdi frequentò ogni anno ospite di Napoleone Melani,
che scrupolosamente cercava di soddisfare in tutte le sue
esigenze l'ospite più illustre dell'albergo. Qui ci
sono ancora una targa (prima foto)
e un quadro (una riproduzione del
famoso ritratto di Boldini), che rimangono a testimonare i
riposanti soggiorni di Verdi, e naturalmente la camera
(anche se non rimane più quella che ospitava il
maestro).
Poi,
si potrebbe proseguire sul viale Verdi (appunto), lo
«stradone» voluto dal Granduca Leopoldo, dove ci
sono chiare testimonianze della presenza di Verdi, a partire
dalla targa (altra
foto) situata proprio all'imbocco della
strada, che è la principale della città,
proprio di fronte al bar Biondi. Poco oltre il palazzo
municipale, c'è il teatro Verdi intestato al maestro
nel precedente anniversario del 1981, quando il locale venne
inaugurato. Si potrebbe poi visitare lo stabilimento
Tettuccio e riviverci le atmosfere che Verdi e il suo
seguito vi potevano trovare. Quindi, non può mancare
una visita all'Accademia d'arte «Dino Scalabrino»,
dove è conservato il pianoforte che un tempo era alla
Locanda Maggiore e dove Verdi compose alcune delle pagine
più belle di
Otello e
Falstaff.
Inevitabile a questo punto una escursione a Montecatini
Alto, dove sulla circonvallazione c'è ancora la targa
che ricorda una celebre frase che Verdi pronunciò
«è questo uno dei panorami
più meravigliosi che abbia mai
visto»), mentre si recava a
seguire i lavori di costruzione della villa che il medico
delle Terme Grocco si faceva costruire in uno dei punti
più belli del Castello e con una vista da
mozzafiato.
E chi ne volesse sapere ancora di più può
leggere il libro del giornalista Mauro Lubrani
«Giuseppe Verdi a
Montecatini», di cui dovrebbe
uscire presto una seconda edizione che ricostruisce gli
ultimi anni del grande maestro.

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