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Luca de Simone
Ugolino
da Montecatini (1348-1425) viene considerato il primo grande
medico termale ma soprattutto il padre della moderna
idrologia. Come ha sottolineato Riccardo Pacini, presidente
dell'Associazione toscana di tecniche termali, durante la
presentazione del libro, Ugolino da Montecatini nel trattato
De balneis del 1417 aveva dato indicazioni precise
sull'efficacia delle acque e sulle controindicazioni, sulla
modalità della somministrazione e sul concetto di
benessere, dimostrando la straordinaria attualità
delle sue tesi anche oggi.
Intanto, definiamolo con tutti i giusti attributi: professor
Ugolino Simoni, docente di medicina pratica negli studi di
Pisa, Firenze e Perugia, medico di corte dei più
potenti principi del tempo e tra i più ricercati
consulenti della Toscana. Studiò
all'università di Bologna, dove il 12 aprile
1367 (a circa vent'anni appena), ottenne la facoltà
di esercitare medicina.
Per la prima volta, grazie al suo trattato De Balneis
(1417), possiamo avere documentazioni sicure
sull'attività termale già esistente a
Montecatini. Ugolino, infatti, parla di un «bagno
antichissimo di cui non si serba memoria», di
grande efficacia per curare i dolori agli arti e alla
schiena; un secondo bagno, bene ordinato, efficace per
curare la scabbia; mentre un terzo, definito nuovo, era
stato costruito nel 1370 dai Magnifici Signori Fiorentini
(per ricavare sale dall'acqua non per scopi terapeutici) ed
aveva una tettoia a riparo della fonte. Potrebbe trattarsi
proprio del futuro Tettuccio.
In precedenza, si era parlato con certezza di acque termali
a scopi terapeutici in una lettera di Francesco Datini,
datata 24 luglio 1387 quindi 30 anni esatti prima del
trattato di Ugolino -, in cui il mercante pratese, noto per
aver inventato la cambiale, scrive al medico fiorentino
Giovanni Banduccio per avere informazioni sulle cure
termali, visto che tante persone vanno al Bagno a Monte
Chathini e da là fanno venire anche l'acqua per
bere.
Come afferma l'architetto Paola Galassi, presidente della
Pro loco, nell'introduzione al libro, Ugolino nel suo
trattato pose su salde basi scientifiche lo studio delle
acque e dei fanghi di Montecatini, basandoci sulla diretta
conoscenza degli effetti terapeutici sui propri pazienti o
sulle esperienze di altri colleghi. Sicuramente Ugolino fu
uno dei primi a sottoporre l'acqua delle fonti termali ad
analisi chimiche con l'alambicco per vederne la composizione
e i residui fissi, per sottolineare la differenza
terapeutica tra le diverse acque.
Il Trattato prevede anche indicazioni utili per un
corretto uso delle cure termali, da effettuare sotto
consiglio medico (e non da soli come molti all'epoca
facevano riportandone anche danni), scelta del periodo
ritenuto migliore (luglio e agosto) e di abbinare il tutto
ad un corretto regime di vita con riposo e adeguata dieta
alimentare. L'acqua andava bevuta per tre giorni consecutivi
al mattino ed era necessario continuare a berla,
finché quella espulsa non fosse chiara come quella
ingerita.
Nel suo intervento al convegno del 2003, il professor Amedeo
Bartolini sviluppò un aspetto molto importante che
è quello dell'amicizia tra il medico Ugolino Simoni e
Coluccio Salutati, altro valdinievolino di grande valore,
ritenuto il padre riconosciuto dell'Umanesimo. Nato il 26
febbraio 1331 a Stignano, studiò notariato a Bologna,
dove ottenne la laurea. Ritornato nella sua terra per
svolgere la professione, ricoprì vari incarichi di
Cancelliere (Todi, Lucca) e nel 1375 fu nominato Cancelliere
della Repubblica fiorentina, incarico che svolse fino alla
morte avvenuta il 4 maggio 1406. Ugolino scrive nel suo
trattato di aver visitato i Bagni di Volterra proprio
insieme al Cancelliere Coluccio, che definisce «un uomo
che ho amato quasi più di tutti gli altri».
Stima contraccambiata, perché Coluccio in una lettera
definisce Ugolino «fratello mio carissimo».
Tra l'altro, Ugolino deve a Salutati alcuni importanti
incarichi professionali: la nomina a lettore di medicina
all'Università di Firenze (dal 1393 al 1395), il
ritorno come medico a Pisa (1396-97) e la riconferma dello
studio universitario a Firenze (1402-06).
Ma quello che più conta è che Bartolini porta
avanti e direi documenta una collaborazione di Ugolino nella
stesura da parte di Coluccio del De nobilitate legum et
medicinae, dove il Salutati appunto sviluppa una forte
polemica contro l'impostazione dominante delle scuole
medico-fisiche.
Interessante anche il capitolo di Giuseppe Capretti
sull'abbigliamento dei medici all'epoca di Ugolino e la
ricca appendice di Sandra Torre sui beni appartenenti a
Ugolino, evidentemente membro di un'agiata famiglia.
Il professor Ugolino Simoni è considerato il
«padre dell'idrologia moderna», ma non ha avuto
adeguati riconoscimenti nella sua terra: a lui è
intestata una Società scientifica e una strada di
minore interesse. E' l'ennesima conferma che nessuno
è profeta in patria.
Alla stesura del volume hanno collaborato Antonio Galassi
(che ha ripercorso il cammino dell'idrologia), Caterina
Ranieri (Montecatini tra il 1300 al 1400), Sandra Torre (il
profilo del medico Ugolino), Amedeo Bartolini (il rapporto
tra Ugolino e Colucci Salutati) e Giuseppe Capretti (gli usi
dell'epoca). In appendice il volume porta la traduzione, ad
opera di Michele Nardi, del trattato De balneis. La
pubblicazione del volume è stata resa possibile
grazie al contributo dell'Amministrazione comunale, delle
Terme e di Data medica.
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