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MAGGIO 2006

      Personaggi
        L'illustre medico è stato riscoperto grazie ad un libro della Pro loco di Montecatini Alto
     Ugolino, il «padre» dell'idrologia

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Luca de Simone

Ugolino da Montecatini (1348-1425) viene considerato il primo grande medico termale ma soprattutto il padre della moderna idrologia. Come ha sottolineato Riccardo Pacini, presidente dell'Associazione toscana di tecniche termali, durante la presentazione del libro, Ugolino da Montecatini nel trattato De balneis del 1417 aveva dato indicazioni precise sull'efficacia delle acque e sulle controindicazioni, sulla modalità della somministrazione e sul concetto di benessere, dimostrando la straordinaria attualità delle sue tesi anche oggi.
Intanto, definiamolo con tutti i giusti attributi: professor Ugolino Simoni, docente di medicina pratica negli studi di Pisa, Firenze e Perugia, medico di corte dei più potenti principi del tempo e tra i più ricercati consulenti della Toscana. Studiò all'università di Bologna, dove‚ il 12 aprile 1367 (a circa vent'anni appena), ottenne la facoltà di esercitare medicina.
Per la prima volta, grazie al suo trattato De Balneis (1417), possiamo avere documentazioni sicure sull'attività termale già esistente a Montecatini. Ugolino, infatti, parla di un «bagno antichissimo di cui non si serba memoria», di grande efficacia per curare i dolori agli arti e alla schiena; un secondo bagno, bene ordinato, efficace per curare la scabbia; mentre un terzo, definito nuovo, era stato costruito nel 1370 dai Magnifici Signori Fiorentini (per ricavare sale dall'acqua non per scopi terapeutici) ed aveva una tettoia a riparo della fonte. Potrebbe trattarsi proprio del futuro Tettuccio.
In precedenza, si era parlato con certezza di acque termali a scopi terapeutici in una lettera di Francesco Datini, datata 24 luglio 1387‚ quindi 30 anni esatti prima del trattato di Ugolino -, in cui il mercante pratese, noto per aver inventato la cambiale, scrive al medico fiorentino Giovanni Banduccio per avere informazioni sulle cure termali, visto che tante persone vanno al Bagno a Monte Chathini e da là fanno venire anche l'acqua per bere.
Come afferma l'architetto Paola Galassi, presidente della Pro loco, nell'introduzione al libro, Ugolino nel suo trattato pose su salde basi scientifiche lo studio delle acque e dei fanghi di Montecatini, basandoci sulla diretta conoscenza degli effetti terapeutici sui propri pazienti o sulle esperienze di altri colleghi. Sicuramente Ugolino fu uno dei primi a sottoporre l'acqua delle fonti termali ad analisi chimiche con l'alambicco per vederne la composizione e i residui fissi, per sottolineare la differenza terapeutica tra le diverse acque.
Il Trattato prevede anche indicazioni utili per un corretto uso delle cure termali, da effettuare sotto consiglio medico (e non da soli come molti all'epoca facevano riportandone anche danni), scelta del periodo ritenuto migliore (luglio e agosto) e di abbinare il tutto ad un corretto regime di vita con riposo e adeguata dieta alimentare. L'acqua andava bevuta per tre giorni consecutivi al mattino ed era necessario continuare a berla, finché quella espulsa non fosse chiara come quella ingerita.
Nel suo intervento al convegno del 2003, il professor Amedeo Bartolini sviluppò un aspetto molto importante che è quello dell'amicizia tra il medico Ugolino Simoni e Coluccio Salutati, altro valdinievolino di grande valore, ritenuto il padre riconosciuto dell'Umanesimo. Nato il 26 febbraio 1331 a Stignano, studiò notariato a Bologna, dove ottenne la laurea. Ritornato nella sua terra per svolgere la professione, ricoprì vari incarichi di Cancelliere (Todi, Lucca) e nel 1375 fu nominato Cancelliere della Repubblica fiorentina, incarico che svolse fino alla morte avvenuta il 4 maggio 1406. Ugolino scrive nel suo trattato di aver visitato i Bagni di Volterra proprio insieme al Cancelliere Coluccio, che definisce «un uomo che ho amato quasi più di tutti gli altri». Stima contraccambiata, perché Coluccio in una lettera definisce Ugolino «fratello mio carissimo».
Tra l'altro, Ugolino deve a Salutati alcuni importanti incarichi professionali: la nomina a lettore di medicina all'Università di Firenze (dal 1393 al 1395), il ritorno come medico a Pisa (1396-97) e la riconferma dello studio universitario a Firenze (1402-06).
Ma quello che più conta è che Bartolini porta avanti e direi documenta una collaborazione di Ugolino nella stesura da parte di Coluccio del De nobilitate legum et medicinae, dove il Salutati appunto sviluppa una forte polemica contro l'impostazione dominante delle scuole medico-fisiche.
Interessante anche il capitolo di Giuseppe Capretti sull'abbigliamento dei medici all'epoca di Ugolino e la ricca appendice di Sandra Torre sui beni appartenenti a Ugolino, evidentemente membro di un'agiata famiglia.
Il professor Ugolino Simoni è considerato il «padre dell'idrologia moderna», ma non ha avuto adeguati riconoscimenti nella sua terra: a lui è intestata una Società scientifica e una strada di minore interesse. E' l'ennesima conferma che nessuno è profeta in patria.
Alla stesura del volume hanno collaborato Antonio Galassi (che ha ripercorso il cammino dell'idrologia), Caterina Ranieri (Montecatini tra il 1300 al 1400), Sandra Torre (il profilo del medico Ugolino), Amedeo Bartolini (il rapporto tra Ugolino e Colucci Salutati) e Giuseppe Capretti (gli usi dell'epoca). In appendice il volume porta la traduzione, ad opera di Michele Nardi, del trattato De balneis. La pubblicazione del volume è stata resa possibile grazie al contributo dell'Amministrazione comunale, delle Terme e di Data medica.


 

 

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