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Luca de Simone
Sono
già passati 40 anni dalla scomparsa di uno dei
più famosi attori di Hollywood e di un frequentatore
di Montecatini. Spencer Tracy si spegne il 10 giugno 1967 a
Beverly Hills, Los Angeles, a causa di un infarto
all'età di sessantasette anni, lasciando il ricordo
di un uomo buono, ironico e generoso, nonché di un
grandissimo artista, sensibile e raffinato. Figlio di un
immigrato irlandese, Spencer Bonaventure Tracy nacque a
Milwaukee, nel Wisconsin, USA, il 5 aprile 1900. Dopo
essersi arruolato in marina durante la Prima Guerra
Mondiale, si avvicinò alla recitazione, cominciando
ufficialmente nel 1922 la carriera d'attore. L'anno seguente
sposò Louise Treadwell, giovane promessa del
teatro.
Apparve in settantaquattro film, dal 1930 fino agli anni
Sessanta. Tracy è tuttora considerato uno dei
migliori attori del suo tempo. Era in grado di interpretare
l'eroe, il contadino o ruoli comici ed era in grado di far
credere al pubblico che quello fosse realmente il
personaggio che interpretava. Fu uno dei primi attori
realistici, le sue interpretazioni hanno superato la prova
del tempo, cosa che non è successa con altri attori
suoi contemporanei. È ricordato per alcune magistrali
interpretazioni - fra le quali quella nel film Indovina chi
viene a cena? - e per il suo lungo sodalizio, artistico e
sentimentale, con l'attrice Katharine Hepburn.
Delle vacanze d'amore tra Katharine e Spencer a Montecatini
non rimane neppure la testimonianza di una sola foto.
Vennero la prima volta nel settembre 1954, per un periodo di
cura e di relax, poi tornarono nel 1959 e, l'ultima volta,
nell'agosto 1962, che fu un anno irripetibile per il numero
di attori hollywoodiani ospiti alla Pace: William Holden,
Spencer Tracy, Katherine e Haudrey Hepburn, Paulette
Goddard, Clark Gable, Charles Boyer, Gary Cooper.
Insieme
Spencer e Katharine condivisero 27 anni d'amore e nove film
«coniugali» di grande successo: dalla
Donna del giorno di
Steven nel 1942 all'ultimo Indovina chi
viene a cena (1967), la commedia
antirazzista di Kromer, la cui uscita coincise con l'anno di
morte dell'attore. E proprio quando Katharine Hepburn
andò a ritirare l'Oscar per questo film (le sue
quattro statuette vinte, invece, non le aveva mai ritirate),
tra le lacrime, dedicò a Spencer una dichiarazione
d'amore rimasta incancellabile: «So che questo
statuetta non è solo per me, ma anche per un artista
che noi tutti abbiamo amato».
Un grande amore che sarebbe stato un'unione matrimoniale
perfetta, ma Spencer Tracy si era già sposato nel
1923 con Louise Trodwell da cui aveva avuto due figli: Susie
e John, quest'ultimo nato sordo. Spencer si era sentito
responsabile dell'handicap del figlio, al punto da farsene
una colpa che cercava di dimenticare con l'alcol. Ed aveva
sempre confidato a chi gli chiedeva perché non
regolarizzasse il suo rapporto con Katharine: «Se
lasciassi mia moglie, darei un dolore troppo grande a mio
figlio».
Durante la permanenza a Montecatini, la Hepburn
confermò tutto il suo carattere ribelle, aggressivo e
anticonformista, che aveva caratterizzato il suo ingresso
nel cinema come tutta la suo lunga e brillante carriera.
Molto più disponibile in città si era
dimostrato Spencer Tracy, di cui rimangono alcune belle
immagini insieme a vari personaggi montecatinesi fino a
quella splendida foto scattata sul viale Verdi, al
tradizionale rito quotidiano della prova del peso all'uscita
dalle cure termali: l'attore guardava con sorpresa la
lancetta della bilancia, che un tempo era sistemata di
fronte allo stabilimento Leopoldine, dove oggi sono delle
cabine telefoniche.
Katharine Hepburn, invece, pretese sempre di trascorrere a
Montecatini vacanze «blindate»: niente incontri
ufficiali, nessuna apparizione agli stabilimenti,
soprattutto lontani tutti i fotografi. I
«paparazzi» dell'epoca provarono di tutto pur di
catturare un'immagine dei due innamorati insieme.
Addirittura, come ricordava anni fa, prima di morire,
l'indimenticato fotoreporter Guido Rastrelli dell'allora
«foto Valtorta», lui ed alcuni suoi colleghi,
arrivarono a simulare un incidente stradale. L'intenzione
era quella di bloccare l'auto con i due innamorati a bordo
che tornavano da una gita romantica a Montecatini Alto. Ad
una curva della Maona, i fotografi misero una moto a terra
con una persona sdraiata sull'asfalto che si finse ferita.
Intanto, sopra un ciglio erano appostati due fotografi che
avrebbero dovuto riprendere dall'alto la coppia teneramente
abbracciata sui sedili posteriori dell'auto decapottabile
guidata dall'autista guardaspalle. L'auto si fermò
per dare soccorso al finto ferito, ma i
«paparazzi» evidentemente non avevano fatto i
conti con la decisa e rabbiosa reazione di Spencer Tracy
che, accortosi della «trappola», andò su
tutte le furie e pretese la consegna dei rullini, già
prenotati da diverse agenzie di stampa a livello
mondiale.
Per il resto la giornata di Katharine e Spencer era
caratterizzata da lunghe ore trascorse nella loro suite del
grand hotel «La Pace»: l'attore faceva anche la
cura e dimostrava più disponibilità ad
incontrare persone dentro e fuori l'albergo, lei, al
massimo, si concedeva, oltre alle rare gite romantiche alla
scoperta dei luoghi più belli nei dintorni a
Montecatini, delle levatacce all'alba per farsi accompagnare
a caccia sulle colline o in padule, dove non mancava di
sorseggiare anche qualche grappino insieme ai suoi
accompagnatori. Vittorio Mariottini, storico direttore del
grand hotel dal 1943 al 1970, ha lasciato sul libro d'oro
questa testimonianza: «Katherine Hepburn ha accolto il
mio invito ad andare a caccia in padule. Dinamica e
determinata come nei suoi films, è stata per ore
nella botte umida, assalita da zanzare ed altri
insetti».
Katharine e Spencer hanno lasciato scritta a Montecatini
un'altra delle grandi storie d'amore rimaste
indimenticabili. Dopo la loro permanenza nel 1962 non
tornarono più: i loro molteplici impegni non gli
concessero di ripetere una vacanza da sogno alle Terme. La
loro vita e il loro lavoro erano ad Hollywood, dove la loro
storia d'amore, nata sul set di un film, era ammirata da
tutti.
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