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La
bufera sulla gestione privata delle Terme provoca un
terremoto in Comune: dopo le dimissioni annunciate e poi
rientrate del sindaco Ettore Severi, rieletto da pochi mesi
per il secondo mandato, a causa dell'approvazione di un
documento da parte della sua maggioranza di Centrodestra
nell'ultimo consiglio comunale, ora si assiste ad una nuova
puntata della vicenda.
Il sindaco Severi ha ritirato la delegata all'urbanistica al
vicesindaco Riccardo Sensi per «gravi dissonanze emerse
nel rapporto» tra i due.
La risposta di Forza Italia non si è fatta attendere
con il ritiro di tutti i tre assesori in giunta: Andrea
Bonvicini (spettacolo, arredo urbano e cultura), Gianluca
Calzolari (traffico e viabilità, attività
produttive) e lo stesso Riccardo Sensi (servizi sociali,
cioè la delega lasciatagli dal sindaco).
Intanto, in questo clima di massima incertezza politica, si
è svolta un'assemblea sul futuro delle Terme promossa
dai sindacati. Ecco alcune delle posizioni emerse.
Vito Vacchi, presidente dell'Immobiliare: «Molte sono
le inadempienze riscontrate rispetto agli impegni presi. E,
soprattutto, non ci sono garanzie per il 2005. Ora chi
è rimasto dei gestori deve tener fede agli impegni
contrattuali».
Ettore Severi, sindaco: «Quando avete affittato le
Terme, sapevate che per 30 anni avreste avuto in mano
un'intera città. E, invece, oggi subiamo danni
economici e di immagine. Fino ad oggi non sono stati
rispettati vari punti del contratto, lo stato patrimoniale
è azzerato, i debiti crescono».
Susanna Cenni, assessore regionale: «Ora dobbiamo
liberarci del fantasma Vitawell e percorrere tutte le strade
per ripartire. Attendiamo segnali chiari da Santarelli:
metta per iscritto le sue intenzioni, poi
discuteremo».
Felice Santarelli, amministratore delegato Società di
gestione: «Rifiuto la minaccia della risoluzione del
contratto per inadempienza. Abbandoniamo i conflitti: se da
entrambe le parti c'è tranquillità, garantisco
che manterremo i nostri impegni. Gli imprenditori locali
devono venire allo scoperto con peogetti e soldi».
Elio Pancioli, presidente albergatori Apam: «Noi non
vogliamo Santarelli come socio nella futura società.
Pensiamo ad una compagine con un progetto realizzabile e non
irrealizzabile come era il loro».
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