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Luca de Simone
Lievitati
oltre ogni
aspettativa,
in soli tre
anni, i costi dei lavori alle Terme Leopoldine. Sono
cresciuti di oltre 11 milioni di euro, come è emerso
da un aggiornamento del piano industriale discusso
nell'ultimo consiglio comunale. L'aggiornamento si è
reso necessario in quanto l'ormai famoso contratto di
finanziamento del valore di 33,8 milioni, stipulato nel
dicembre del 2008 con il pool di banche guidate da Bnl,
necessitava di una revisione dovuta ai maggiori fabbisogni
emersi in questi anni: l'accantonamento nel fondo rischi
dovuto al contenzioso aperto con l'ex amministratore
delegato della società, minori introiti, rispetto a
quanto preventivato, sul fronte delle dismissioni
immobiliari e i vari costi relativi alla fase progettuale
dello studio Fuksas, alla direzione dei lavori, ai lavori
prettamente edili, alle opere di restauro, all'impiantistica
e agli arredi. Totale: oltre 11 milioni che portano il costo
delle Leopoldine dai 15 milioni del 2008 agli attuali
26.
Tra l'altro, il cantiere è ormai fermo da otto mesi e
la riapertura, in un primo tempo prevista a settembre
scorso, sembra ulteriormente rimandata tra dicembre e i
primi mesi del 2012.
Facendo un passo indietro, al gennaio 2008, le
speranze di un rilancio in grande stile delle nostre Terme
si erano riaccese con un maxi-finanziamento da 33,5 milioni
di euro concessi da un pool di banche capeggiato da Bnl. I
finanziamenti per investimenti immobiliari di tale portata
sarebbero stati erogati a fronte di specifici
giustificativi: fatture di acquisto di materiali e di lavori
edili, notule di tecnici e professionisti e quant'altro
necessita al completamento del piano industriale concordato.
L'erogazione avviene insomma in base allo stato di
avanzamento delle opere.
I prestiti per 28 milioni dovranno essere rimborsati in 15
anni e per 5,5 milioni (è la parte che riguarda
l'Iva) in 5. Nei primi 4 anni le rate saranno composte dai
soli interessi, poi toccherà anche alle quote di
capitale. A garanzia, le Terme hanno acceso ipoteche per
complessivi 56 milioni di euro sui beni strumentali,
cioè Tettuccio, Excelsior, Torretta e gli altri
stabilimenti di cura.
Il cantiere per i lavori alle Leopoldine sono partiti
all'inizio di aprile 2009. Dal 1° dicembre 2008 era
già attivo il precantiere per la bonifica dei vecchi
impianti, che ancora contenevano parti in amianto. Il primo
taglio del nastro è avvenuto a metà 2009 per
il reparto inalatorio delle Terme Redi. Sempre qui, a
metà 2010, ha aperto la balneofangoterapia.
Ma il momento più atteso restava e resta quello
dell'inaugurazione della piscina di Fuksas alle Leopoldine,
prevista - secondo i piani fatti nel 2008 - per l'ottobre
2010 o comunque entro la fine dello stesso anno. Sul finire
del 2011 sarebbe toccato al «Bagno romano» delle
Leopoldine. In totale per questo stabilimento dovevano
essere spesi 15,5 milioni. Quasi 8 milioni erano destinati
alle Redi; 2,5 milioni alla prima fase dei restauri di
Tettuccio e Regina, che alle fine avranno un costo di 5
milioni, il cui 40-50% sarà coperto da un contributo
a fondo perduto del Ministero dei beni culturali tramite la
Soprintendenza di Firenze, di cui al momento non si ha
notizia.
Altri soldi servirebbero per le Terme Rinfresco e Tamerici e
per la captazione di nuove sorgenti sulle colline.
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