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NOVEMBRE 2011

      Copertina
        Per il rilancio dello stabilimento con la piscina Fuksas l'aumento è al momento addirittura di 11 milioni
     Terme Leopoldine, costi in crescita

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Luca de Simone

Lievitati oltre ogni aspettativa, in soli tre anni, i costi dei lavori alle Terme Leopoldine. Sono cresciuti di oltre 11 milioni di euro, come è emerso da un aggiornamento del piano industriale discusso nell'ultimo consiglio comunale. L'aggiornamento si è reso necessario in quanto l'ormai famoso contratto di finanziamento del valore di 33,8 milioni, stipulato nel dicembre del 2008 con il pool di banche guidate da Bnl, necessitava di una revisione dovuta ai maggiori fabbisogni emersi in questi anni: l'accantonamento nel fondo rischi dovuto al contenzioso aperto con l'ex amministratore delegato della società, minori introiti, rispetto a quanto preventivato, sul fronte delle dismissioni immobiliari e i vari costi relativi alla fase progettuale dello studio Fuksas, alla direzione dei lavori, ai lavori prettamente edili, alle opere di restauro, all'impiantistica e agli arredi. Totale: oltre 11 milioni che portano il costo delle Leopoldine dai 15 milioni del 2008 agli attuali 26.
Tra l'altro, il cantiere è ormai fermo da otto mesi e la riapertura, in un primo tempo prevista a settembre scorso, sembra ulteriormente rimandata tra dicembre e i primi mesi del 2012.

Facendo un passo indietro, al gennaio 2008, le speranze di un rilancio in grande stile delle nostre Terme si erano riaccese con un maxi-finanziamento da 33,5 milioni di euro concessi da un pool di banche capeggiato da Bnl. I finanziamenti per investimenti immobiliari di tale portata sarebbero stati erogati a fronte di specifici giustificativi: fatture di acquisto di materiali e di lavori edili, notule di tecnici e professionisti e quant'altro necessita al completamento del piano industriale concordato. L'erogazione avviene insomma in base allo stato di avanzamento delle opere.
I prestiti per 28 milioni dovranno essere rimborsati in 15 anni e per 5,5 milioni (è la parte che riguarda l'Iva) in 5. Nei primi 4 anni le rate saranno composte dai soli interessi, poi toccherà anche alle quote di capitale. A garanzia, le Terme hanno acceso ipoteche per complessivi 56 milioni di euro sui beni strumentali, cioè Tettuccio, Excelsior, Torretta e gli altri stabilimenti di cura.
Il cantiere per i lavori alle Leopoldine sono partiti all'inizio di aprile 2009. Dal 1° dicembre 2008 era già attivo il precantiere per la bonifica dei vecchi impianti, che ancora contenevano parti in amianto. Il primo taglio del nastro è avvenuto a metà 2009 per il reparto inalatorio delle Terme Redi. Sempre qui, a metà 2010, ha aperto la balneofangoterapia.
Ma il momento più atteso restava e resta quello dell'inaugurazione della piscina di Fuksas alle Leopoldine, prevista - secondo i piani fatti nel 2008 - per l'ottobre 2010 o comunque entro la fine dello stesso anno. Sul finire del 2011 sarebbe toccato al «Bagno romano» delle Leopoldine. In totale per questo stabilimento dovevano essere spesi 15,5 milioni. Quasi 8 milioni erano destinati alle Redi; 2,5 milioni alla prima fase dei restauri di Tettuccio e Regina, che alle fine avranno un costo di 5 milioni, il cui 40-50% sarà coperto da un contributo a fondo perduto del Ministero dei beni culturali tramite la Soprintendenza di Firenze, di cui al momento non si ha notizia.
Altri soldi servirebbero per le Terme Rinfresco e Tamerici e per la captazione di nuove sorgenti sulle colline.

 

 

 

 

 

 

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