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Luca de Simone
U
no splendido volume dedicato alla storia della
città di Pescia dalle origini ai giorni nostri. Si
tratta dell'annuale libro-strenna della Cassa di Risparmio
di Pistoia e Pescia dal titolo significativo Pescia.
Città tra confini in terra di Toscana (Silvana
Editoriale), curato da don Amleto Spicciani, sacerdote e
docente di storia medioevale all'Università di Pisa e
allievo di Cinzio Violante.
Siamo di fronte al primo studio completo della storia di
Pescia, centro «che per tradizione &emdash; dice
Gabriele Zollo, presidente della Caripit &emdash; riveste
grande importanza nella nostra provincia e che nel passato
ha avuto un ruolo ancor più rilevante». Il libro
è al contempo appassionante ricapitolazione dello
scibile storico pesciatino e punto di partenza per futuri
studi. L'opera sarà presentata e data in omaggio al
pubblico martedì 5 dicembre, ore 17, al Palagio.
«Dedichiamo la strenna 2006 a Pescia &emdash; aggiunge
Zollo &emdash; perchè ricorre il 70°
anniversario della fusione della Cassa di Risparmio di
Pistoia (fondata nel 1831-32) e di quella di Pescia (1840).
Nel 1936 decisero di proseguire insieme l'avventura del
credito nella provincia. Il libro parla il linguaggio degli
storici, ma può essere letto da un ampio pubblico.
Notevole è lo spazio ai temi storico-economici:
l'industria serica, la carta, l'agricoltura
specializzata».
Allievo di Cinzio Violante, medievalista e autorità
riconosciuta per gli studi sulla Valdinievole, il professore
e sacerdote pesciatino Amleto Spicciani ha applicato il
più rigoroso metodo storico anche a questa sua nuova
fatica, avvalendosi di ottimi collaboratori e delle belle
foto di Aurelio e Francesca Amendola. «Ho voluto un
taglio divulgativo &emdash; spiega &emdash; senza rinunciare
al rigore scientifico. Il titolo non dà riferimenti
cronologici, perchè si occupa di mille anni di storia
di Pescia e ancor prima di quel suo territorio che, per le
caratteristiche fisiche, darà poi origini alla sua
fortuna. Lo studio si allarga poi sul presente e si apre
verso il futuro della città».
E' poi significativo che questa summa ponga il problema
della carenza di attente ricerche su basso medioevo,
Rinascimento, storia ecclesiastica. «E' un primo
tentativo di studio organico &emdash; precisa Spicciani
&emdash; che evidenzia anche i vuoti con cui dobbiamo
misurarci».
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