title1.gif (7907 byte)title2b.gif (11619 byte)Tutto Montecatini

 

MAGGIO 2015

      Cultura
        La storia è ambientata nella Montecatini di fine '500 con molti episodi misteriosi
     Romanzo di Pinochi «S. Barbara e la Granduchessa»

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Luca de Simone

E' uscito un nuovo libro di Roberto Pinochi intitolato “Santa Barbara e la Granduchessa”, edito da Del Bucchia di Massarosa. Si tratta della prima prova letteraria del personaggio montecatinese riconosciuto come uno dei maggiori esperti della storia cittadina.
Nella Montecatini di fine ‘500 si susseguono eventi misteriosi e inspiegabili. In ordine di tempo, tocca a due sorelle morire avvelenate dai funghi e ad un muratore precipitare da un’impalcatura. La gente attribuisce la colpa di tutto a degli spiriti malevoli presenti nelle fumiganti fonti termali della pianura. Campane che suonano da sole si alternano a piogge improvvise da cieli tersi. In mezzo ad omicidi, furti, disgrazie si verifica un fatto straordinario. Mentre nel monastero delle Monache Agostiniane di clausura si festeggiano cinque nuove religiose viene rubato il venerato reliquiario contenente il cranio di Santa Barbara, patrona della Comunità di Montecatini.
In mezzo a continui colpi di scena si alternano i personaggi della storia, i due ladri sacrileghi, Clemente e Vincenzio Billi di Monte Summano, il vice piovano della parrocchia montecatinese di San Pietro, Gabbriello, alla ricerca spasmodica della reliquia, le due sorelle monache di clausura Anna Maria e Maria Anna Read, lo speziale e custode dei bagni Chimenti Simoni, lo stordito Domenico nipote del prete, il pifferaio Pasquino, l’organaio maestro Cesere e tante altre figure. Finché non giungono sulla scena i veri congiurati, due personaggi fiorentini che tramano contro la vera vittima prestabilita, la Granduchessa Bianca Cappello. Alamanno de’ Medici e Carlo Pitti ordiscono la loro trama contro di lei. Dentro i bagni termali si conclude la vicenda in modo drammatico, anche se  non viene fatta piena giustizia nella Toscana del Granduca Francesco e della sua sposa, la bella e pessima Bianca. Il reliquiario tornerà al suo posto per l’esultanza della popolazione del paese.
Dopo i suoi molti libri di carattere prettamente storico, Roberto Pinochi si cimenta ora con il romanzo, e lo fa con sicurezza e mano sapiente. La vicenda si snoda tra le fonti termali e il castello di Montecatini, dove l’Autore si muove con la disinvoltura del paesano che gioca in casa. Un romanzo da leggere in un fiato, appassionante e coinvolgente. Una prova superata a pieni voti per il ricercatore montecatinese, che mostra di sapersi disimpegnare anche nel mondo della fantasia storica.

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