title1.gif (7907 byte) title2b.gif (11619 byte)Tutto Montecatini

 

DICEMBRE 2004

      Storia
        Ecco cosa si prevedeva negli antichi documenti per onorare degnamente la Patrona della città
Il culto di Santa Barbara

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Roberto Pinochi

I culto di Santa Barbara, patrona di Montecatini, ha sempre rivestito una solennità particolare per la città. Le reliquie della Santa conservate presso la Propositura di S.Pietro Apostolo sono state in ogni tempo oggetto della venerazione da parte dei montecatinesi. Negli Statuti comunali del 1559 ricostruiti dai giureconsulti della città dopo la distruzione di quelli del 1330, la prima invocazione era sempre rivolta alla patrona Santa Barbara. Oltre che per la festività del 4 dicembre, proprio gli Statuti della Comunità, sia "vetera" che "nova", sancivano che la processione propiziatoria delle reliquie della Santa attraverso le vie del paese avvenisse anche in tempo di Pasqua. Così, anche immediatamente prima dell'assedio e della distruzione del Castello nel luglio del 1554, i Magistrati montecatinesi deliberavano che "la Santa Reliquia di Santa Barbara vadia in processione come al solito e che si vada al Carmine per la chiave della S.Reliquia nella capsa ordinaria", eleggendo nel contempo "dei festaioli per non macular detta consuetudine et rito antiquo".
Le procedure per questa che era la solennità religiosa più sentita dai montecatinesi erano stabilite con cura certosina. Intanto, il luogo dove era conservata consisteva in "una cappella adornata di lampade d'argento ed altro con la tavola del Martirio dietro alla quale a guisa d'un piccol choro per mezzo di due ponticelle posa la d. Reliquia in vaso d'argento di superbissimo lavoro serrato con due chiave, una delle quali tiene il Sig. Piovano pro tempore e l'altra la Comunità quale la tiene serrata nella cassa dove sono rinchiuse le borse dell'Ufficiali e Rappresentanti…".
Quindi il potere civile e quello religioso dovevano incontrarsi nei tempi previsti, ognuno con la propria chiave, per offrire la reliquia alla venerazione dei fedeli; ed era sintomatico che i Magistrati cittadini conservassero la loro chiave nella cassa delle imborsazioni, dalla quale si traevano gli eletti alle varie cariche comunitative.
Nelle due occasioni "ufficiali" della processione (il 4 dicembre e il secondo giorno dopo la Pasqua) veniva aperta "la porticina" da parte del Cappellano, il Piovano incensava la reliquia, e dopo aver indossato dei guanti, la posava sopra l'altare e l' affidava "all'adorazione del publico alla quale assiste il Cappellano acciò non segua tumulto nel porgere corone, e dare elemosine". Quest'altare all'interno della Propositura fu demolito nel dicembre 1794, in occasione della riedificazione della chiesa di S.Pietro Apostolo, ma tutta la Comunità stabilì di ricostruirlo e di stanziare a tale scopo 450 lire "stante la povertà delle Opere di Santa Barbara e San Michele". Ancora gli Statuti cittadini decretavano che tutti gli appaltatori dei "proventi" appannaggio della Comunità fossero obbligati a offrire anche alcune libbre di cera bianca alla patrona in occasione della ricorrenza religiosa: "ogni anno per mezzo de' sua proventuali scudi 26 cera, olio et Polvere per provedere a' bisogni di d. Cappella fu stabilita un'Opera…".
La cerimonia religiosa, pur nella sua solennità, non poteva evitare che insieme al suono delle campane si accendessero dei "mortaiotti", eco festosa all'inno "Jesu corona Virginum" intonato dalle monache claustrali di Santa Maria a Ripa che intervenivano al rito quando la santa reliquia approdava alla loro chiesa. La processione si snodava infatti "per tutta la Terra con solenne pompa accompagnata da tutte le Compagnie e le Fraterie di due Conventi di S.Agostino e del Carmine con esporsi d. Reliquia ad Adorazione la mattina a levata del sole…".
L'esposizione e la processione per il paese era invocata dai montecatinesi anche in occasione di eventi calamitosi naturali per ottenere sia "la serenità del Tempo", dopo diluvi e inondazioni, sia per attenuare la siccità che nel 1779 aveva negato il bene della pioggia addirittura da dicembre a maggio.
Dopo la processione, che toccava le chiese dei vari conventi montecatinesi, la Reliquia di Santa Barbara era riposta "dentro il Tabernacolo" e le chiavi restituite al Proposto e alla Comunità: "questo è stato ed è lo stile antichissimo di detta Terra in tal funzione praticata da ch'è memoria d'huomini…". Di più l'estensore di queste note, il 7 maggio 1697, non poteva appurare "perché la Terra patì un sacco sì crudele che oltre all'abbruciamento delle scritture del publico seguirono ancora saccheggiamenti e desolazioni come ancora se ne vede alle vestigia l'anno 1554….".



 

 

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