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NOVEMBRE 2006

      Salute
        Il dottor Marouane Bouloudhnine spiega come si può risolvere il problema che colpisce le mani
     Tunnel carpale: guarire con l'artroscopia

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Luca de Simone

La sindrome del tunnel carpale è una delle patologia che più frequentemente intessano la mano. Ne parliamo con il dottor Marouane Bouloudhnine, chirurgo ortopedico specializzato nell'arto superiore e socio della "Società francese di chirurgia della mano", che ci aiuta a capire come identificare il male e conoscere nelle sue linee generali le opzioni di trattamento.
Dottor Bouloudhnine, cos'è la sindrome del tunnel carpale?
«Risulta dalla compressione del nervo mediano nel canale del carpo. Spesso entrambi i polsi sono colpiti contemporaneamente. La malattia si può presentare in diversi stadi evolutivi».
Quali sono i sintomi più ricorrenti?
«I sintomi principali sono il "formicolio" spesso accompagnato da dolore alla mano, talvolta esteso al braccio, con aggravamenti soprattutto di notte. Successivamente compare la riduzione della sensibilità alle prime tre dita. Col passare del tempo i sintomi si aggravano. Il dolore ed il formicolio possono anche attenuarsi, mentre peggiorano i deficit del tatto e della forza del pollice. I dolori alla mano possono essere causati anche da altre patologie associate, che devono essere identificate e trattate. Per questo motivo si eseguono alcuni accertamenti strumentali».
Quali sono gli accertamenti consigliati?
«L'elettromiografia, serve a confermare la sede e documenta la gravità della compressione del nervo mediano; la radiografia delle mani rileva patologie associate (artrosi) o particolari cause di compressione del nervo mediano nel tunnel carpale; infine, la radiografia del rachide cervicale permette di identificare alterazioni che possono provocare dolori di origine radicolare».
Come si può risolvere il problema?
«Il trattamento della sindrome del Tunnel carpale è chirurgico. Le terapie alternative (infiltrazione, ionoforesi, ultrasuoni, farmaci) possono alleviare temporaneamente i sintomi ma non sono risolutrici».
Si tratta di un intervento complesso?
«L'operazione consiste nella sezione del legamento trasverso anteriore del carpo che comprime il nervo mediano. Esistono due tecniche, un aperta ed una in via artroscopica che preferisco.
Il trattamento chirurgico a cielo aperto consistente nella sezione del legamento trasverso del carpo e nella sinovialectomia dei tendini flessori. Esso garantisce buoni risultati nella maggioranza dei casi, ma può presentare lo svantaggio di una difficoltosa guarigione della cicatrice palmare con formazione di aderenze e disestesie residue disturbanti per il paziente.
Recentemente è stata proposta la sezione del legamento per via artroscopica.  Il trattamento endoscopico viene effettuato attraverso una mini-incisione al polso e l'impiego di un sistema ottica-sonda munita di tagliente integrato (Artroscopia). Tale metodica permette una visione completa del tunnel carpale e del nervo mediano. Questa tecnica presenta il vantaggio di una sezione rapida e precisa del legamento, di una guarigione più rapida della cicatrice, e di un precoce ritorno alle attività da parte del paziente e per tale motivo è meglio accettata psicologicamente e economicamente, permettando la ripresa più veloce del lavoro e degli occupazioni domestiche. Tale metodica non è però scevra da rischi di lesioni iatrogene e non è attuabile con sicurezza in caso di forme con sinovite molto marcata dei tendini flessori (in pazienti reumatoidi).
In ogni caso va tenuto presente che i risultati a distanza (3 mesi) delle due metodiche, valutati clinicamente e in base ai parametri elettromiografici, sono pressochè sovrapponibili. L'intervento si esegue di norma in Day Hospital, ma può comprendere la notte successiva in caso di necessità. L'anestesia è preferibilmente plessica (al braccio), ma può essere generale se occorre oppure locale alla mano associata a sedazione. Si opera una sola mano per volta. Le dita si devono muovere subito dopo l'intervento. I punti sono rimossi dopo 10 giorni. La tecnica in artroscopia non necesita immobilizzazione e permette l'uso più veloce della mano . I lavori pesanti sono consentiti dopo un mese, mentre le attività quotidiane si riprendono gradualmente entro 20 giorni».
E' necessaria una fase di rieducazione?
«La rieducazione è in genere facoltativa. Il decorso post-operatorio, che dipende dallo stadio della malattia, si svolge di norma come segue:
1. Scomparsa immediata dei dolori notturni (il giorno stesso dell'operazione) e scomparsa progressiva dell'intorpidimento.
2. Ripresa progressiva della sensibilità (alcune settimane o mesi).
3. Ripresa della forza in alcuni mesi, ma nei casi più gravi il recupero è parziale».
Chi volesse informazioni più dettagliate sul tunnel carpale, può inviare una e-mail a
info@tuttomontecatini.it

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