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AGOSTO 2005

      Salute
        Una serie di consigli dei medici dell'ospedale di Pistoia: in aumento i tumori della pelle
     Tempo di mare, attenti al sole

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L'estate porta tanta voglia di tintarella, ma i medici lanciano l'allarme. Sono in aumento i casi di tumori cutanei, in particolare di melanomi. «Attualmente &emdash; afferma Andrea Giomi, direttore di dermatologia all'ospedale del Ceppo di Pistoia&emdash; i tumori della pelle rappresentano quasi un'epidemia, che interessa larghe fasce di popolazione e, non come avveniva non troppo anni fa, solo coloro come muratori e contadini che passavano gran parte della loro vita esposti al sole.
Da alcuni decenni &emdash; aggiunge il dottor Giomi &emdash; è di moda la pelle abbronzata e per questo motivo si è diffusa una vera e propria dipendenza dal sole e dalle lampade abbronzanti. Andare al sole per il sole &emdash; sottolinea il dermatologo &emdash; è una sciocchezza. Si va incontro ad un rischio fine a se stesso. Nonostante le campagne di prevenzione, la consapevolezza del rischio si raggiunge solo dopo la constatazione del danno subito: rughe precoci, macchie, assottigliamento della pelle, ma anche carcinomi e melanomi che sono in aumento anche in fasce di età decisamente basse».
Aggiunge il dottor Giomi: «Si parla tanto di sole malato e di buco dell'ozono, ma questo non riguarda la nostra zona. Sono cambiate le abitudini delle persone: l'esposizione al sole oggi avviene nelle ore più sconsigliate, da mezzogiorno in poi, che appunto sono le più affollate. Le scottature più gravi, in genere, avvengono tra i giovani tra i 15 e i 30 anni, che arrivano in spiaggia all'una. Questi danni alla pelle provocano mutazioni sui melanociti e si creano così i presupposti per i melanomi».
I tumori della pelle colpiscono soprattutto le persone adulte tra i 40 e i 60 anni. Ogni anno, in Italia, vengono scoperti circa 15 nuovi casi ogni 100.000 persone contro i 2-3 di un secolo fa. A Pistoia, il reparto di dermatologia del Ceppo riscontra circa 60-70 casi all'anno per un bacino di utenza di circa 400mila persone (la nostra provincia più una parte di Prato».
«L'esposizione solare &emdash; afferma il dottor Roberto Cecchi, responsabile del servizio di chirurgia cutanea del Ceppo &emdash; è sicuramente il fattore di rischio più importante per lo sviluppo di questo tumore, che è più frequente nei soggetti con carnagione chiara, capelli rossi-biondi, con molti nei sulla pelle, che si scottano facilmente al sole o si abbronzano con difficoltà. Stiamo assistendo ad un aumento dei melanomi, ma, per fortuna, ad una diminuzione dei casi di mortalità, perché queste forme vengono spesso diagnosticate in fase iniziale, grazie anche allo svolgimento di apposite campagne di sensibilizzazione».
E a chi sta per andare al mare quali consigli possono essere dati? «Sarebbe bene &emdash; afferma il dottor Giomi &emdash; andare al sole indossando abiti leggeri, utilizzare creme ad alta protezione comprate nelle farmacie da usare con frequenza. Se uno torna dalla vacanza meno abbronzato, non è certo un male per la sua salute ed avrà tutta la nostra approvazione».
PRECAUZIONI
«E' essenziale riconoscere il melanoma in fase iniziale, quando è ancora sottile (inferiore ad un millimetro), prima che invada profondamente la pelle, perché l'asportazione in questa fase è il presupposto per una completa guarigione». E' quanto afferma il dottor Roberto Cecchi, che appunto è il responsabile della chirurgia cutanea. Nell'unità operativa di dermatologia del Ceppo, infatti, sono attivi un ambulatorio dermochirurgico ed un servizio di chirurgia cutanea, ai quali le persone possono rivolgersi per gli approfondimenti diagnostici, per le indagini più complesse e per le terapie più radicali ed attuali, come nei maggiori centri che si occupano di questo tumore. Si tratta di un'unità operativa di eccellenza per l'ospedale pistoiese all'interno dell'Area vasta.
«Il paziente con melanoma &emdash; afferma ancora il dottor Cecchi &emdash; viene sottoposto ad asportazione chirurgica radicale, come da protocolli internazionali, e, se necessario, a biopsia del linfonodo sentinella. Questa procedura rappresenta la più grossa novità nella chirurgia del melanoma di questi ultimi anni. Infatti, permette di scoprire tempestivamente eventuali metastasi occulte nei linfonodi satelliti ed è di fondamentale importanza per la prognosi di questi pazienti. Viene ormai eseguita da alcuni anni al Ceppo e prevede una stretta collaborazione tra dermochirurgo, chirurgo generale, medico nucleare (dell'unità operativa di Lucca) ed anatomopatologo. Si tratta di una vera e propria «task force» oncologica all'avanguardia in questo settore. A livello di area vasta i centri accreditati per eseguire questa procedura chirurgica sono appunto quello di Pistoia e l'unità operativa di chirurgia plastica di Firenze.
Infine &emdash; conclude il dottor Cecchi &emdash; i pazienti che necessitano di ulteriori trattamenti sia chirurgici (metastasi in transit o linfonodali) che medico-oncologici (metastasi viscerali), troveranno risposte nelle unità operative di chirurgia e radioterapia del Ceppo. Il servizio di chirurgia cutanea coordina tali percorsi».
AUTOESAME
I medici dermatologi consigliano anche una semplice attività di prevenzione secondaria. Cioè, cominciare a conoscere la propria pelle ed iniziare a fare, tre o quattro volte l'anno, un autoesame per scoprire eventuali novità che possono apparire nel tempo. Il vantaggio naturalmente è che un eventuale melanoma viene visto fin dalla sua insorgenza. Una sorta di macchia scura con sfumature nerastre simile ad un neo, ma che non lo è affatto. «Quando si hanno dei dubbi &emdash; affermano i dottori Giomi e Cecchi &emdash; una persona si deve rivolgere al proprio medico curante, che poi valuta se indirizzarlo al dermatologo.
E' questo che, di fronte ad una lesione pigmentata, grazie alla sua esperienza oppure con l'ausilio di esami specifici, poi deve fare una diagnosi se si tratta di melanoma o no. E' questo il modo migliore per evitare che la malattia non venga scoperta in fase ormai avanzata e con minori possibilità di sopravvivenza».

 

 

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