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L'estate
porta tanta voglia di tintarella, ma i medici lanciano
l'allarme. Sono in aumento i casi di tumori cutanei, in
particolare di melanomi. «Attualmente &emdash; afferma
Andrea Giomi, direttore di dermatologia all'ospedale del
Ceppo di Pistoia&emdash; i tumori della pelle rappresentano
quasi un'epidemia, che interessa larghe fasce di popolazione
e, non come avveniva non troppo anni fa, solo coloro come
muratori e contadini che passavano gran parte della loro
vita esposti al sole.
Da alcuni decenni &emdash; aggiunge il dottor Giomi &emdash;
è di moda la pelle abbronzata e per questo motivo si
è diffusa una vera e propria dipendenza dal sole e
dalle lampade abbronzanti. Andare al sole per il sole
&emdash; sottolinea il dermatologo &emdash; è una
sciocchezza. Si va incontro ad un rischio fine a se stesso.
Nonostante le campagne di prevenzione, la consapevolezza del
rischio si raggiunge solo dopo la constatazione del danno
subito: rughe precoci, macchie, assottigliamento della
pelle, ma anche carcinomi e melanomi che sono in aumento
anche in fasce di età decisamente basse».
Aggiunge il dottor Giomi: «Si parla tanto di sole
malato e di buco dell'ozono, ma questo non riguarda la
nostra zona. Sono cambiate le abitudini delle persone:
l'esposizione al sole oggi avviene nelle ore più
sconsigliate, da mezzogiorno in poi, che appunto sono le
più affollate. Le scottature più gravi, in
genere, avvengono tra i giovani tra i 15 e i 30 anni, che
arrivano in spiaggia all'una. Questi danni alla pelle
provocano mutazioni sui melanociti e si creano così i
presupposti per i melanomi».
I tumori della pelle colpiscono soprattutto le persone
adulte tra i 40 e i 60 anni. Ogni anno, in Italia, vengono
scoperti circa 15 nuovi casi ogni 100.000 persone contro i
2-3 di un secolo fa. A Pistoia, il reparto di dermatologia
del Ceppo riscontra circa 60-70 casi all'anno per un bacino
di utenza di circa 400mila persone (la nostra provincia
più una parte di Prato».
«L'esposizione solare &emdash; afferma il dottor
Roberto Cecchi, responsabile del servizio di chirurgia
cutanea del Ceppo &emdash; è sicuramente il fattore
di rischio più importante per lo sviluppo di questo
tumore, che è più frequente nei soggetti con
carnagione chiara, capelli rossi-biondi, con molti nei sulla
pelle, che si scottano facilmente al sole o si abbronzano
con difficoltà. Stiamo assistendo ad un aumento dei
melanomi, ma, per fortuna, ad una diminuzione dei casi di
mortalità, perché queste forme vengono spesso
diagnosticate in fase iniziale, grazie anche allo
svolgimento di apposite campagne di
sensibilizzazione».
E a chi sta per andare al mare quali consigli possono essere
dati? «Sarebbe bene &emdash; afferma il dottor Giomi
&emdash; andare al sole indossando abiti leggeri, utilizzare
creme ad alta protezione comprate nelle farmacie da usare
con frequenza. Se uno torna dalla vacanza meno abbronzato,
non è certo un male per la sua salute ed avrà
tutta la nostra approvazione».
PRECAUZIONI
«E' essenziale riconoscere il melanoma in fase
iniziale, quando è ancora sottile (inferiore ad un
millimetro), prima che invada profondamente la pelle,
perché l'asportazione in questa fase è il
presupposto per una completa guarigione». E' quanto
afferma il dottor Roberto Cecchi, che appunto è il
responsabile della chirurgia cutanea. Nell'unità
operativa di dermatologia del Ceppo, infatti, sono attivi un
ambulatorio dermochirurgico ed un servizio di chirurgia
cutanea, ai quali le persone possono rivolgersi per gli
approfondimenti diagnostici, per le indagini più
complesse e per le terapie più radicali ed attuali,
come nei maggiori centri che si occupano di questo tumore.
Si tratta di un'unità operativa di eccellenza per
l'ospedale pistoiese all'interno dell'Area vasta.
«Il paziente con melanoma &emdash; afferma ancora il
dottor Cecchi &emdash; viene sottoposto ad asportazione
chirurgica radicale, come da protocolli internazionali, e,
se necessario, a biopsia del linfonodo sentinella. Questa
procedura rappresenta la più grossa novità
nella chirurgia del melanoma di questi ultimi anni. Infatti,
permette di scoprire tempestivamente eventuali metastasi
occulte nei linfonodi satelliti ed è di fondamentale
importanza per la prognosi di questi pazienti. Viene ormai
eseguita da alcuni anni al Ceppo e prevede una stretta
collaborazione tra dermochirurgo, chirurgo generale, medico
nucleare (dell'unità operativa di Lucca) ed
anatomopatologo. Si tratta di una vera e propria «task
force» oncologica all'avanguardia in questo settore. A
livello di area vasta i centri accreditati per eseguire
questa procedura chirurgica sono appunto quello di Pistoia e
l'unità operativa di chirurgia plastica di
Firenze.
Infine &emdash; conclude il dottor Cecchi &emdash; i
pazienti che necessitano di ulteriori trattamenti sia
chirurgici (metastasi in transit o linfonodali) che
medico-oncologici (metastasi viscerali), troveranno risposte
nelle unità operative di chirurgia e radioterapia del
Ceppo. Il servizio di chirurgia cutanea coordina tali
percorsi».
AUTOESAME
I medici dermatologi consigliano anche una semplice
attività di prevenzione secondaria. Cioè,
cominciare a conoscere la propria pelle ed iniziare a fare,
tre o quattro volte l'anno, un autoesame per scoprire
eventuali novità che possono apparire nel tempo. Il
vantaggio naturalmente è che un eventuale melanoma
viene visto fin dalla sua insorgenza. Una sorta di macchia
scura con sfumature nerastre simile ad un neo, ma che non lo
è affatto. «Quando si hanno dei dubbi &emdash;
affermano i dottori Giomi e Cecchi &emdash; una persona si
deve rivolgere al proprio medico curante, che poi valuta se
indirizzarlo al dermatologo.
E' questo che, di fronte ad una lesione pigmentata, grazie
alla sua esperienza oppure con l'ausilio di esami specifici,
poi deve fare una diagnosi se si tratta di melanoma o no. E'
questo il modo migliore per evitare che la malattia non
venga scoperta in fase ormai avanzata e con minori
possibilità di sopravvivenza».

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