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Più salute,
meno soldi. Gli italiani vivono una vita sempre più
lunga ma sempre più povera: è questo uno degli
aspetti salienti del rapporto annuale dell'Istat (relativo
al 2003) reso pubblico in questi giorni. La sensazione
di impoverimento è diffusa trasversalmente dal
nord al sud: il 39.9% considera insufficienti le proprie
risorse economiche, mentre diminuisce al 58% (dal 65%) la
quota di quelli che le giudicano adeguate.
Per il resto, l'immagine tracciata dall'annuario è
quella di un Paese la cui popolazione aumenta (57.088.245
abitanti) non tanto per incremento delle nascite, ma per
effetto dellimmigrazione. L'aspettativa di vita si
allunga sempre di più (82.9 anni per le donne e 77
per gli uomini); ci si sposa sempre meno (4.5 per
mille dal 4.6 dell'anno precedente il tasso di
nuzialità) ma ci si istruisce sempre di più
(+4.8% rispetto al 2002 le iscrizioni all'università)
con un numero di giovani laureati pari a 165.476 per i corsi
normali e di 20.606 per le lauree brevi.
Nonostante questo calano le presenze ad eventi culturali e
gli spettatori al cinema e a teatro (complice la crisi
economica) oltre che il numero di lettori di libri e
quotidiani: ad occupare il tempo libero rimane soprattutto
la Tv.
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