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Luca de Simone
Gli appartenenti a
tutte quelle categorie lavorative che più
intensamente sono state coinvolte nel cambio da una moneta
all'altra stanno raggiungendo livelli tali di stress da
poter definire questo loro malessere una vera e propria
sindrome da euro.
Bancari, commercianti, commercialisti, cassieri, commesse
sono le categorie più a rischio.
I sintomi? Ansia, disturbi del sonno, emicranie e attacchi
di panico. A scoprire questa nuova sindrome è stata
un'indagine condotta da Banca Finanza su un campione di
queste categorie per le quali le ansie legate al rapporto
con la clientela nel momento di maggior panico da euro
(questi primi giorni del 2002) sono ormai al limite della
sopportabilità.
Nel mirino, in particolare, ci sono le discussioni
interminabili per dare informazioni a clienti diffidenti,
l'incubo di sbagliare i conti, le liti con colleghi e
superiori, difficoltà a non finire con computer e
calcolatrici.
A dare ascolto allíindagine, tale situazione sta
provocando patologie nervose di vario tipo, disturbi
alimentari, calo del desiderio sessuale e quant'altro.
Insoliti disturbi alimentari vengono denunciati da molti
commercialisti (68%), i quali nel 63% dei casi affermano di
soffrire ormai di forti emicranie, mentre il 64% delle
commesse e il 61% dei bancari parla di veri e propri
attacchi di panico.
Tra i bancari, poi, il 53% dice di soffrire di insonnia,
mentre il 64% afferma anche di riversare sul partner in
nervosismo che sta accumulando in questi giorni.
Al di là dell'atteggiamento giustamente scherzoso con
il quale si prendono in considerazione questi sondaggi, la
notizia ha effettivamente un legame con la realtà: la
trasformazione ha prodotto qualche scompenso in chi a che
fare lavorativamente con il passaggio dalla lira
all'euro.
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