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OTTOBRE 2005

      La nostra salute
        Intervista al dottor Francesco Furbetta, che ci illustra le tecniche più moderne di cura
     Come si può guarire dall'ernia

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Parliamo in questo numero della rivista di ernie, un problema comune a tante persone, e di come curarle. Parliamo di questo argomento con il dottor Francesco Furbetta, famoso chirurgo generale, molto conosciuto per la tecnica endoscopica e laparoscopica.
Dottor Furbetta, cos'è l'ernia?
«L'ernia è la fuoriuscita del contenuto addominale, attraverso una zona di minore resistenza della parte. Può essere congenita ma più spesso è acquisita».
A cosa è dovuta?
«E' molto frequente e riconosce una predisposizione familiare; fattori occasionali legati all'aumento della pressione endo-addominale ne determinano la formazione».
Quali sono i sintomi?
«Si manifesta come una pretuberanza più o meno voluminosa e dolente. Il contenuto è spesso rappresentato da un tratto intestinale ed allora possono presentarsi sintomi legati al difficoltoso passaggio del contenuto enterico come dolori addominali crampiformi, meteorismo, stipsi».
Quali sono le conseguenze?
«Una volta che l'ernia si è formata, la sua naturale evoluzione è verso l'aumento di volume e l'insorgenza di possibili complicanze. La più nota ed importanti è lo strozzamento che si verifica quando un segmento intestinale erniato al di fuori dell'addome presenta un'ostacolata circolazione ematica per la compressione esercitata dalla parete muscolare a livello del tragitto erniario. Il paziente lamenta dolore violento nella sede della tumefazione esteso a tutto l'addome, eventualmente con nausea, vomito e blocco intestinale. La tumefazione diventa irriducibile ed è necessario un intervento chirurgico d'urgenza, unico rimedio possibile».
Come si è affrontato il problema, negli anni passati?
«Solitamente si ponevano dei punti che affrontavano i margini muscolari».
E quali erano gli inconvenienti?
«I principali inconvenienti erano rappresentati dal dolore legato alla costrizione dei muscoli presi nei punti, dalla necessità che si formasse una solida cicatrice con necessario riposo, anche superiore alle 3-4 settimane e dal rischio che, nonostante tutto, l'ernia si ripresentava con una percentuale del l5-30%».
Attualmente, invece, come si procede?
«L'innovazione basilare, rivolta a risolvere tali problemi, è costituita dalla disponibilità di reti perfettamente tollerabili e che immediatamente vengono ad integrarsi con la parete muscolare chiudendo solidamente il difetto parietale senza costrizione muscolare; in tal modo, il rischio di recidiva si riduce allo 0,5-3%».
Quali i vantaggi?
«Oltre alla già citata riduzione di recidiva, il progresso in campo anestesiologico per nuovi farmaci e modalità di somministrazione, consentono massima efficacia con assenti o minime ripercussioni generali».
Come si esegue l'intervento?
«L'intervento generalmente viene fatto in maniera ambulatoriale o con dimissione dopo 3 ore; il paziente è ovviamente in grado di muoversi e camminare e può rapidamente riprendere le proprie occupazioni».
Per informazioni rivolgersi: Centro di Fisioterapia, via del Giocatoio 13, 51017 Pescia, tel. 0572 47047 - 477876

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