Tutto Montecatini Tutto MontecatiniTutto Montecatini

 

GIUGNO 2004

      Salute & Terme
        Uno studio americano conferma: il vero nemico della salute resta la sedentarietà
     Camminare fa ridurre il rischio infarto

pixel.gif (42 byte)


La sedenterietà è il nemico da sconfiggere per la medicina del 2000. L'attacco a sofà, poltrone, sedie, sgabelli e a qualsiasi attrezzo ci permetta di stare seduti per più di un'ora viene, in contemporanea, da due fonti autorevoli. La prima è la National Academy of Sciences che nelle nuove linee guida alimentari pubblicate di recente con grande risalto dai quotidiani americani, oltre a raccomandare moderazione con grassi e zuccheri fuori pasto, ribadisce l'importanza di un'ora di attività fisica al giorno.
Anzi, per la prima volta, gli esperti precisano che chi fa sport con regolarità può concedersi mille calorie in più rispetto a chi non fa un passo. La seconda è la rivista medica New England Journal of Medicine che nell'ultimo numero ospita un'imponente ricerca su 74.000 donne, dai 50 ai 79 anni di età, stando alla quale camminare a passo svelto per un totale di due ore e mezzo alla settimana riduce del 30% la probabilità di andare incontro all'infarto o all'ictus cerebrale. La popolazione indagata, grazie a fondi federali dal Brigham and Women's Hospital di Boston , è quella tipica multietnica americana, ma la percentuale di donne bianche è tale da rendere questi risultati interessanti anche di qua dall'Oceano.
Che l'esercizio fisico intenso, ma anche il semplice camminare con una certa energia, mantenga il cuore in buona salute è ormai dimostrato da una gran mole di ricerche condotte sugli uomini che, come sappiamo, invecchiando mostrano una particolare fragilità nei confronti delle patologie cardiache. Ma la novità è il campione tutto femminile di quest'ultimo studio che conferma, inoltre, l'utilità dell'esercizio fisico impegnativo - quello che arriva a far sudare e ad accellerare il battito cardiaco - di chi fa tennis, nuoto o jogging con regolarità.
Il vero nemico della salute resta, in sostanza, la sedentarietà: lo studio rivela che stare seduti ogni giorno per 15 ore è, da solo, un fattore di rischio importante per l'infarto. «I grossi numeri della ricerca e il modo con cui è stato realizzata ne garantiscono la validità - commenta Edoardo Gronda, primario di cardiologia all'Istituto Humanitas di Milano -. Il messaggio è importante soprattutto sotto il profilo culturale. Se è vero, infatti, che la popolazione fra i 40 e i 50 anni è cosciente dell'importanza di un certo stile di vita per mantenersi sani, le persone che oggi ne hanno 60 o 70 non si rendono conto di quanto l'immobilità sia nociva. Le donne ancora meno degli uomini».

 

 

Torna al sommario

 

 

 

 

Tutto Montecatini