|

|
Cellulite
e adiposità localizzate: si tratta di un problema,
non solo estetico, comune a tante persone. Parliamo di
questo argomento con il dottor Paolo Gigli.
Dottor Gigli, oggi si parla tanto di cellulite. Qual
è il significato esatto di questo termine?
«Con il termine improprio di "cellulite" vengono oggi
comprese alcune situazioni inestetiche , che, pur
presentando in comune un aumento volumetrico al livello
della faccia supero-esterna della coscia, riconoscono cause
diverse e richiedono, perciò, trattamenti correttivi
o terapeutici diversi. Questo inestetismo può essere
attribuito a tre diverse condizioni: una condizione
ereditaria con accentuazione del normale habitus ginoide,
che non esprime uno stato patologico ma determina soltanto
una disarmonia della figura non accettata dagli odierni
canoni estetici. Un eccesso di adiposità localizzata,
in cui un trattamento è richiesto solo in caso di
notevole eccedenza. Infine, la Panniculopatia
edemato-fibro-sclerotica è un'affezione legata a
tutta una serie di fattori predisponenti: razza,
familiarità, disendocrine, disordini alimentari,
stipsi, stress, e scatenanti: disturbi circolatori
venolinfatici agli arti inferiori, alterazioni posturali e/o
dinamiche, sedentarietà».
Come si possono differenziare queste situazioni?
«E' necessaria una corretta valutazione
clinico-strumentale. Nel caso si accentuazione del normale
habitus ginoide l'intervento si limiterà ad una
riarmonizzazione della figura della paziente; si
stimolerà solo la muscolatura del torace e del
cingolo scapolare con metodiche di body-building attivo ed
elettrostimolazione muscolare. Nel caso di panniculopatia si
tratta di un problema non solo estetico, ma soprattutto
funzionale. Si presenta con il cosiddetto aspetto delle
"gambe a colonna", espressione clinica di una
flebolinfostasi. Il trattamento terapeutico si
avvarrà di interventi farmacologici abbinati a quelli
fisioterapici, che migliorano la progressione del sistema
linfatico riducendo l'edema tessutale. Numerose sono le
proposte per questo uso, ma a tutt'oggi l'unica tecnica che
rispetta la fisiologia del sistema linfatico è il
drenaggio linfatico manuale, una tecnica massoterapica messa
a punto dal dottor Vodder nel 1936».
Dalle sue parole si evidenzia il termine di
"adiposità localizzata": può parlarcene
più diffusamente?
«Questo termine indica delle zone del corpo
maschile o femminile, dove il tessuto adiposo è
presente in maggior quantità per una riduzione
dell'attività lipolitica ad opera degli ormoni
sessuali. Le zone di adiposità localizzate nel corpo
femminile sono individuabili a livello di glutei,
dell'addome, dei fianchi, della faccia supero esterna della
coscia e del ginocchio».
Quali sono i trattamenti possibili?
«Sono previsti interventi lipolitici e lipoclasici.
I primi possono dare risultati solo sulle adiposità
ipertrofiche o sul trattamento iniziale di quelle miste.
Questo per la particolare tendenza che ha l'adipocita a
mantenere costante il proprio volume. Ma il trattamento
lipolitico spesso è inutile o
insufficiente».
Allora cosa occorre?
«E' necessario effettuare un trattamento con mezzi
ipoclasici, che sono sia medici che chirurgici. Attualmente
sono rappresentati da liposuzione, ultrasuoni a 3 MHz e, in
particolare, da idrolipoclasia ultrasonica,
l'ossigenoclasia. La liposuzione è un intervento
chirurgico basato sull'aspirazione del grasso frantumato da
una cannula a punta smussa. Il vantaggio della liposuzione
rispetto ai mezzi medici è dato dalla rapidità
con la quale si ottiene il risultato, ma la metodica
richiede una esperienza chirurgica e, in particolari
distretti, può determinare alterazioni
microcircolatorie.
Gli ultrasuoni sono costituiti da onde di energia emesse ad
alta frequenza (3 MHz) che interagiscono con il materiale
biologico, determinando una denaturazione dello stesso per
perdita delle strutture spaziali delle molecole. Questo
determina sia alterazione metabolica che strutturale delle
cellule sottoposte al trattamento. Una recente modifica
dell'uso degli ultrasuoni a 3 MHz è data dalla
idrolipoclasia ultrasonica, che prevede l'infiltrazione
dell'adisposità localizzata con soluzioni
fisiologiche, al fine di aumentare notevolmente e in modo
parcellare la massa liquida con conseguente potenziamento
degli effetti».
Per maggiori informazioni rivolgersi al
CENTRO DI FISIOTERAPIA e RIABILITAZIONE ISOCINETICA
di Vanna Natalini
via del Giocatoio, 13 - 51017 PESCIA (Pt) - Tel. 0572 47047
- 477876
www.centrofisioterapia.it

|

|