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Luca de Simone
Garantire a tutti il
diritto ad avere una diagnosi certa e precoce dell'
Alzheimer: è con questo obiettivo che la
«Sigg», Società italiana di geriatria e
gerontologia, presieduta dal professor Umberto Senin, sta
mettendo a punto una nuova cartella clinica
informatizzata.
Il progetto, nato circa tre anni fa, Ë denominato
«Regal», Rete geriatrica Alzheimer. Ad esso
lavorano attualmente 24 centri, mentre altri 77 saranno
operativi entro ottobre. «Per la fine di quest' anno -
dice il professor Senin, direttore dell' istituto di
geriatria e gerontologia dell' Università di Perugia
- contiamo di coinvolgerne altri 170. Questo farà
sì che tutte le Unità di valutazione
geriatrica presenti in Italia potranno operare secondo una
stessa metodologia».
Il presidente della Sigg sottolinea che specie in pazienti
di età molto avanzata differenziare la demenza legata
all'Alzehimer da quella di altro tipo «diventa un
problema spesso insolubile. Il rischio - afferma - è
quello di escludere un gran numero di soggetti dai
trattamenti farmacologici che oggi sono disponibili per
rallentare la progressione della malattia». Per questo
il professor Senin ha elaborato «un protocollo
clinico-dignostico strutturato» che può ridurre
la possibilità di errore.
«L' obiettivo - spiega ancora il geriatra - è di
omogeneizzare il metodo di valutazione e gestione dei
pazienti per dare agli anziani il diritto alla diagnosi
corretta».
Il progetto è stato in parte finanziato dal ministero
della Salute e la Sigg ha poi creato un comitato etico per
seguirne l' applicazione. Ha un suo statuto e normative
precise. «Il Regal - sottolinea Senin -
consentirà di creare una banca dati in grado di
fornire informazioni sulla malattia».
Sul fronte dell' Alzehimer la Sigg è attualmente
impegnata nella ricerca ma anche sul piano
assistenziale.
«Più si va avanti con l' età - spiega il
presidente della Società - e maggiore è il
rischio di essere colpiti da questa malattia. Il problema
attuale è di capire quali sono i legami tra l'
invecchiamento e il morbo». C'è poi il problema
di dare risposte terapeutiche efficaci a chi è malato
di Alzehimer. «Sotto questo profilo - dice Senin - la
situazione è migliore rispetto al passato
perché ci sono dei farmaci che, se somministrati
nelle fasi precoci, riescono a indurre un miglioramento, a
ritardarne, forse arrestarne, la progressione.
Si tratta di prodotti molto costosi e per questo il
ministero della Salute ha dato vita al progetto Cronos per
la somministrazione gratuita nei casi certi». Il numero
delle persone entrate nel protocollo Ë perÚ
inferiore alle previsioni basate sulla diffusione dell'
Alzehimer in Italia. «Ciò dipende tra l' altro -
sostiene il presidente della Sigg - dal fatto che l'
Alzehimer è stata una patologia sconosciuta ai
più fino a ieri. Nell' anziano, inoltre, i sintomi
che caratterizzano le fasi iniziali della malattia non sono
diversi da quelli dell' invecchiamento celebrare più
estremo». Una difficoltà alla quale sta cercando
di rispondere il progetto Regal.
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