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GENNAIO 2002

      Salute
        L'obiettivo è quello di avere una diagnosi certa e precoce della malattia
     Un progetto per i malati di Alzheimer

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Luca de Simone

Garantire a tutti il diritto ad avere una diagnosi certa e precoce dell' Alzheimer: è con questo obiettivo che la «Sigg», Società italiana di geriatria e gerontologia, presieduta dal professor Umberto Senin, sta mettendo a punto una nuova cartella clinica informatizzata.
Il progetto, nato circa tre anni fa, Ë denominato «Regal», Rete geriatrica Alzheimer. Ad esso lavorano attualmente 24 centri, mentre altri 77 saranno operativi entro ottobre. «Per la fine di quest' anno - dice il professor Senin, direttore dell' istituto di geriatria e gerontologia dell' Università di Perugia - contiamo di coinvolgerne altri 170. Questo farà sì che tutte le Unità di valutazione geriatrica presenti in Italia potranno operare secondo una stessa metodologia».
Il presidente della Sigg sottolinea che specie in pazienti di età molto avanzata differenziare la demenza legata all'Alzehimer da quella di altro tipo «diventa un problema spesso insolubile. Il rischio - afferma - è quello di escludere un gran numero di soggetti dai trattamenti farmacologici che oggi sono disponibili per rallentare la progressione della malattia». Per questo il professor Senin ha elaborato «un protocollo clinico-dignostico strutturato» che può ridurre la possibilità di errore.
«L' obiettivo - spiega ancora il geriatra - è di omogeneizzare il metodo di valutazione e gestione dei pazienti per dare agli anziani il diritto alla diagnosi corretta».
Il progetto è stato in parte finanziato dal ministero della Salute e la Sigg ha poi creato un comitato etico per seguirne l' applicazione. Ha un suo statuto e normative precise. «Il Regal - sottolinea Senin - consentirà di creare una banca dati in grado di fornire informazioni sulla malattia».
Sul fronte dell' Alzehimer la Sigg è attualmente impegnata nella ricerca ma anche sul piano assistenziale.
«Più si va avanti con l' età - spiega il presidente della Società - e maggiore è il rischio di essere colpiti da questa malattia. Il problema attuale è di capire quali sono i legami tra l' invecchiamento e il morbo». C'è poi il problema di dare risposte terapeutiche efficaci a chi è malato di Alzehimer. «Sotto questo profilo - dice Senin - la situazione è migliore rispetto al passato perché ci sono dei farmaci che, se somministrati nelle fasi precoci, riescono a indurre un miglioramento, a ritardarne, forse arrestarne, la progressione.
Si tratta di prodotti molto costosi e per questo il ministero della Salute ha dato vita al progetto Cronos per la somministrazione gratuita nei casi certi». Il numero delle persone entrate nel protocollo Ë perÚ inferiore alle previsioni basate sulla diffusione dell' Alzehimer in Italia. «Ciò dipende tra l' altro - sostiene il presidente della Sigg - dal fatto che l' Alzehimer è stata una patologia sconosciuta ai più fino a ieri. Nell' anziano, inoltre, i sintomi che caratterizzano le fasi iniziali della malattia non sono diversi da quelli dell' invecchiamento celebrare più estremo». Una difficoltà alla quale sta cercando di rispondere il progetto Regal.

 

 

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