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nche se un po' in ritardo per il perdurare delle basse
temperature a marzo, è arrivata la temuta stagione
delle allergie. Si calcola che nella nostra provincia siano
circa 50mila le persone che soffrono di rinite allergica, il
20 per cento della popolazione (circa la metà sotto i
18 anni). Si tratta di un dato in linea con il preoccupante
aumento di casi confermato anche di recente da un'indagine
promossa a livello mondiale dalla World Allergy
Organization.
Si tratta di una vera e propria emergenza, che può
essere affrontata suggerendo una corretta terapia ed anche
il modo migliore per prevenire la malattia, provocata dalla
diffusione di pollini di una serie di alberi ed erbe
(graminacee, urticacee, composite, oleacee, betullacee,
salicacee, platanacee, betullacee, corylacee, fagacee). Nel
reparto di pneumologia dell'ospedale del Ceppo di Pistoia,
diretto dal dottor Florio Innocenti, sta iniziando un
intenso lavoro che si protrarrà per diversi mesi.
Come conferma il dottor Franco Vannucci, allergogolo,
vengono effettuati circa 50 test alla settimana. «In
certi periodi dell'anno &emdash; afferma &emdash; molte
persone hanno il sintomo di una sorta di raffreddore, che
però si prolunga per diverse settimane, e questo
è una conferma evidente che può trattarsi di
un'allergia. Oltre ai problemi derivanti dalla diffusione
dei pollini, in città le allergie possono essere
favorite da fattori di inquinamenti atmosferici. Ed a questi
si aggiungono anche forme di inquinamento
«indoor», cioè all'interno delle nostre
abitazioni, con muffe, acari della polvere, peli di animali
e, ultimi casi in crescita, anche da lattice, come i guanti
usati in ambienti sanitari».
«L'incremento delle allergie &emdash; afferma il
primario Florio Innocenti &emdash; è tipico dei paesi
occidentali. Si tratta di una malattia del benessere,
causata dalle condizioni igieniche molto avanzate, che
provocano modifiche del nostro sistema
immunitario».
Talvolta le allergie sfociano in asma, una malattia
infiammatoria cronica, che condiziona notevolmente la
qualità della vita delle persone che ne sono
soggette.
I test sulle allergie effettuati all'ospedale del Ceppo
portano ad una valutazione complessiva della situazione del
paziente. Vengono effettuati in pochi minuti sulla pelle
prove con sedici sostanze. Se appare una reazione, si deduce
subito cosa provoca l'allergia. Segue anche un'indagine
effettuata con lo spirometro e con altri strumenti per
capire se ci può essere già in corso una forma
asmatica, che interessa circa un quarto delle persone
allergiche.
Chi scopre oggi di essere allergico, può iniziare una
cura preventiva tra ottobre e dicembre con la vaccinazione,
ma anche con terapie definite «a gradini» in modo
da controbattere la malattia secondo la sua gravità.
«L'immunoterapia specifica &emdash; afferma il dottor
Vannucci &emdash; consiste infatti nella somministrazione di
un estratto allergenico a dosi scalari, progressivamente
crescenti, al fine di ottenere una riduzione della
sensibilità del paziente verso un determinato
allergene».
Inoltre, nell'impossibilità di eliminare il contatto
con i pollini, l'allergico, oltre ad una serie di misure di
prevenzione ambientali ed abitudinarie, deve anche ricorrere
a terapie farmacologiche capaci di mantenere sotto controllo
la sintomatologia. Importante anche un corretto stile di
vita, che dovrebbe accompagnarci ogni giorno: mangiare bene
e poco, non fumare e fare attività fisica.

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