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Il
rinnovamento degli stabilimenti termali a gestione privata
partirà dalle Leopoldine. Il progetto è
già stato inviato alla sovrintendenza. L'atteso
annuncio è stato dato da Felice Santarelli,
vicepresidente della nuova società di gestione delle
Terme, in un incontro al grand hotel La Pace, davanti ad una
ricca platea composta da varie autorità e
rappresentanti del mondo politico, economico e istituzionale
della nostra provincia e di quella di Ascoli Piceno, giunti
apposta, numerosi, in delegazione. Tra gli altri, era
presente anche il ministro all'ambiente, Altero
Matteoli.
Ascoli è la terra della famiglia di costruttori
Santarelli, ma anche di Mauro Scaramucci, il duo che, al 50
per cento, possiede il 90 per cento della società di
gestione delle Terme e che si è impegnato a investire
80 miliardi nei progetti di rilancio.
Le Leopoldine, come più volte annunciato, saranno il
primo stabilimento che cambierà volto, con la
realizzazione delle sospirate piscine termali, in una
«sinergia» che dovrebbe coinvolgere anche gli
stabilimenti vicini Excelsior (per lo storico edificio
c'è un'attenzione particolare della Sovrintendenza) e
Tamerici. Le Leopoldine diventeranno quel grande e moderno
centro benessere, che la città attende da diversi
anni.
Il progetto di recupero e rilancio delle Leopoldine è
stato studiato dall'architetto montecatinese, Oreste
Ruggiero e la prima presentazione fu fatta quasi tre anni
fa, quando era amministratore delle Terme l'avvocato Franco
Arizzi.
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